BCC STORIES
Questa sezione del portale del Credito Cooperativo è dedicata alle storie delle nostre banche. Alle loro iniziative, ai loro progetti sul territorio. E alle loro nuove sfide.

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BCC Stories
13/09/2013
BCC Pordenonese
Nanotecnologie in una Buona Impresa!

Piergiorgio Vitali è un 28enne con un sogno nel cassetto: intraprendere un percorso imprenditoriale lasciandosi alle spalle un passato da impiegato. Oggi, grazie al progetto Buona Impresa! e al supporto della BCC Pordenonese (e anche all’incontro e alla collaborazione con un’azienda consolidata di Milano) ha dato vita alla Teknowool Triveneto Srl. Della quale ci racconta la storia.

Piergiorgio, la tua è la storia di un piccolo imprenditore che ad un certo punto ha iniziato a pensare “in grande”. Ce la racconti brevemente?
La mia storia imprenditoriale è iniziata dall’esigenza comune - mia e della mia attuale socia Silvia Mattiuzzo - di lasciare i rispettivi impieghi da dipendente poiché ci sentivamo entrambi “stretti” nelle aziende in cui lavoravamo. Le vedevamo come strutture obsolete, con modi di pensare che non rispecchiavano i nostri.
Così, abbiamo analizzato il mercato, cercato di capire quale potesse essere il nostro core business, trovato i fornitori di prodotti e di finanziamenti che fossero strategici e che potessero spalleggiarci nella nostra avventura. Quindi, abbiamo deciso di investire le nostre vite in un progetto, in un’idea di azienda che sapesse inserirsi nel difficile mercato odierno e reagire con velocità e determinazione ad ogni sua variazione. Nell’aprile del 2011 è stata fondata la dBtherm.
Affittato un magazzino di 100 metri quadri ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo preso le nostre auto e con cataloghi fotocopiati abbiamo iniziato a macinare chilometri e a proporre i prodotti che avevamo deciso di commercializzare: materiali isolanti termici per la coibentazione di impianti industriali come forni, filtri, impianti antincendio, centrali termiche, tubazioni e condotte per il trasporto di liquidi, gas, olii, etc.
È stato un periodo duro, senza stipendio e con molte spese da affrontare. Notavamo però da parte di clienti e fornitori un apprezzamento nel nostro modo di essere e di operare. Abbiamo continuato il nostro percorso a testa bassa e nel giro di qualche mese abbiamo consolidato il rapporto commerciale e personale con i clienti acquisiti, aumentando giorno dopo giorno il numero di ordinativi e di nuovi acquirenti.
Nella ricerca di nuovi prodotti e soluzioni abbiamo intrapreso nel 2012 una collaborazione con la ditta Teknowool di Milano, che si occupa di produzione e trasformazione di preformati in lana di roccia. Da subito ci siamo ritrovati in sintonia con il titolare Marco Fossati: avevamo la stessa idea di azienda giovane e flessibile e di conseguenza è nata la sua proposta di entrare a far parte del gruppo Teknowool (già presente oltre che a Milano nelle città di Ancona, con Teknowool Adriatico, e Napoli, con Teknowool Sud). E così è stato: la nostra azienda è diventata Teknowool Triveneto, la quarta azienda della famiglia.
Con questa affiliazione abbiamo dato al cliente la possibilità di acquistare un prodotto di elevata qualità identificato con il nostro marchio e caratterizzato dalle lavorazioni più svariate. Inoltre, io e Silvia abbiamo potuto attingere dall’esperienza sul campo di Fossati e dell’ingegner Scognamiglio.
Oggi, a due anni dall’apertura, contiamo su una superficie complessiva di magazzino di 3 mila metri quadri, di cui 2 mila coperti, stiamo cercando altro personale da inserire nell’organico ed il terzo autocarro da aggiungere alla nostra flotta. Il fatturato sta raddoppiando anno dopo anno e si porterà per il 2013 ad un volume di affari superiore al milione di euro.

Ci sono stati momenti di difficoltà e scoraggiamento?
Le difficoltà ci sono ogni giorno. Il lavoro fortunatamente non manca ma come molte aziende siamo in preda all’incertezza finanziaria del periodo. È triste ma ogni volta che prendiamo una grossa commessa o nuovi clienti anziché esultare dobbiamo preoccuparci di cosa accadrà nel momento dell’incasso. E quasi mai va come dovrebbe…
Personalmente, trovo la forza negli insegnamenti che mi ha dato la famiglia in cui sono nato e il sostegno quotidiano nella famiglia che mi sono creato. Non sarebbe possibile lavorare ed affrontare questo periodo con serenità se ogni giorno tornando a casa non ci fossero mia moglie e i miei figli a regalarmi serenità, evitandomi il pensiero di tutti i lati negativi del lavoro. Così facendo posso ricaricare la mia mente ed affrontare il giorno dopo con sempre più energia e determinazione.

Com’è nato lo spirito imprenditoriale in te? Che qualità raccomandi ad un giovane che vuole aprire un’attività?
Lo spirito imprenditoriale credo sia innato o nasca da una condizione di forza. Nel mio caso credo di averlo sempre avuto perché sono sempre stato in “movimento” con la mente nel lavoro; dopodiché, sono necessari determinazione, perfetta conoscenza del mercato e una approfondita visione della clientela, sia quella buona sia soprattutto quella che non si deve servire se si vuole sopravvivere.

“Una buona idea, per essere realizzata, ha bisogno innanzitutto di essere finanziata”. Questo è uno slogan di Buona Impresa!, che ha dato credito alle tue idee.
Ovviamente è fondamentale avere supporto da parte di quelli che io definisco i miei primi fornitori. Senza i finanziamenti da parte degli istituti di credito sarebbe stato impossibile dar seguito al mio progetto, quasi nessun ragazzo di 28 anni ha la possibilità di investire svariate decine di migliaia di euro per la propria azienda. La mia fortuna è quella di aver trovato nella mia banca - la BCC Pordenonese - un compagno che fin dal primo giorno ci ha aiutati ed accompagnati in questa avventura, fidandosi della nostra parola e creando quel rapporto di vera collaborazione, essenziale per essere efficienti e finanziariamente solidi. Ritengo che non possa esistere un’azienda senza il sostegno di fornitori forti ed affermati, la BCC Pordenonese si è dimostrata e si dimostra tutt’ora un partner a cui poter sottoporre senza remore le proprie necessità, a cui poter spiegare i reali bisogni della propria azienda e che comprende le nostre richieste rispondendo con chiarezza, immediatezza ed onestà. Un partner su cui poter contare, sempre.

La tua azienda si occupa di nanotecnologie e di prodotti innovativi. Quali i progetti per il tuo futuro?
Per il futuro la chiave è quella di continuare a ricercare prodotti e tecnologie che possano offrire al cliente la possibilità di trovare nella mia azienda tutto ciò di cui ha bisogno. Ogni prodotto, ogni soluzione, anche la più innovativa, deve essere presente tra i prodotti disponibili nel mio magazzino.

Secondo te un’azienda giovane ha una leva di successo in più?
Ritengo merito del nostro successo proprio l’essere giovani, con una mentalità elastica e diversa da tutte le aziende la cui generazione imprenditoriale al comando non ha saputo comprendere e reagire a questo periodo. Per noi, nati in questi anni, questo momento di difficoltà non è null’altro che la quotidianità. Diciamo che ci stiamo facendo le spalle larghe per quando si stabilizzeranno tutte le variabili del momento.
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