27/06/2008
Cooperazione Bancaria: leader in Europa

28 Organizzazioni bancarie cooperative di 23 Paesi dell’Unione Europea, che associano 4.500 banche con 63.000 sportelli, 140 milioni di clienti, soprattutto famiglie, piccole e medie imprese e comunità locali, con 47 milioni di soci, 730.000 collaboratori ed una quota di mercato che supera il 20%.

Con questi dati lusinghieri, Christopher Pleister, Presidente dell’Associazione Europea delle Banche Cooperative (AEBC) ha concluso oggi a Palermo la riunione del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione.

Il Summit del credito cooperativo europeo è stato organizzato dall’Assopopolari e dalla Federcasse, che vi hanno partecipato con delegazioni di alto profilo.

Per le Banche Popolari italiane, il Presidente Carlo Fratta Pasini, il Segretario Generale Giuseppe De Lucia Lumeno e Maurizio Comoli, rappresentante italiano nel ristretto Board dell’AEBC.

La delegazione delle Banche di Credito Cooperativo era guidata dal Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, e dal Direttore Generale Franco Caleffi.

Nel corso della riunione, sono stati esaminati i temi europei di maggior impatto e interesse per il credito cooperativo. In particolare, è stata sottolineata l’importanza delle recenti risoluzioni del Parlamento Europeo in tema di cooperazione bancaria. “Si è riconosciuto in Europa quanto importanti siano per le regioni le reti decentrate di banche cooperative e quanto la loro esistenza sia condizione fondamentale per un mercato concorrenziale”, ha affermato Pleister, facendo riferimento a due documenti approvati a larga maggioranza dall’Assise di Strasburgo lo scorso 5 giugno.

Le relazioni, curate dai parlamentari europei Gianni Pittella e Othmar Karas, hanno evidenziato come le Banche Popolari e le Banche di Credito Cooperativo forniscano un importante contributo al finanziamento delle economie locali, alla realizzazione del potenziale di sviluppo endogeno delle Regioni, alla fornitura di servizi finanziari a tutti i consumatori.

“Peraltro – ha sottolineato Pleister – è stata chiaramente riconosciuta l’importanza dell’esistenza di una pluralità di soggetti nel mercato bancario e finanziario europeo, con le loro peculiari forme societarie e con i relativi modelli di business”.

«E’ questo un risultato che ci conforta molto – ha dichiarato il Presidente dell’Assopopolari Carlo Fratta Pasini – perché va in controtendenza rispetto a quanto sostenuto da ambienti che, anche in Italia, ne negano l’utilità in nome della globalizzazione dei mercati finanziari o di una rapida integrazione dei mercati dei servizi finanziari al dettaglio in Europa».

“Le banche cooperative hanno sempre puntato sullo sviluppo originale dei territori. In particolare, le BCC – ha affermato Alessandro Azzi - investono costantemente sulla valorizazione delle identità, della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile, attraverso la valorizzazione dell’autonomia della singola BCC integrata in un network, in una logica di reale sussidiarietà. La imminente costituzione del Fondo di Garanzia Istituzionale, ai sensi dell’art. 80 della direttiva europea Basilea 2, va in questo senso”.

Infine, il Summit ha consentito di trarre le linee evolutive di una categoria di banche europee, che esprime realtà aziendali di assoluta eccellenza, in diverse economie nazionali.
Ne sono uscite esaltate le caratteristiche tipiche della cooperazione di credito nel cui ambito, in Italia, rientrano - anche se con alcune differenti peculiarità - sia le Banche Popolari sia le Banche di Credito Cooperativo. Tali caratteristiche delineano un futuro di rilievo nei Paesi in cui le singole banche operano:
- affermandosi come “customer champions”, poiché perseguono una strategia di “stabilità” e non di “volatilità” dei risultati; 
- creando valore per i loro stakeholders e non solo per gli shareholders o soci;
- presentando governance democratiche, un modello di business focalizzato sul relationship retail banking ed una organizzazione aziendale orientata alla prossimità con il cliente; 
-  rivelandosi la più efficace espressione di banca locale, ovvero banca retail che fa del finanziamento alle famiglie e alle piccole e medie imprese la propria attività prevalente.

Gli esiti dell’importante Summit di Palermo vedranno, nei prossimi mesi, una presenza ancora più incisiva del Movimento della cooperazione di credito, sia a livello europeo che nei singoli Paesi.

 

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