Lunedì 20 luglio nuovo webinar di avvicinamento alla seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile su un tema “caldo” come la fiscalità: “La rivoluzione del fisco. Si possono ridurre le disuguaglianze ed essere ri-generativi”?

Presenti in collegamento Leonardo Becchetti (Direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e co-fondatore di Next Nuova Economia per Tutti), Pietro Bracco (Fiscalista e Adjunct Professor Luiss Business School), Ernesto Maria Ruffini (Direttore Agenzia delle Entrate), Sergio Gatti (Direttore Generale Federcasse) e Tonj Della Vecchia (Capo Servizio Legislativo Legale Fiscale di Confcooperative). A coordinare l’incontro Lorenza Lei, pro-rettore dell’Università e-Campus.

La locandina del webinar del 20 luglio sui temi della fiscalità

«Il cittadino – ha esordito Ruffini – deve sentirsi parte di una comunità. La sfida comune è far sì che le istituzioni sappiano comunicare cos’è il fisco, garantendo un rapporto trasparente. Il fisco deve essere percepito come un leale interlocutore. Solo così potranno porsi le fondamenta per un nuovo rapporto con i cittadini”.

“Il sistema fiscale di un Paese avanzato come il nostro – ha aggiunto – deve essere assoggettato perennemente a riforme. Non viviamo una situazione che ci possa permettere di tirare i remi in barca. Dobbiamo avere l’umiltà di sottoporci ad un continuo cambiamento e affinamento delle regole, per essere allineati ad un mondo che è sempre più veloce nei suoi cambiamenti”. “La sfida che abbiamo davanti è quella di un fisco che non deve essere zavorra, ma che da solo, comunque, non può rappresentare un volano sufficiente alla ripresa. Il fisco, alla pari di altre, si può considerare una infrastruttura, un’opera pubblica. E, come tale, servono costanti investimenti un investimento per farlo funzionare al meglio”.

“La vera rivoluzione, anche culturale, è quella di far capire al cittadino a cosa servono le tasse, che non devono essere viste come una cosa imposta dall’alto e basta. Questo è il ragionamento che va cambiato, anche e soprattutto attraverso un nuovo linguaggio: più semplice e diversificato a secondo dei soggetti a cui ci si rivolge».

«Il fisco – ha detto invece Pietro Bracco – è ancillare allo Stato. Che Stato vogliamo? Solo rispondendo a questa domanda  possiamo capire anche quale fisco vogliamo. Inoltre, bisogna anche capire come lo Stato vuole lavorare insieme al contribuente. Il tutto, ovviamente, deve richiamare l’articolo 1 della Costituzione: creare lavoro. Il fisco – precisa Bracco – deve aiutare il cittadino a lavorare e questo si può attuare solamente grazie ad una collaborazione tra Stato, contribuente e legislatore. Solo così si può raggiungere il nostro obiettivo comune”.

Il Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti, invece, ritiene che sul fisco ci sia un problema di “percezione”.  “Il fisco – ha detto – è da mettere in relazione con i beni comuni strumentali come Ospedali, scuole, che servono alla collettività e che scopriamo nella loro importanza, come successo nei mesi scorsi, solo quando ne abbiamo bisogno. Senza questa relazione, che deve passare anche attraverso una comunicazione differente, si rischia di circoscrivere il tema al solo aspetto dei doveri”.

“Come accade per le BCC con il credito – ha detto ancora Gatti – anche il fisco maneggia quel bene prezioso che è la fiducia; la fiducia è la materia prima che il fisco deve far crescere ed alimentare per questa “rivoluzione”, se si vuole che le persone comprendano come Stato e cittadini siano davvero una cosa sola”.

“Temi strettamente connessi ad un nuovo approccio su questo tema sono anche l’onestà e la responsabilità. Insieme alla fiducia, infatti, questi sono i fattori sui quali basare la “rivoluzione” possibile”.

“Il “ricominciare” – ha proseguito – vede il fattore fisco, sicuramente, come un protagonista. Questo perché la discontinuità su due punti come la tassazione media eccessiva e l’evasione insostenibile, non solo non è rinviabile, ma può portare ad una semplificazione dell’intero sistema. Da oltre 50 anni in Italia non abbiamo una riforma strutturale del fisco. Mi auguro che ci sia il tempo e la volontà politica per rimettere in piedi un codice tributario da aggiornare costantemente, che aiuti lo Stato a migliorarsi”. “Questa – ha concluso Gatti – è la stagione giusta per “ricominciare”.

Creare un rapporto virtuoso con il cittadino sul tema fiscale – ha detto invece Leonardo Becchetti – passa anche per una capacità di comunicazione più evoluta. Far capire, cioè, cosa può essere il fisco grazie al contributo del cittadino, rendendolo protagonista; solo così il contribuente aiuta veramente il Paese. “Non è il caso di rispolverare il vecchio slogan pagare meno pagare tutti, ma questa semplificazione contiene in sé una grande verità – ha aggiunto. Solo con una responsabilizzazione diffusa, che può passare attraverso la giusta percezione di cosa fa lo Stato con le mie tasse – si può combattere l’evasione e quindi alleggerire la pressione fiscale oggi insostenibile”.

Per Della Vecchia, infine, «una risposta possibile ai problemi legislativi del fisco può venire dalla compiuta attuazione dei principi della Costituzione. Accanto alla dimensione paritaria e di fiducia, occorre recuperare la dimensione di solidarietà. In tal senso, il riconoscimento della funzione sociale svolta dai vari soggetti dell’economia civile può concorrere a rendere il sistema più equo».

Guarda la video sintesi del webinar (da “Il Messaggero.it”)