25/11/2019 Comunicati stampa
Assemblea annuale di Federcasse. L'Europa è indispensabile, purché differente. Il completamento dell'Unione bancaria e le sfide della regolamentazione

              L’Europa è indispensabile, purché differente. Con un focus sulle difficoltà di completamento dell’Unione Bancaria e sulle sfide della regolamentazione che rischia di penalizzare le banche di comunità, peraltro riconosciute come resilienti e indispensabili alla tenuta del tessuto economico, si è aperta ieri a Roma l’Assemblea annuale di Federcasse (la Federazione Italiana delle BCC e Casse Rurali), che ha avuto per tema “Volare alto. Il ri-scatto della mutualità efficiente”.

              L’Assemblea ha visto la presenza di 400  tra delegati ed esponenti delle BCC affiliate ai due gruppi Bancari Cooperativi - Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca - e delle Casse della provincia di Bolzano che stanno costruendo uno Schema di protezione istituzionale; i vertici delle Capogruppo degli stessi Gruppi Bancari Cooperativi e della Cassa Centrale Raiffeisen; i rappresentanti delle 15 Federazioni Locali e oltre 30 altri Enti Soci.

Temi europei al centro di analisi e proposte

              Sono stati i temi europei a dominare la relazione del Consiglio Nazionale letta dal Presidente Augusto dell’Erba. “Il completamento del disegno europeo – ha esordito il Presidente - rappresenta l’unica prospettiva di sviluppo indipendente, equilibrato, democratico, inclusivo e liberale per il continente europeo”. Al tempo stesso, però, “il processo di integrazione deve cambiare approccio, soprattutto nell’industria finanziaria”,  con l’auspicio che “sia ricalibrato in funzione di una effettiva maggiore capacità di intervento a favore della stabilità e della reale sostenibilità di un apparato di regole e controlli eccessivamente complesso e oneroso, che rischia di essere pro-ciclico, di abbassare le difese immunitarie proprie dei sistemi caratterizzati da diversità e non appiattiti su modelli e assetti omologati e di ridurre la capacità delle banche di finanziare l’economia in senso ampio”.

             In tema di regolamentazione europea, Federcasse auspica che l’intero quadro normativo possa ispirarsi concretamente a sette principi guida: adattabilità; diversità; proporzionalità; risolvibilità; pluralismo; disponibilità di informazioni; disciplina non normativa. Gli stessi principi individuati dallo European Systemic Risk Board (ESRB) e che potrebbero trovare una corretta declinazione – propone la Federazione italiana delle BCC – già nel prossimo recepimento di Basilea 4 e nella regolamentazione in tema di finanza sostenibile al centro in queste settimane del negoziato fra i tre co-legislatori dell’Unione Europea, Commissione, Parlamento, Consiglio.

              L’Assemblea ha approvato all’unanimità la Relazione letta dal presidente dell’Erba, il bilancio consuntivo, il bilancio preventivo per il 2020 e alcune modifiche statutarie di natura funzionale.

Altri interventi istituzionali

                Nel corso dei lavori sono intervenuti anche il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli e il Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. A seguire, un confronto sugli obiettivi regolamentari europei indicati da Federcasse, con il Vice Presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo e Cinzia Bonfrisco, componente delle Commissioni Budget e Affari esteri dello stesso Parlamento.

I 110 anni di Federcasse

               L’Assemblea è stata anche occasione per ricordare il 110mo anniversario della costituzione di Federcasse (all’epoca, Federazione nazionale delle Casse Rurali cattoliche), avvenuta a Brescia nel settembre del 1909. A questo proposito è stato presentato il volume “Volare Alto. Federcasse 1909-1914. Genesi di un’Associazione tra urgenze politiche e visioni alternative dell’economia” (Edizioni Ecra) dello storico dell’economia Pietro Cafaro, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un volume che ripercorre le vicende che portarono, all’inizio del secolo scorso, alla decisione di definire un’unica struttura di rappresentanza di migliaia di piccole casse rurali nel difficile contesto socio-politico che precedette il primo conflitto mondiale.

La Lectio cooperativa europea del prof. Enrico Letta

              L’Assemblea si era avviata con la “Lectio cooperativa europea” del prof. Enrico Letta, Direttore della Paris School of International Affairs, dal titolo: “L’Europa che serve ai cittadini europei e al mondo. Competitiva, inclusiva, cooperativa”.

              Partendo dall’analisi del paradosso che sta vivendo l’Europa di oggi: un periodo di oltre 70 anni di pace e di prosperità accompagnato, però, da un sentimento di sfiducia e di timore per il futuro, Letta ha evidenziato la necessità di vivere i profondi cambiamenti (trasformazioni tecnologiche, crisi delle identità personali e collettive) con un approccio più consapevole in grado di guidare le trasformazioni, non di subirle.

               Tra gli esempi negativi di un approccio che non ha impatti positivi per la società e l’economia europea, il calo demografico che spesso viene accompagnato da una non lungimirante attenzione al tema delle migrazioni ed alla difesa – insostenibile nel lungo periodo - dei diritti acquisiti, soprattutto sotto il profilo previdenziale.

                L’Europa – ha proseguito Letta – ha bisogno pertanto di un nuovo slancio capace di guardare oltre l’immediato. Valorizzando quegli elementi in grado di contrastare la crisi di fiducia (collante delle relazioni sociali) che poi, sui territori, si traduce in una frattura sempre più profonda tra grandi centri e piccole realtà locali minacciate dallo spopolamento.

                 Principale antidoto alle crisi, la necessità di fare rete; di ricucire legami; di sviluppare idee nuove e creative. Caratteristiche che sono da sempre nel Dna del nostro Paese, ma che sembrano fiaccate dal peso delle quotidianità; come, anche punti di forza della cooperazione, e della cooperazione di credito.

                   L’Europa da costruire, ha detto ancora Letta, potrà e dovrà essere più “competitiva, inclusiva, cooperativa”:

                  Competitiva, per acquistare sempre più una sua autorevolezza rispetto alla gestione dei cambiamenti in corso (a questo proposito ha auspicato la costruzione di un “umanesimo tecnologico” che solo dall’Europa potrebbe avere origine, anche in base alla cultura giuridica che ne sta alla base); 

                  Inclusiva (che non lasci indietro nessuno, anche sotto il profilo educativo - da qui la proposta di rendere obbligatoria, per tutti i 16enni europei, indipendentemente dalle possibilità familiari, un periodo di studio all’estero);

                  Cooperativa, riscoprendo il valore del lavorare insieme per un vantaggio collettivo. In questo senso, ha detto ancora Letta, la cooperazione rappresenta “il più moderno dei sistemi economici” perché ha in sé esattamente tutte quelle caratteristiche prima evidenziate che possono ricucire legami sui territori (in un processo ormai evidente di ri-localizzazione in atto, in  contrasto alle deformazioni della globalizzazione)  ragionando in termini di inclusione e di capacità di genere valore per i territori.

Il Bilancio di Coerenza 2019 del Credito Cooperativo

                  Presentati anche il Bilancio di Coerenza 2019 delle BCC (online su www.creditocooperativo.it)  con numeri e info-grafica che danno conto dell’Impronta economica, sociale, ambientale e cooperativa lasciato dalle BCC in tutta Italia; il Progetto Giovani Soci delle BCC al decimo anno di attività e il primo Catalogo della Formazione tecnico-identitaria per chi amministra, dirige e lavora nelle BCC.

I principali dati del Credito Cooperativo al Giugno 2019

        

Il 2019 è stato l’anno di avvio dei nuovi Gruppi Bancari Cooperativi, ai sensi della riforma definita con la legge n. 49/2016 (e modificazioni successive): il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea (cui aderiscono 140 BCC) e il Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca–Credito Cooperativo italiano (cui aderiscono 80 BCC). Le Casse Raiffeisen dell’Alto Adige hanno invece optato per la costituzione di un IPS (Institutional Protection Scheme) attualmente in fase di costituzione.

Al 30 giugno 2019:

  • 263 BCC Casse Rurali e Casse Raiffeisen (il 53% delle banche italiane) presenti in 101 Province e 2.638 Comuni, con 4.231 sportelli (il 17% del totale degli sportelli bancari).
  • In 630 Comuni (per la quasi totalità si tratta di Comuni con meno di 5 mila abitanti) le BCC sono presenti come unico intermediario.
  • I soci sono 1 milione e 300 mila (+ 1,9% su base annua).
  • La raccolta diretta è di 161,5 miliardi di euro.
  • Gli impieghi si attestano a 127,8 miliardi di euro.
  • L’attivo delle BCC per il 56% è destinato a famiglie imprese. In particolare, per ogni 100 euro di risparmio raccolto nel territorio, le BCC ne impiegano in media 85. Di questi, almeno il 95% – ovvero 81 euro – diventa credito all’economia reale di quello stesso territorio.
  • Le BCC hanno quote di mercato rilevanti nei finanziamenti ai settori espressione del «Made in Italy»: del 23% per l’artigianato e la piccola manifattura; del 22% per il turismo; del 21% per l’agricoltura.

Roma, 23 novembre 2019