19/03/2012
Banche cooperative, antidoto alla crisi. Appello di studiosi ed economisti riuniti a Venezia alle massime Autorità europee e regolamentari

Un significativo Appello alle Istituzioni Comunitarie perché si riconosca,
nella normativa in via di definizione, il ruolo delle banche cooperative per la ripresa
economica dell’Europa, è stato presentato questa mattina a Venezia nel corso della
prima giornata della Conferenza “Promoting the understanding of Cooperatives for
a Better World”, promossa da Euricse, cui partecipano autorevoli economisti e
studiosi del fenomeno cooperativo provenienti da ogni parte del mondo.

L’Appello, che ha per titolo “Per una rapida ripresa dalla crisi
economica: perché le disposizioni europee in materia bancaria devono tener conto
delle specificità delle banche cooperative” è stato presentato dall’ex Presidente
della Commissione Europea e del Governo Italiano Romano Prodi e sottoscritto dai
più eminenti studiosi di cooperazione ed economia sociale. Destinatari, il Presidente
della Commissione Ue Manuel Barroso, il Presidente del Parlamento europeo Martin
Shultz, il Presidente del Consiglio dell’Unione Europea Herman Van Rompuy ed i
Presidenti delle massime Autorità Regolamentari bancarie e finanziarie europee.

L’Appello sottolinea come tra gli obiettivi dell’Unione Europea, negli
ultimi anni, vi sia il processo di rafforzamento delle Piccole e Medie Imprese sul
territorio, con la conseguente necessità di riscoprire gli “elementi sociali” che sono
alla base del suo sistema economico. Un tema, questo, strettamente legato
all’accesso a forme di credito mirate ed adeguate, che rappresentano la linfa
vitale dell’economia a livello locale. “Non è un caso – si legge – che le banche locali
e cooperative non abbiano intrapreso quelle attività finanziarie ad alto rischio che
hanno scatenato la crisi. Al contrario, hanno continuato a concentrare la propria
attività sull’economia reale, concedendo credito alle famiglie ed alle PMI anche
quando altre banche avevano cessato di farlo”.

“La diversificazione delle forme di impresa nel settore bancario – si legge
ancora – contribuisce ad accrescere la stabilità finanziaria ed a raggiungere un più
alto livello di concorrenza ed efficienza”.
“Alla luce di tutto ciò – passa poi a sottolineare l’Appello - è fonte di
grande preoccupazione assistere all'impostazione di un nuovo quadro regolamentare
per gli istituti finanziari che mette a repentaglio la possibilità di sopravvivenza delle
banche cooperative e locali, compromettendo così un elemento chiave della ripresa
economica e della futura stabilità finanziaria del nostro continente” . “Pertanto,
mentre le nuove direttive sono state studiate in modo da rendere il sistema bancario
più resistente e meno soggetto ai meccanismi che hanno innescato la crisi nel 2008,
il loro approccio indifferenziato in realtà penalizza le banche che meno hanno
contribuito all'insorgere della crisi e che si sono rivelate le migliori nel mitigarne le
conseguenze.”

Nuove direttive che, in particolare, comportano costi che pesano molto
di più, in proporzione, sulle banche locali e cooperative per la quantità di
adempimenti anche tecnologici che impongono, con l’effetto di ridurre la
disponibilità di credito aumentandone nel contempo il costo. “Come ha dichiarato il
presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, il 16 febbraio 2012, questi effetti
indesiderati – ricorda il Documento - sono stati presi in considerazione anche negli
Stati Uniti, dove le banche locali sono state esentate dalle nuove misure in tema
bancario”.

Da qui la richiesta esplicita alle Autorità europee di impegnarsi nel
realizzare - nella normativa in via di definizione - alcune proposte precise, vale a
dire:
1) adottare un efficace principio di proporzionalità e adattare i nuovi standard in
base alle dimensioni e alla complessità di ogni istituto;
2) esentare le banche cooperative dai requisiti che non sono conformi al modello
d’impresa cooperativo e alla sua struttura di governance;
3) prima dell'introduzione di una misura, effettuare una stima dell'impatto delle
nuove regole sui diversi tipi di banche e di imprese;
4) rivedere la scansione temporale dell'introduzione delle nuove direttive,
tenendo conto dell'effetto sulle diverse strutture industriali a livello nazionale e le
conseguenze sul processo di ripresa dalla crisi economica.
Tra i temi in discussione a Venezia, il più generale ruolo delle cooperative, in
tutti i settori di attività, nella attuale crisi economico finanziaria. Cooperative che
hanno mostrato, ovunque, una sorprendente vitalità, capaci di svolgere un
significativo ruolo anticiclico e di continuare a creare occupazione, garantendo in
molti casi – pensiamo al solo settore della cooperazione sociale – la fornitura di
servizi essenziali a fronte di interventi sempre più ridotti dei sistemi pubblici di
welfare.
Alla Conferenza di Venezia, che si concluderà domani, hanno partecipato il
Presidente di Confcooperative Luigi Marino ed il Presidente di Federcasse
(l’associazione delle Banche di Credito e Casse Rurali italiane) Alessandro Azzi.

Venezia, 15 marzo 2012

Info:
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Marco Reggio 338.310.3933 e-mail: mreggio@federcase.bcc.it
CONFCOOPERATIVE
Giancarmine Vicinanza 338.278.7292 e-mail: vicinanza.g@confcooperative.it

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