17/05/2013
“Dal bene confiscato al bene comune”: educare alla legalità e alla partecipazione si può. Oggi a Torino il Credito Cooperativo insieme a “Libera” al Salone Internazionale del Libro
Incontro con don Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli, Alessandro Azzi, Sergio Gatti.
 
Il Credito Cooperativo italiano, in collaborazione con l’Associazione “Libera”, ha presentato oggi a Torino nell’ambito della XXVI edizione del Salone Internazionale del Libro, il volume “Dal bene confiscato al bene comune” edito dalla casa editrice ECRA per conto della Fondazione Tertio Millennio – Onlus.
 
               Alla presentazione, coordinata dal giornalista Gianfranco Fabi di “Radio 24”, hanno partecipato il Presidente di “Libera” don Luigi Ciotti, il Procuratore Capo della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli, il Presidente di Federcasse (Federazione Italiana delle BCC) e della Fondazione Tertio Millennio Alessandro Azzi, il Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti.
 
               Il libro è dedicato al complesso tema della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e dati in gestione, principalmente, a cooperative di giovani. Si tratta di un fenomeno che interessa ormai l’intero territorio nazionale e che ha ricadute importanti in termini di difesa e di educazione alla legalità. Un tema, quello della gestione dei beni confiscati, che sconta ancora pastoie burocratiche e difficoltà non solo di carattere ambientale, come ad esempio le difficoltà di accesso al credito che - per i tanti giovani che scelgono di impegnarsi nella gestione cooperativa di un bene oggetto di sequestro – resta uno scoglio spesso difficile da superare.
 
               Nel corso dell’incontro si è avuta la possibilità di sviluppare una riflessione approfondita, proprio partendo dal tema specifico dei beni confiscati, sulla massiccia infiltrazione criminale nei gangli dell’economia reale; fenomeno ancor più grave in una situazione di profonda crisi economica e sociale come quella che il Paese sta attraversando. E che rischia di indebolire ogni reale prospettiva di sviluppo basata sulla ricerca del bene comune.
 
               Il Presidente di Libera don Luigi Ciotti ha sottolineato come l’esperienza della confisca dei beni è stata possibile grazie ad un grande movimento popolare che nel 1996, attraverso la raccolta di un milione di firme, rese possibile il varo di quella che è ancora oggi l’unica legge europea sulla destinazione sociale dei beni confiscati alla mafia. “Moltissimo è stato fatto in questi anni – ha ribadito don Ciotti – ma c’è ancora molto da fare, soprattutto attraverso una revisione normativa che, sulla base delle esperienze maturate fino ad oggi, renda più agevole la destinazione dei beni confiscati intervenendo sul tema specifico dell’accesso al credito e dei gravami ipotecari”.  
 
               Per il Procuratore Capo della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli “questo libro è importante perché ci fa capire come sia oggi molto sottile la linea di demarcazione tra economia legale ed illegale. In questo contesto, colpire lo strapotere economico mafioso è uno dei modi più efficaci per contrastare la criminalità organizzata”. “La mafia – ha tenuto a ribadire Caselli - è soprattutto un sistema di potere, e aiutare le cooperative che hanno in gestione i beni confiscati alla mafia significa mostrare un modo diverso di vivere la partecipazione e far comprendere come un'altra società più libera si possa davvero costruire.”
 
               Per il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi questo tema “non poteva restare estraneo ad un sistema, come quello delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, che per Statuto e valori di riferimento hanno come missione lo sviluppo delle comunità di cui sono espressione; la crescita “integrale”, cioè, dei territori dove vivono ed operano in una accezione molto più ampia di quella solamente economica. Che significa, anche educare all’uso responsabile del denaro e, in ultima analisi, alla legalità”.
 
               Azzi ha ricordato poi lo specifico impegno del progetto “Laboratorio Sud” della Fondazione Tertio Millennio (la Onlus del Credito Cooperativo) attraverso il quale si sostengono una serie di cooperative giovanili che hanno in gestione beni confiscati, in una logica di rete con il sistema BCC. Sul tema specifico dell’accesso al credito e della ricerca - insieme a soggetti istituzionali - di soluzioni idonee e funzionali all’obiettivo, Azzi ha dato la piena disponibilità del Credito Cooperativo ad intervenire. Ricordando comunque che già, sul territorio, le BCC sono in prima linea nel sostenere forme di impresa giovanile con strumenti e progetti innovativi, che possono essere mutuati ed utilizzati per i casi di specie.
 
               Il ruolo specifico delle BCC sul terreno della educazione alla legalità, a sostegno dei territori più difficili mediante progetti di sviluppo di nuova imprenditorialità giovanile nel Sud, è stato infine sottolineato dal Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti: “l’attenzione del Credito Cooperativo alle cooperative che hanno in gestione i beni confiscati rientra nel modo che il nostro Sistema di banche ha di intendere il ruolo della finanza e del credito. Facendo finanza per lo sviluppo e non finanza fine a se stessa. È una grande azione di educazione alla partecipazione e alla legalità che valorizza il ruolo delle banche locali in contesti spesso difficili”.
 
Torino, 17 maggio 2013
 
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