02/12/2009
Il Credito Cooperativo conferma il proprio impegno a sostegno del settore agricolo ed agroalimentare
Nell’ambito della Indagine conoscitiva sullo stato dell’indebitamento delle imprese agricole, una delegazione del Credito Cooperativo italiano guidata dal Vice Presidente di Federcasse (l’associazione delle oltre 400 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali), Bruno Fiorelli, è stata ascoltata oggi dalla Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato.

Nel corso della Audizione, la delegazione del Credito Cooperativo, ricollegandosi all’origine storica delle Casse Rurali, nate proprio per sostenere l’economia rurale ed artigiana, ha sottolineato la fondamentale azione “anticiclica” svolta dalle BCC in questa fase di crisi economica ed i caratteri dell’impegno delle banche locali mutualistiche a favore del settore primario.

Negli anni 2000 – 2009 (dati a giugno), in particolare, lo stock di credito erogato al settore agricolo dalle BCC ha raggiunto i 6,2 miliardi di euro, con una crescita complessiva del 158,3%.

Nello stesso periodo, il “peso” delle BCC nel finanziamento al settore agricolo in Italia si è notevolmente accresciuto, passando dal 10,4% del 2000 al 16,4% del giugno 2009. Parallelamente, il credito al settore ha mantenuto una forte rilevanza nel portafoglio delle BCC: attualmente il 7,5% degli impieghi alle imprese è destinato al sostegno del settore primario. La qualità del credito è in linea con quella media registrata per il settore imprese e migliore rispetto al sistema bancario nel suo complesso (il rapporto sofferenze impieghi è difatti del 2,7% per le BCC rispetto al 6% del resto del sistema).
Significativo anche il “valore medio” dell’affidamento: che per le BCC al giugno 2009 era di 107 mila euro, a fronte di una media di 94 mila euro del resto del sistema bancario.

Le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, inoltre, valorizzando la sussidiarietà di sistema, vale a dire il supporto dei propri organismi, in particolare dell’Istituto Centrale di categoria (Iccrea Banca Spa), supportano il settore dell’agricoltura a tutto campo. Alle tradizionali e forme tecniche di finanziamento, indirizzate sia agli imprenditori agricoli (mutui per l’acquisto proprietà, mutui per migliorie, ripianamento di passività, acquisto macchine e attrezzature, ecc.), sia alle loro associazioni (finanziamenti per anticipo soci conferenti, stoccaggio prodotti, ecc.), si sono aggiunte nuove tipologie di operazioni, quali i contratti di programma e i contratti di filiera.

Da ultimo, il Credito Cooperativo ha ricordato alcune specifiche iniziative di sostegno al settore primario: la costituzione di BIT Spa (la Finanziaria per l’Investimento sul Territorio), società specializzata nella fornitura di consulenza e soluzioni tecniche per le aziende che operano nei comparti agricolo, agroalimentare e per la tutela dell’ambiente; la stipula di una convenzione ad hoc tra Iccrea Banca Spa e Fondosviluppo (Fondo per la promozione e lo sviluppo della cooperazione) per favorire il finanziamento delle cooperative di settore aderenti a Confcooperative; la convenzione tra Iccrea Banca Spa e Confagricoltura per finanziamenti di sostegno al settore agricolo attraverso le BCC (importo finanziabile massimo 25 milioni di euro a 15 anni, anche per progetti che rientrano nei “contratti di filiera”).

Al 30.6.2009 operavano in Italia 426 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, con 4.172 sportelli. Hanno una presenza diretta in 2.633 Comuni e 98 province. In 551 Comuni rappresentano l’unica realtà bancaria. Alla stessa data la raccolta diretta di sistema era di 141,7 miliardi di euro (+10,8% annuo) mentre gli impieghi avevano superato i 120,4 miliardi di euro (+8,1% annuo). Il patrimonio è di 18,5 miliardi di euro (+7,5%).

Con preghiera di cortese pubblicazione.
Roma, 2 dicembre 2009

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