08/01/2020 Comunicati stampa
Federcasse: Audizione oggi a Roma davanti alla Commissione Finanze della Camera su "Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno"

Audizione di Federcasse (l’Associazione nazionale delle BCC e Casse Rurali) oggi a Roma, davanti alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del DL 142/2019 “Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una Banca di Investimento”.


 

La delegazione di Federcasse era composta dal Presidente Augusto dell’Erba, dal Vice Presidente vicario Luca Occhialini, dal Direttore Generale Sergio Gatti e dal Vice Direttore Generale Roberto Di Salvo.

Di seguito una sintesi della Memoria presentata in Audizione.

  1. Il sistema creditizio meridionale e le Banche di Credito Cooperativo (BCC)

                    “E’ forte e tangibile – esordisce la Memoria - il contributo delle BCC all’economia reale del Meridione ed allo sviluppo dello spirito imprenditoriale, soprattutto nei settori ad alta intensità di lavoro”.

                    “Le caratteristiche tipiche delle BCC in termini di governance, flessibilità del modello organizzativo, forte radicamento nel territorio, attenzione all’inclusione sociale ed alla creazione di vantaggi per i soci e le comunità” hanno caratterizzato l’azione delle banche mutualistiche in termini di presenza territoriale e di finanziamento dell’economia nel Mezzogiorno, come dimostrato da non pochi studi indipendenti.

                     “Tali caratteristiche - prosegue la Memoria - hanno permesso alle BCC di svolgere un ruolo rilevante nel sostenere l’attività economica dei territori durante la crisi e nell’attuale fase di flebile ripresa”.

 

                        Nel Sud d’Italia operano (dati al settembre 2019) 77 Banche di Credito Cooperativo con 680 sportelli, pari al 12,6% del totale degli sportelli bancari presenti nelle Regioni meridionali.

Le BCC sono presenti in 528 Comuni ed in 36 Province, con 157.063 soci (+2,8% su base d’anno) e 4.132 dipendenti (pressoché costanti negli ultimi dodici mesi).

                       

                        In 172 Comuni del Mezzogiorno le BCC rappresentano l’unica presenza bancaria. Si tratta spesso di aree particolarmente svantaggiate nelle quali le BCC svolgono un insostituibile ruolo di supporto a livello locale per contribuire a “trattenere” i giovani e non abbandonare la popolazione più anziana.

                        La raccolta complessiva delle BCC al Sud è di 23,6 miliardi di euro  (+4,1% su base d’anno). La sola raccolta da clientela comprensiva di obbligazioni è di 19 miliardi di euro  (+4,9% annuo).

                        Gli impieghi superano i 13,5 miliardi di euro (stazionari su base d’anno, a fronte del -3% rilevato nel mercato bancario). Considerati al netto delle sofferenze, gli impieghi erogati dalle BCC alla clientela residente al Sud ammontavano a 12,3 miliardi di euro (+3,6% annuo, a fronte della stazionarietà registrata nel resto dell’industria bancaria).

                

                         Sono soprattutto – prosegue la Memoria - le imprese con più di 20 addetti ad aver beneficiato dei finanziamenti erogati dalle BCC: +10% nel triennio al lordo delle sofferenze, a fronte di una tendenza del mercato bancario che ha fatto registrare un - 22,6%. Ma anche i finanziamenti alle imprese minori e alle micro-imprese, seppur in diminuzione, hanno registrato una contrazione assai contenuta se confrontata con quella rilevata per l’industria bancaria complessiva nel Meridione

                        Le BCC del Sud possono, inoltre, contare su una significativa solidità patrimoniale, con un patrimonio (capitale e riserve) pari a 2,8 miliardi di euro  e coefficienti patrimoniali molto elevati: il Tier 1 ratio al 23,1%, il CET1 ratio al 23,2% ed il coefficiente patrimoniale al 23,3% (al giugno 2019 ultimo dato disponibile), tutti valori in crescita rispetto alla fine dell’esercizio 2018.

                        “Il modello di banca di relazione da sempre posto in essere dalle BCC - si legge ancora nella Memoria - si è rivelato fondamentale per l’economia del Sud, anche nel delicato contesto congiunturale”. “Il modello di banca locale mutualistica privilegia, infatti, le esigenze del territorio e punta ad un finanziamento sano dell’economia finalizzato al mantenimento della stabilità delle banche nel medio-lungo periodo”.

     “Un modello, questo, che trova la sua più naturale declinazione nell’attività a favore dei soci: l'intensità dell’attività mutualistica funge, difatti, da propulsore allo sviluppo delle economie delle aree di insediamento e determina un significativo effetto positivo sulla qualità del credito erogato”. “Nel triennio 2016-2019 gli impieghi lordi erogati dalle BCC del Sud ai propri soci hanno fatto registrare una crescita del 5,4%, con positivi effetti sullo sviluppo dell’economia delle aree di insediamento e sul rapporto sofferenze/impieghi”.

      “Le cooperative mutualistiche di credito – evidenzia ancora il Documento illustrato dal Presidente di Federcasse - costituiscono pertanto una parte importante del sistema imprenditoriale del Mezzogiorno, sia in quanto imprese (aziende 100% appartenenti al territorio, che non potranno mai lasciare per “delocalizzare”) sia in quanto ‘infrastrutture dello sviluppo’, essendo il credito strumento indispensabile per la crescita”.

      “Le BCC concorrono - in ragione della loro solidità e della loro specificità - alla stabilità dell’intera industria creditizia, garantiscono un presidio bancario anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne, assicurano il pluralismo dell’offerta”.

  1. Il Disegno di legge di conversione in legge del D.L. 142/2019 recante misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento.

      Per quanto riguarda la costituzione di una banca per gli investimenti – in ragione del proprio radicamento nei territori e del proprio esclusivo orientamento operativo di finanziamento dell’economia reale – il Credito Cooperativo si rende disponibile a valutare eventuali possibilità di collaborazione, in via complementare e sussidiaria, con la nuova realtà finanziaria che si intende costituire”.

     “In particolare – si legge ancora nella Memoria - si potranno valutare forme di collaborazione - in una logica di partnership - che consenta alle BCC e ai Gruppi Bancari Cooperativi di ampliare la propria offerta alle imprese e agli enti locali del territorio”.

      “L’eventuale collaborazione con la nuova Banca potrebbe ad esempio riguardare il rafforzamento della struttura delle imprese di minori dimensioni e la realizzazione di piccole infrastrutture o piccoli interventi infrastrutturali”.

                          La Memoria prosegue inoltre ricordando come, in diversi casi, le BCC sono già partner attivi di politiche pubbliche e misure di sostegno ed incentivazione a cittadini ed imprese. In particolare:

  • le BCC hanno erogato nel 2018, a livello nazionale, 832 milioni di euro (+44% rispetto al 2017) a favore di oltre 6 mila famiglie per acquistare la prima casa avvalendosi della garanzia pubblica di Consap;
  • le BCC hanno erogato nel 2018 il 12% dei finanziamenti in termini di importo ed il 15% del totale delle pratiche approvate con la garanzia del Fondo di garanzia PMI, ovvero 2,3 miliardi di euro (+13% rispetto al 2017) e 19.605 pratiche. Per il 94% dei casi si è trattato di operazioni riguardanti micro e piccole imprese;
  • le BCC hanno erogato oltre 284 milioni di euro di finanziamenti a favore di imprese femminili, microcredito, start-up innovative e imprese e cooperative sociali (+26% rispetto al 2017) sempre con la garanzia del Fondo di garanzia PMI;
  • l’82% delle BCC del Sud aderisce all’iniziativa Resto al Sud di Invitalia. Il 14% delle pratiche erogate proviene dalle BCC.

                        Di particolare interesse si preannuncia inoltre, per il Credito Cooperativo, la possibilità di contribuire a veicolare nel Mezzogiorno le risorse del nuovo Programma di investimenti strutturali 2021-2027 dell’Unione Europea, InvestEU, che si concentrerà su quattro grandi linee di intervento: infrastrutture sostenibili; ricerca, innovazione e digitalizzazione; piccole e medie imprese; investimenti sociali.

                        In tale prospettiva, la solida esperienza nel relationship banking, tipico delle banche di territorio e in particolare delle BCC, potrebbe utilmente coniugarsi con le risorse (in termini sia di garanzia sia di liquidità) che metterà a disposizione degli Stati membri il Fondo InvestEu.

                      Altri temi affrontati nella Memoria, quelli collegati agli obiettivi ambiziosi del nuovo Green Deal europeo (con l’obiettivo di trasformare l’economia in modo compatibile con un futuro sostenibile sotto il profilo sociale e ambientale) che comporteranno, come noto, un ingente fabbisogno di investimenti.

                      In questo senso -  prosegue la Memoria -  “sarà indispensabile fornire sostegno a chi prenderà sul serio la transizione favorendo l’accesso a programmi di riqualificazione professionale, la creazione di posti di lavoro in nuovi settori economici o la costruzione/ristrutturazione di alloggi efficienti sotto il profilo energetico”.

                       “Un grande Piano di transizione per le regioni del Mezzogiorno italiano, in collaborazione con l’UE, non potrà non vedere coinvolti da protagonisti gli strumenti che il Decreto in esame intende costituire e/o ri-orientare e, con essi, le banche di proprietà delle comunità meridionali, quali sono le BCC”.

  1. Altre forme di supporto al finanziamento dell’economia reale mediante l’adeguamento del quadro normativo di riferimento delle BCC.

Da ultimo Federcasse, rispetto alla ratio del provvedimento oggetto di Audizione – che ha come obiettivo il rafforzamento del sistema bancario meridionale per sostenere adeguatamente lo sviluppo imprenditoriale - propone alcuni interventi normativi che riguardano le BCC e che, senza alcun onere per lo Stato ed a “costo zero”, potrebbero essere introdotti nel provvedimento stesso, con la finalità di sostenere la capacità di servizio delle BCC alle esigenze delle imprese e dei cittadini loro clienti.

Tali proposte sono relative al necessario, non ancora completato, adeguamento normativo conseguente alla piena operatività della riforma del Credito Cooperativo, con l’avvio dei Gruppi Bancari Cooperativi e del percorso di autorizzazione/costituzione dell’IPS per le Casse Raiffeisen dell’Alto Adige.

4 . La necessaria attenzione del Parlamento italiano alla “fase ascendente” del processo di definizione di norme europee in materia di finanza sostenibile e alla “fase discendente” di norme europee di recepimento degli Accordi cosiddetti di Basilea 4.

                     “Nel giro di un paio di anni – prosegue la Memoria - si giungerà ad un’altra vera e propria rivoluzione nella normativa bancaria e finanziaria europea, sia in ragione dell’introduzione di un nuovo corpus di norme in termini di finanza sostenibile, sia in ragione del recepimento nell’Unione Europea degli accordi finali di Basilea del dicembre 2017 (c.d. Basilea 4).

                     “Il settore privato sarà determinante per finanziare la “transizione verde”. I rischi climatici e ambientali diventeranno parte integrante del sistema finanziario e dovranno essere gestiti al meglio da parte degli intermediari. Le Autorità stanno integrando tali rischi nel quadro prudenziale dell'UE che porterà alla progressiva inclusione dei rischi legati al cambiamento climatico nella vigilanza microprudenziale sulle banche e hanno avviato la valutazione dell'adeguatezza degli attuali requisiti patrimoniali per le attività cosiddette "verdi".

                   Per Federcasse, le iniziative che sono attualmente al vaglio delle istituzioni europee (regolamento per la classificazione delle attività ecosostenibili – cd. “tassonomia -; obblighi informativi; eco-label) pur lodevoli nelle intenzioni, rischiano di essere costose, penalizzanti ed insufficienti per gli intermediari creditizi. In particolare per quelli di minore dimensione.

                  Inoltre, per quanto riguarda il recepimento degli accordi finali di Basilea del dicembre 2017, se saranno confermati gli orientamenti della Commissione Europea e dell’EBA, ciò porterà ad un ulteriore e significativo inasprimento dei requisiti prudenziali delle banche. In una stima piuttosto conservativa fondata su assunzioni per alcuni aspetti poco realistiche, l’EBA prevede un capital shortfall medio di 24% per il sistema bancario europeo, ovvero, oltre 135 miliardi minimo di capitale nuovo da reperire. A giudizio di Federcasse, al riguardo sembra “sottostimata la stretta creditizia che si ripercuoterebbe sul sistema delle imprese, soprattutto quelle minori”.

                    Da ultimo, la Memoria ricorda come inizierà a breve il percorso parlamentare di approvazione della legge di delegazione europea (che dovrà essere presentata alle Camere entro il 28 febbraio) di adeguamento alla normativa nazionale (cd. “fase discendente”) i testi legislativi approvati dal Parlamento e dal Consiglio europeo del cd. “pacchetto bancario” comprendenti le Direttive CRD5 e BRRD2, nonché i regolamenti CRR2 e SRM2 (che in alcuni punti lasciano spazi di discrezionalità alle normative nazionali, come ad esempio in merito alla soglia dimensionale per l’individuazione delle “banche di minori dimensioni e complessità”).

                “Data l’enorme rilevanza che tutto ciò riveste per il settore del credito e per il conseguente finanziamento dell’economia reale, soprattutto delle regioni Meridionali – conclude la Memoria -  diviene di particolare importanza l’attenzione del Parlamento e del Governo Italiano sia nell’ambito della  “fase discendente” di adeguamento della normativa nazionale a quella europea, nonché nell’ambito della cosiddetta “fase ascendente” relativa al processo di definizione delle norme europee in materia di finanza sostenibile”.

                  “A tal riguardo, Federcasse conferma la propria disponibilità a ulteriori confronti e approfondimenti”.

Roma, 8 gennaio 2020