23/10/2013 Comunicati stampa
Strumenti fiscali e finanziari. Le proposte delle BCC: Audizione alla Commissione Finanze della Camera
Audizione, oggi a Roma presso la VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, del Credito Cooperativo italiano, rappresentato da Federcasse (l’associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) nell’ambito della indagine conoscitiva sugli Strumenti Fiscali e Finanziari a sostegno della crescita, anche alla luce delle più recenti esperienze internazionali.

La delegazione di Federcasse era composta dal Direttore Generale Sergio Gatti, dal Direttore Operativo Federico Cornelli e dal responsabile del Servizio Studi e Ricerche Juan Lopez.

Ricordando come le 388 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane abbiano accresciuto, dal 2008 al 2012, lo stock di impieghi alle micro imprese del 18 per cento, quello alle piccole e medie imprese del 12 per cento ed alle famiglie del 7 per cento (confermando pertanto la loro vocazione anticiclica), Gatti ha sottolineato come “il credito bancario rappresenta tuttora la più importante fonte di finanziamento dell’attività imprenditoriale in Italia, basata soprattutto su un tessuto di piccole e medie imprese”. Da qui la necessità che politiche destinate ad innescare processi di crescita “non prescindano dal creare condizioni di sviluppo a tutti quei soggetti economici che per vocazione o scelta contribuiscono alla nascita ed allo sviluppo delle PMI”. “Su questo fronte – ha detto il Dg di Federcasse – le BCC sono doppiamente coinvolte: come soggetto erogatore di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese e come piccole imprese esse stesse”.

Tra le condizioni di base per innescare un processo virtuoso, per il Credito Cooperativo, vi è il contesto normativo e regolamentare in cui operano le banche locali impegnate nel finanziamento all’economia reale. Per le BCC questo significa sollecitare massima attenzione nella applicazione del “principio di proporzionalità” per le norme che si stanno disegnando a livello europeo per mettere in sicurezza il sistema finanziario e bancario continentale (vigilanza unica bancaria, criteri e meccanismi di risoluzione delle crisi, meccanismi di tutela dei depositanti, ecc.). Non farlo, significherebbe determinare il paradosso di penalizzare banche che, ormai è un dato condiviso, hanno svolto e svolgono tuttora una funzione chiave di “tenuta” delle economie territoriali. “Le banche cooperative italiane – ha detto a questo proposito Gatti – non sono i soggetti che hanno causato la crisi né hanno contribuito ad esacerbarli acquistando titoli tossici. Tutt’altro. Sono proprio gli anticorpi del sistema che nel mezzo della crisi hanno agito quale antidoto, mantenendo il loro ruolo di linfa dell’economia reale, locale, di sostegno ai territori”. “Paradossalmente – ha proseguito - queste banche hanno resistito alla crisi, ma rischiano di essere destabilizzate proprio dalla legislazione anticrisi”.

“E’ per questo motivo che Federcasse – ha ribadito a sua volta il Direttore Operativo Cornelli - esprime il suo sforzo nel cercare di garantire l’applicazione di norme proporzionate alla realtà del credito cooperativo. Le BCC hanno una stabilità storica garantita dalle previsioni di legge che impongono l’imputazione a riserva del 70% degli utili, non effettuano operazioni di finanza speculativa, finanziano le PMI e garantiscono sostegno allo sviluppo della realtà locale di cui sono espressione”.



Nel merito delle tematiche di più stretta attualità e delle proposte operative utili a definire strategie di sviluppo nelle quali il ruolo delle banche locali sia centrale, Cornelli ha poi individuato alcune precise linee di lavoro da sottoporre all’attenzione del legislatore.

In particolare:

1. Pur considerando molto positivamente le disposizioni sulla deducibilità fiscale delle perdite sui crediti contenute nel “disegno di legge di stabilità”, che sono in grado di favorire una patrimonializzazione delle imprese bancarie e quindi una maggiore fluidità di finanziamenti, si rileva che in altri Paesi europei le disposizioni fiscali sulla deducibilità delle perdite sono ancora più favorevoli;

2. Nel corso degli ultimi due anni le BCC, al pari delle altre banche, hanno patito l’aumento delle aliquote IRAP e dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto (un costo per le banche) con conseguente riduzione degli utili netti e quindi della patrimonializzazione (si ricorda che l’accantonamento degli utili a riserva è l’unica fonte di patrimonializzazione delle Banche di Credito Cooperativo);

3. Si auspica l’adozione di misure ulteriormente agevolative sulle emissioni obbligazionarie garantite da parte delle piccole e medie imprese (“minibond”); a questo proposito Federcasse ricorda che la prima emissione di mini-bond in Italia, effettuata dalla società “CAAR”,è avvenuta con il sostegno della BCC di Cherasco (Cuneo);

4. Si auspicano nuove misure di sostegno e valorizzazione del ruolo del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, in linea con quanto anche la Commissione europea si appresta a fare per nuovi meccanismi di garanzie per i prestiti alle piccole e medie imprese. L’auspicio è che le modalità di accesso a tali strumenti rendano possibile usufruirne anche alle piccole banche locali;

5. Andrebbe rivista, nella prospettiva di aumentare l’offerta di credito, l’attuale normativa che consente l’emissione di covered bond agli istituti bancari con patrimonio di vigilanza non inferiore ai cinquecento milioni di euro, di fatto escludendo molte piccole banche. Tale limite può essere superato per banche appartenenti ad un Fondo di protezione istituzionale (IPS) previsto dalla normativa europea che recepisce Basilea 3.

6. Considerando che l’aumento della competitività delle imprese passa anche per una crescita della loro patrimonializzazione, al fine di incentivare l’investimento stabile in equity di imprese quotate e non quotate, comprese azioni di cooperative, da parte delle famiglie, appare opportuno prevedere forme di agevolazione fiscale per gli investitori “retail” che mantengano le azioni in portafoglio per almeno cinque anni.



Roma, 23 ottobre 2013
Extranet del Credito Cooperativo
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Area riservata ai sindaci delle BCC-CR
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