Resistere. Convincere. Educare. E’ intorno a questi tre verbi che si articola la lettera inviata dall’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini  al presidente della Federazione Lombarda delle BCC Alessandro Azzi  a seguito di un loro incontro tenutosi il 13 marzo, nei primi giorni dell’emergenza sanitaria e nel momento più difficile per Milano e l’intera Lombardia.

Occasione di confronto su come questa pandemia abbia cambiato e cambierà il nostro modo di essere e di agire, nella esigenza di definire nuovi paradigmi di sviluppo sociale ed economico che ponga davvero l’uomo al centro. Ma anche occasione unica per rappresentare all’Arcivescovo di Milano il contributo che possono dare, in questo, le Banche di Credito Cooperativo e le Casse Rurali italiane.

Il denaro come idolo imponente, temibile, spietato e seducente.

“Il denaro – scrive ’Arcivescovo – si è imposto come un idolo imponente, temibile, spietato e seducente”, presentandosi come “un potere facilmente disponibile” e la storia recente conferma “lo straordinario successo della seduzione dell’idolo e gli enormi sacrifici che ha imposto all’umanità”.

Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

Secondo Mons. Delpini davanti a questo scenario le BCC devono “continuare a vivere operare e ingegnarsi per resistere” per contrastare un “sistema economico”, un “sistema finanziario”, una “filosofia del profitto”, che inquina anche il “sistema politico” e condiziona la ricerca specialistica. Da qui l’invito a “Resistere nel praticare i principi ispiratori, resistere nel contrastare le grandi manovre che vogliono uniformare il mondo nell’unica religione finanziaria, resistere nel promuovere una finanza solidale prossima alla vita quotidiana della gente al sistema produttivo che caratterizza la nostra terra”.

“Il denaro – ricorda ancora l’Arcivescovo di Milano – secondo la dottrina sociale della Chiesa è strumento per l’economia propizia alla volta della comunità che consenta a tutti di partecipare ai frutti del lavoro, promuova il bene integrale di ogni persona, vigili per la distribuzione universale dei beni e sia particolarmente attenta a chi è nel bisogno”. Il Credito Cooperativo – prosegue Mons. Delpini – ha intuito e praticato questo principio, racchiuso nelle pagine dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco e nell’Oeconomicae et Pecuniarie Quaestiones, il documento pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Ma per contrastare la seduzione del denaro c’è bisogno di un’alleanza “per convincere”, e il Credito Cooperativo deve “mettere in gioco il patrimonio che lo caratterizza cioè una visione dell’uomo, della finanza, del territorio e dell’economia che risultino persuasivi”. Azione da compiere attraverso “un’alleanza tra i protagonisti della vita economica, in particolare i responsabili delle BCC, gli studiosi delle università cattoliche e i cristiani laici impegnati nei diversi ruoli della comunità cristiana” per un “un pensiero condiviso anche a proposito del giudizio morale sull’uso del denaro, sul credito, sul rapporto tra finanza, economia reale e società”. Essere persuasivi, dunque, coltivando relazioni interpersonali. “Proprio il radicamento territoriale delle BCC – si legge ancora -, dovrebbe rendere possibile una dinamica di rapporti personali che mostri gli argomenti per un certo modo di usare il denaro, di gestire il risparmio, di finanziarie le attività”.

Essenziale rivolgersi ai giovani.

Tutto ciò non può prescindere dall’educazione delle nuove generazioni, che rappresenta una responsabilità.

Si deve riconoscere, ha spiegato Mons. Delpini, che nell’educazione dei giovani “i temi economici, finanziari, come quelli sociali e politici sono raramente e forse malamente affrontati. Credo però che venga il tempo opportuno per riprendere un magistero più abituale su questi argomenti”.

“E’ necessario – si legge in conclusione – trovare modalità per accompagnare i giovani anche nel periodo di formazione, nella scuola superiore e nelle università, perché si preparino a lavorare in un certo modo nel settore bancario e in particolare nel mondo del credito cooperativo”.