04/03/2009
Il Credito Cooperativo conferma il proprio impegno per il settore agricolo ed agroalimentare
Nell’ambito della Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole, una delegazione del Credito Cooperativo italiano guidata dal Vice Presidente di Federcasse (l’associazione delle 440 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali), Giorgio Clementi, è stata ascoltata oggi dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Nel corso della Audizione, la delegazione del Credito Cooperativo, ricollegandosi all’origine storica delle Casse Rurali, nate proprio per sostenere l’economia rurale ed artigiana, hanno sottolineato la fondamentale azione “anticiclica” svolta dalle BCC in questa fase di crisi economica ed i caratteri dell’impegno delle banche locali mutualistiche favore del settore primario.

Negli anni 2000 – 2008, in particolare, lo stock di credito erogato al settore agricolo dalle BCC ha raggiunto i 5,8 miliardi di euro, con una crescita complessiva del 141.3%.
Nello stesso periodo, il “peso” delle BCC nel finanziamento al settore agricolo in Italia si è notevolmente accresciuto, passando dal 10,4% del 2000 al 15,6% del settembre 2008. Parallelamente, il credito al settore ha mantenuto una forte rilevanza nel portafoglio delle BCC: attualmente il 7,5% degli impieghi alle imprese è destinato al sostegno del settore primario. La qualità del credito è in linea con quella media registrata per il settore imprese e migliore rispetto al sistema bancario nel suo complesso (il rapporto sofferenze impieghi è difatti del 2,7% per le BCC rispetto al 6% del resto del sistema).
Significativo anche il “valore medio” dell’affidamento: che per le BCC al settembre 2008 era di 108 mila euro, a fronte di una media di 95 mila euro del resto del sistema bancario.

Le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, inoltre, valorizzando la sussidiarietà di sistema, vale a dire il supporto dei propri organismi, in particolare dell’Istituto Centrale di categoria (Iccrea Banca Spa), supportano il settore dell’agricoltura a tutto campo. Alle tradizionali e forme tecniche di finanziamento, indirizzate sia agli imprenditori agricoli (mutui per l’acquisto proprietà, mutui per migliorie, ripianamento di passività, acquisto macchine e attrezzature, ecc.), sia alle loro associazioni (finanziamenti per anticipo soci conferenti, stoccaggio prodotti, ecc.), si sono aggiunte nuove tipologie di operazioni, quali i contratti di programma e i contratti di filiera.

Da ultimo, il Credito Cooperativo ha ricordato tre specifiche iniziative di sostegno al settore primario: la costituzione di BIT Spa (la Finanziaria per l’Investimento sul Territorio), società specializzata nella fornitura di consulenza e soluzioni tecniche a favore delle aziende che operano nei comparti agricolo, agroalimentare e per la tutela dell’ambiente; la stipula di una convenzione ad hoc tra Iccrea Banca Spa e Fondosviluppo (Fondo per la promozione e lo sviluppo della cooperazione) per favorire il finanziamento delle cooperative di settore aderenti a Confcooperative; la convenzione tra Federcasse e Legambiente per la diffusione di forme di energia pulita e rinnovabile attraverso i finanziamenti delle BCC sul territorio.

Al 30.9.2008 operavano in Italia 440 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, con 4.044 sportelli. Hanno una presenza diretta in 2.576 Comuni e 98 province. In 544 rappresentano l’unica realtà bancaria. Alla stessa data la raccolta diretta di sistema era di 130,8 miliardi di euro (+10,4% annuo) mentre gli impieghi avevano superato i 113 miliardi di euro (+12,5% annuo). Il patrimonio è di 17,2 miliardi di euro (+9,3%).

Con preghiera di cortese pubblicazione.
Roma, 4 marzo 2009
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