25/10/2013 Comunicati stampa
A Padova per ricordare la fondazione della prima Cassa Rurale
"Credito Cooperativo. 130 anni controcorrente”. Questo il filo conduttore del Convegno nazionale organizzato dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo in collaborazione con Federcasse (la Federazione Italiana delle BCC e Casse Rurali) , che si è tenuto oggi a Padova (Teatro Verdi) per celebrare il centotrentesimo anniversario della fondazione della prima Cassa Rurale italiana, avvenuta a Loreggia (Padova) nel 1883 su iniziativa dell’economista e filantropo Leone Wollemborg.

Il Convegno si è posto come occasione per riflettere sul valore e sull’esperienza delle banche cooperative mutualistiche, davvero “controcorrente”, oggi chiamate a sostenere grazie al loro riconosciuto ruolo anticiclico famiglie ed imprese nel perdurare di una drammatica crisi economica. BCC che, è stato detto con chiarezza a Padova, vogliono presentarsi al Paese sia come “paradigma di sviluppo” incarnando valori come la partecipazione, la solidarietà e la democrazia economica, sia offrendo un modello di finanza alternativa, per la quale il profitto è un mezzo e non un fine, strumento per favorire la crescita delle comunità locali ed il perseguimento del bene comune.

L’incontro di Padova è stato aperto dal Presidente della Federazione Veneta delle BCC Ilario Novella, il quale ha ricordato come il seme gettato da Wollemborg continua a creare ancora oggi, a 130 anni di distanza, benefici per il territorio. Nonostante le difficoltà della crisi – ha ricordato Novella – oggi le 36 BCC del Veneto, con 630 sportelli, oltre 132 mila soci, continuano a sostenere l’economia reale e ad essere vicini a famiglia ed imprese. Novella ha poi ricordato il tour “Viaggio nel Veneto che produce” che la Federazione Veneta delle BCC ha voluto organizzare in preparazione del Convegno di Padova. Sette incontri nelle sette provincie della Regione per ascoltare dalla viva voce degli imprenditori proposte ed aspettative, richieste e considerazioni sul ruolo delle banche ed il sostegno che oggi appare indispensabile per il mondo produttivo. Incontri che hanno toccato con mano, ha detto Novella, l’esistenza di un tessuto di imprese e di imprenditori sani, generosi, che hanno voglia di fare. E che, per questo, vanno aiutati. Ed è l’impegno che si assume oggi il Credito Cooperativo.

Il Convegno si è articolato successivamente in due fasi distinte: nella prima, dopo il saluto del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia (il quale ha messo l’accento sulle difficoltà attuali dell’economia regionale e sul ruolo chiave delle banche cooperative, che investono il risparmio laddove lo raccolgono) si è sviluppata una tavola rotonda coordinata dal giornalista di Class CNBC Andrea Cabrini cui hanno partecipato gli economisti Luigino Bruni (Università Lumsa di Roma), Stefano Micelli (Università Ca’ Foscari di Venezia) e Suor Alessandra Smerilli (Università Cattolica del S. Cuore). Tema del confronto, una frase tratta dagli scritti di Wollemborg e ricca di sollecitazioni per il presente: “Stimolare le energie morali assopite…”. Una discussione a tutto tondo sul “dove va” la nostra economia, che appare ingessata in strutture rigide ma che dimostra, soprattutto – per esempio - nelle start up giovanili, insospettabili energie innovative. Il Credito Cooperativo si pone al centro di questa trasformazione. Tra la necessità di incarnare valori ed al tempo stesso di saper leggere “i segni dei tempi”.

A seguire, lo storico dell’arte Phipippe Daverio ha introdotto il tema della creatività nella storia dell’arte e dell’ingegno umano; creatività come più generale paradigma di sviluppo. Intesa come nuova energia e voglia di cambiamento, senza tralasciare, come nel caso della celebrazione padovana, il grande insegnamento della Storia e di coloro, come Wollemborg che hanno messo le basi per qualcosa di autenticamente rivoluzionario. E che oggi, a buon titolo, presenta ancora tutta la sua attualità e forza.

La seconda parte dei lavori si è quindi incentrata su una serie di interventi istituzionali: del Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, del Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, del Direttore Centrale della Vigilanza della Banca d’Italia Carmelo Barbagallo e, in conclusione, del Presidente di Federcasse Alessandro Azzi.
Per il Ministro Zanonato, le BCC hanno, nel corso della loro storia, davvero contribuito allo sviluppo del Paese e, pertanto, questa ricorrenza va intesa non come una semplice celebrazione, ma come un rinnovato impegno per contribuire a far uscire il Paese dalle secche della crisi. “L’obiettivo è la crescita” ha detto Zanonato, “creando occupazione stabile e di qualità”. Sotto questo punto di vista, per il Ministro, utile ed importante è stato il lavoro di ascolto fatto sul territorio dalle BCC venete in preparazione del Convegno padovano. Il Ministro ha poi ricordato il lavoro fatto in questi mesi dal Governo Letta per favorire la ripresa, attraverso una serie di azioni mirate contenute nell’ultima legge di stabilità.

Il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, dal canto suo, ha voluto ricordare il grande lavoro svolto dalle BCC sin dai primi anni della crisi, quando non si è sottratto al “dovere” di sostenere famiglie ed imprese. Da qui un forte incoraggiamento a proseguire in questo lavoro non facile. Serrando le fila, sviluppando politiche di coesione sempre più efficaci. “Lo dobbiamo a questo Paese che non ha più speranza – ha detto Gardini – ponendoci come forza responsabile di cambiamento”.

Particolarmente significativo l’intervento del Direttore Centrale della Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia Carmelo Barbagallo, per il quale l’intuizione di Leone Wollemborg alla fine dell’800 si è rivelata “così lungimirante da mantenere intatta fino ad oggi la propria funzione”. Per Barbagallo, sullo sfondo della crisi globale, “i paesi europei vivono un momento di difficoltà economica e sociale. Le cooperative di credito radicate nell’economia locale sono parte della soluzione, oggi da inquadrare nell’ampio processo di rafforzamento dell’Unione Europea”. Barbagallo è poi passato a presentare la complessa normativa in via di definizione a livello europeo (Basilea 3, Vigilanza Unica, sistema di risoluzione delle crisi, ecc.) che muterà radicalmente il contesto di riferimento. Da qui la necessità, anche per le BCC, di dotarsi di strumenti adeguati a sostenere le complessità e le nuove sfide: rendendo sempre più efficiente la rete di sistema e l’intera macchina organizzativa. Funzionale a questo disegno, ha detto Barbagallo, può essere “l’attivazione del Fondo di Garanzia Istituzionale, che ha da poco avviato un percorso di test operativo”. Barbagallo ha concluso sottolineando il ruolo che la cooperazione di credito potrà ancora dare allo sviluppo del Paese, secondo logiche di impresa solidale: “Il principio alla base dell’esperienza dei primi cooperatori europei – lavorare insieme per uno scopo che travalica l’esperienza del singolo – avendo a riferimento i bisogni della comunità e delle generazioni future, è di suggestiva attualità” ha concluso Barbagallo. “L’opera e l’esempio di Leone Wollemborg rappresentano un patrimonio al quale attingere per massimizzare il contributo delle BCC a tale percorso”.

Le conclusioni del Convegno sono state tratte dal Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi. Il Presidente di Federcasse ha messo l’accento, in particolare, sulle sfide che oggi attendono il Credito Cooperativo. In primo luogo, riprendendo i temi sviluppati da Barbagallo, il confronto con le autorità europee per la definizione della nuove regole per mettere in sicurezza il sistema bancario continentale. Regole che, ha sottolineato Azzi, dovranno essere pensate ed applicate considerando la specificità della cooperazione di credito. “Adottare un principio di proporzionalità” ha detto Azzi “è fondamentale per salvaguardare l’esperienza ultracentenaria delle Banche Cooperative. E per difendere quella biodiversità bancaria che per noi rappresenta un valore da difendere”. In secondo luogo Azzi ha sottolineato come , proprio nel contesto evolutivo in atto, è indispensabile per il Credito Cooperativo essere sempre più unito e coeso. “Solidarietà – ha detto Azzi – sarà sempre più, d’ora in poi, un concetto legato a quello di solidità”. Nella storia ultracentenaria delle BCC questo significa guardare al futuro consapevoli dei propri valori e della propria forza.
Nel corso del Convegno sono stati presentati anche due video curati dalla Federazione Veneta delle BCC: il primo sull’opera e la figura di Leone Wollemborg, che fu anche ministro delle Finanze all’inizio del 1900 e promosse, dopo Loreggia, la nascita di altre “casse di prestiti”; il secondo, una intervista al Patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Il Patriarca ha sottolineato, nel suo saluto ai convegnisti, la necessità di valori etici all’interno dell’azione economica, partendo dalla centralità dell’uomo. “Un’etica dal volto umano, ha detto, è attualissima, L’alleanza tra territorio e centralità della persona ci dice, e ci fa comprendere, che il mercato ha senso se si organizza come uno strumento, come un mezzo e non un fine”.
Padova, 25 ottobre 2013
Extranet del Credito Cooperativo
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