07/11/2009
Credito Cooperativo: la rete, chiave del successo delle banche di territorio. Celebrato a Brescia il centenario di Federcasse

 

“Per essere efficacemente banche di comunità, occorreva costituire una comunità di banche”. Con queste parole il Presidente di Federcasse (l’Associazione delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane) Alessandro Azzi, ha voluto sottolineare il senso profondo dell’associazionismo proprio della cooperazione di credito, aprendo stamattina a Brescia i lavori del convegno dedicato al centenario di costituzione della prima Federazione delle Casse Rurali cattoliche, avvenuta proprio in questa città nel settembre del 1909.

Al convegno, coordinato dal Direttore di Radio 24 Gianfranco Fabi, hanno partecipato anche il Sindaco di Brescia Adriano Paroli, il Presidente della Provincia e Sottosegretario alle Finanze Daniele Molgora, il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Corrado Faissola, il Vice Direttore della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola, il Rettore della Università Cattolica del Sacro Cuore Lorenzo Ornaghi, il Segretario Generale della Confcooperative Vincenzo Mannino, il Segretario Generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli.

Le conclusioni sono state tratte dal Ministro della Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini. Il Ministro ha voluto porre l’accento sul contesto culturale, quello del cattolicesimo liberale che, per la città di Brescia - cento anni fa ed ancora oggi - rappresenta un elemento valoriale nel quale l’intera comunità si riconosce. “Mi ha sorpreso la sobrietà con la quale le Banche di Credito Cooperativo hanno voluto celebrare il loro centenario” ha detto ancora il Ministro Gelmini, uno stile che ha “un valore formativo anche per i giovani”.

Citando le linee guida della propria attività istituzionale, il Ministro Gelmini ha voluto inviare un messaggio di positività, di fiducia per i giovani. Sottolineando l’impegno del Governo per ridisegnare i percorsi formativi e di integrazione tra questi ed il mondo del lavoro, facendo proprio il motto “People first”, prima le persone “da sempre, non a caso, nell’identità profonda del Credito Cooperativo”.

Il Ministro ha anche richiamato, per il Credito Cooperativo, “il ruolo prezioso di una forma di democrazia economica efficacemente attiva nei territori e nelle comunità, attenta alla sostenibilità, al microcredito, ai giovani, alla solidarietà e capace di promuovere inclusione e coesione dal basso”. “Le BCC sono e sono state – ha concluso il Ministro - in oltre cento anni, espressione di capitalismo personale e comunitario”.

Al Convegno ha portato anche il suo saluto il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola. “Ricordando il contributo che al Credito Cooperativo ha dato, soprattutto nell’ultimo decennio, il compianto Direttore di Federcasse Franco Caleffi (scomparso improvvisamente nello scorso maggio Ndr), il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia ha sottolineato i quattro elementi che, a suo avviso, caratterizzano l’esperienza di successo delle BCC: la comunicazione, in termini di relazione; l’educazione finanziaria; l’attenzione al territorio; lo sviluppo di efficaci meccanismi di autoregolamentazione. La d.ssa Tarantola ha poi dedicato una specifica riflessione alla “mutualità”, elemento essenziale della cooperazione di credito, definito “elemento di fertilizzazione del territorio, anche sotto il profilo morale e culturale, non solamente economico”.

In Presidente di Federcasse Alessandro Azzi – ricordando il percorso culturale che cento anni fa portò alla nascita “dal basso” di un unico organismo nazionale di rappresentanza delle giovani Casse Rurali cattoliche – ha sottolineato l’esigenza che il Credito Cooperativo ha avvertito, fin da subito, di “applicare la formula cooperativa non soltanto come forma giuridica di esercizio dell’impresa, ma soprattutto come metodo organizzativo, fondato sui principi della sussidiarietà e della solidarietà”. Un percorso culturale ed organizzativo, ha detto ancora Azzi, che ha consentito la nascita e lo sviluppo di un organismo coeso, basato sul rispetto delle autonomie in una logica di sistema. Questo ha consentito, e consente tuttora, di presentare al Paese una esperienza bancaria unica, grazie all’ azione delle oltre 400 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, inserite in un sistema a rete, prese a modello per la loro particolare vocazione di prossimità ai territori ed alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese. “Dove ci sono forti sistemi di banche cooperative, come documentano autorevoli ricerche – ha concluso Azzi - il sistema finanziario risulta più stabile, i circuiti della fiducia e del credito reggono meglio, anche agli urti di una crisi di gravi proporzioni, come quella che stiamo vivendo”-

“Una idea diversa di approccio al lavoro ed alla realtà”. Questo, per il Sindaco di Brescia, Adriano Paroli, il segreto del successo della cooperazione di credito, che si riconosce nei valori dell’esperienza cattolica, ma ha saputo guardare al futuro senza timori, alla ricerca di modernità e di soluzioni innovative anche dal punto di vista organizzativo. “Un esempio che viene da lontano – ha concluso il Sindaco - ma che oggi ha ancora molto da dire e da dare al Paese, soprattutto al mondo giovanile che spesso appare disorientato, alla ricerca di punti di riferimento”.

Per il Presidente della Provincia di Brescia e Sottosegretario al Ministero dell’ Economia, Daniele Molgora, importante, nelle parole di Azzi, il richiamo al valore della comunità proprio delle BCC “vero valore aggiunto di sistema”. “Un dato, quello delle relazioni virtuose sul territorio che - accompagnato alla flessibilità delle piccole e medie imprese – sta consentendo oggi, al nostro Paese, di reggere meglio agli urti della crisi, come testimoniano anche i dati sui primi segnali di ripresa diffusi ieri dall’Ocse”.

Il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Corrado Faissola, riconoscendo il ruolo e l’efficacia delle Banche di Credito Cooperativo, radicate sul territorio, ha posto l’accento sulla solidità patrimoniale ed organizzativa dell’intero sistema bancario italiano, dove operano sia i grandi istituti che quelli di minore dimensione. Un sistema, ha detto Faissola, che sta tutelando il Paese dai peggiori effetti della crisi economica, grazie anche ad un atteggiamento di grande responsabilità da parte di tutti gli operatori. “In questo contesto – ha detto ancora Faissola – il Credito Cooperativo è una componente essenziale del sistema bancario, che fornisce anche un contributo importante al lavoro dell’Associazione Bancaria, di cui il Presidente Azzi ha assunto, dallo scorso anno, la carica di Vice Presidente”.

Il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Lorenzo Ornaghi, ha invece ricordato le radici comuni tra le Casse Rurali ed il mondo culturale cattolico, unite dalla figura di Livio Tovini, primo Presidente della Federazione Nazionale delle Casse Rurali ed esponente di punta del cattolicesimo bresciano. Ornaghi, citando l’Enciclica “Caritas in Veritate”, ha sottolineato i passaggi relativi alla necessità di uno sviluppo basato sulla attenzione alla persona umana alla ricerca del “bene comune”. Di questo – per Ornaghi – l’esperienza della “rete” propria delle BCC rappresenta un elemento fondamentale ed insostituibile.

Per il Segretario Generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, “l’esperienza del Credito Cooperativo si incardina con il tessuto delle piccole e medie imprese, che sta vivendo in maniera pesante la grave crisi economica in atto”. Ma proprio questa relazione, basato sul valore della conoscenza diretta del territorio e della comunità, rappresenta un punto di tenuta e protezione. Ricordando anche il ruolo dei “Consorzi fidi” tipici del mondo artigiano, Fumagalli ha voluto sottolineare il valore della mutualità solidaristica nell’affrontare il tema della finanza d’impresa. Tema che si innesta sulla validità dei sistemi a rete, nei quali il mantenimento delle diverse autonomie in una logica sussidiaria diventano, oggi, elementi di valore.

“Di Federcasse si apprezza la capacità di sostenere disegni di lungo periodo, con prudenza, sapienza, senza mai perdere la visione di partenza, il proprio percorso storico e culturale”. Con queste parole il Segretario Generale di Confcooperative, Vincenzo Mannino ha invece voluto ribadire il valore di questa celebrazione. Mannino ha sottolineato la capacità del Credito Cooperativo di “fare rete” al proprio interno, il forte legame con il mondo cattolico, il suo essere parte del più grande mondo che Confcooperative rappresenta. Negli ultimi dieci anni, ha ricordato Mannino, le cooperative associate, nell’insieme, hanno mostrato trend di crescita sorprendenti per numero dei soci, occupati, redditività. Segno che questa formula imprenditoriale non solo funziona, ma è di grandissima attualità ed un valore per tutto il sistema Paese.

Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato il volume “Spiccare il volo” di Pietro Cafaro (Docente di Storia presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore) dedicato alla storia di questi “primi” cento anni di rappresentanza unitaria delle Banche di Credito Cooperativo. Il volume, edito dall’ ECRA (Edizioni del Credito Cooperativo - www.ecra.it), si avvale di testi originali e documenti d’epoca, ripercorrendo le varie tappe culturali che nell’Italia di inizio ‘900 hanno posto le basi per la nascita e lo sviluppo di un sistema cardine per il tessuto sociale ed economico del Paese.


Brescia, 7 novembre 2009















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