15/03/2019 Comunicati stampa
Community banks e banche del territorio. Un libro di Rainer Masera (edizioni ECRA) con prefazione del Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco

La Prefazione del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “Il sistema europeo necessita ancora di integrazioni e miglioramenti”. ”Il completamento dell’Unione Bancaria è attualmente in una condizione di stallo”.

Il volume è pubblicato anche in lingua inglese e in lingua tedesca.


 

Il “dogma” di una regolamentazione bancaria identica per tutte le tipologie di intermediari (“one size fits all”) – in forza del quale, dallo scoppio della crisi, le regole bancarie europee non hanno saputo distinguere, come invece avvenuto negli Stati Uniti, tra banche di grandi dimensioni e banche di comunità legate ai territori per non alterare il mercato bancario– è falso.

E’ questo l’assunto principale del libro Community Banks e banche del territorio. Si può colmare lo iato sui due lati dell’Atlantico?” di Rainer Masera, edito da ECRA (la casa editrice del Credito Cooperativo italiano) che si avvale di una significativa, per nulla rituale, prefazione del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

Il libro, edito da ECRA esce contemporaneamente in tre lingue (italiano, inglese e tedesco). E’ da oggi disponibile online sul sito della casa editrice (www.ecralibri.it) e nelle principali librerie.

“La spiegazione ufficiale fornita a sostegno del modello di sorveglianza one size fits all, adottato nella trasposizione degli standard di Basilea negli ultimi trent’anni, scrive Masera, asserisce che ciò è stato necessario per assicurare un campo di gioco livellato per tutte le imprese bancarie nel mercato unico. Tale dogma è falso”.

“Può essere mostrato – argomenta Masera - che è vero l’opposto: le banche piccole e medie locali/regionali sono state penalizzate sotto il profilo competitivo per quattro ragioni distinte, ma concomitanti: i costi di compliance sostanzialmente fissi derivanti da una regolazione ipertrofica sempre più complessa, articolata e in continuo cambiamento; il mancato/insufficiente riconoscimento della diversa impronta sistemica delle banche locali rispetto alle grandi banche internazionalmente attive; il vantaggio in termini di costo di finanziamento delle banche sistemiche, considerate troppo grandi per fallire, prima dell’introduzione dello schema di risoluzione per le banche europee dal 2014; l’impossibilità per le banche locali di “game the Basel rules” e di abbassare artificialmente il rapporto di densità”.

Le argomentazioni del prof. Masera partono da una approfondita analisi del sistema bancario americano, nel quale è pienamente riconosciuta la funzione anticiclica e la resilienza delle migliaia di community banks, confrontabili come struttura e mission con le nostre Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali. Analizzando il percorso che ha portato ad una sostanziale negazione, nel contesto europeo, di quel necessario “principio di proporzionalità” nella applicazione delle regole, senza tenere conto della profonda differenza in termini organizzativi e di obiettivi di mercato tra banche di grande e grandissima dimensione - in forma di società di capitali - e banche locali cooperative e mutualistiche.

Di qui – conclude Masera – la necessità di sostenere il percorso, avviato recentemente nell’Unione Europea, di revisione del cosiddetto “pacchetto bancario” per introdurre un sistema veramente proporzionale di regolazione bancaria. “Per ridurre le distorsioni competitive artificiali, mantenere un sistema bancario diversificato e favorire il sostegno creditizio alle imprese medie e piccole (come anche l’innovazione dei cluster di imprese) che conti­nuano a rappresentare un settore chiave dell’economia in tutto il vecchio Continente”.
 

La prefazione del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco
 

Nella sua Prefazione, il Governatore della Banca d’Italia Visco (il testo integrale è disponibile sul sito www.creditocooperativo.it) sottolinea come le tesi proposte da Masera siano da valutare con attenzione. Visco ricorda, a tal proposito, che nel modello statunitense di regolamentazione bancaria le banche sono raggruppate in classi e la severità dei vincoli normativi è direttamente proporzionale alla loro dimensione. In questo modo – precisa Visco – “si eviterebbe che gli oneri necessari per adempiere agli obblighi posti dalla normativa molti dei quali hanno la natura di costi fissi, producano un vantaggio, date le economie di scala, per le banche più grandi a scapito di quelle minori”.

Ciononostante, per il Governatore, questo modello non è l’unico possibile se si vuole evitare penalizzazioni per alcuni intermediari. “La questione fondamentale – per il Governatore - è quella di mantenere aperti e concorrenziali i mercati bancari, evitare che la regolamentazione introduca barriere all’entrata e all’uscita non giustificate dalle finalità della stabilità finanziaria”.

Esistono, dice ancora Visco, profonde differenze di approccio nelle regolamentazioni Usa ed europea. Negli Stati Uniti “la generosa copertura offerta dall’assicurazione dei depositi e l’ampia gamma degli strumenti a disposizione delle autorità fanno sì che negli Stati Uniti l’uscita dal mercato delle banche piccole sia un fatto fisiologico e non ponga problemi per la stabilità finanziaria”, mentre “l’esperienza, seppure ancora limitata, dell’applicazione delle nuove regole adottate in Europa testimonia invece di un sistema che necessita ancora – come abbiamo sottolineato più volte, anche nelle sedi istituzionali – di integrazioni e miglioramenti”.

“Il completamento dell’Unione bancaria – prosegue il Governatore - è attualmente in una condizione di stallo, che riflette la contrapposizione tra chi ritiene prioritaria la riduzione dei rischi (…)e chi invoca che siano rapidamente creati strumenti di condivisione dei rischi (assicurazione dei depositi comune e backstop per l’“ordinata” gestione delle crisi bancarie) con la definizione di una comune rete di sicurezza nell’area dell’euro”. “Si tratta di una contrapposizione sterile – precisa Visco - che riflette più fraintendimenti e scarsa fiducia reciproca che motivazioni solide a favore di una particolare sequenza”.

In particolare, per il Governatore, “con il venir meno della possibilità di usare risorse private quali quelle immesse dagli schemi di garanzia dei depositi (possibile con il limitato ricorso a fondi pubblici e solo in casi eccezionali) e in mancanza di soluzioni di mercato rapidamente attuabili, alla dichiarazione di “dissesto o rischio di dissesto” fa immediatamente seguito l’avvio, per le banche di “interesse pubblico”, della risoluzione e, per le altre, la liquidazione, che è molto difficile prevedere “ordinata” e che può comportare costi economici e sociali rilevanti anche quando investe banche minori”.

“In questo contesto la revisione del quadro normativo, per Visco, dovrebbe mirare a rendere gestibile l’uscita di intermediari dal mercato, anche con l’intervento, in situazioni di crisi, dei fondi di garanzia dei depositi. L’esperienza statunitense in questo campo merita senz’altro di essere considerata con la dovuta attenzione”.

Ed ancora, nello specifico delle banche minori: “Bisognerebbe rendere le procedure di liquidazione delle banche di minore dimensione (non solo le piccolissime, come previsto dallo schema approvato di recente dalla Commissione) tali da ridurre le perdite di valore, proteggere i creditori al dettaglio e preservare la fornitura di servizi essenziali a livello locale”.

In prospettiva, dice ancora Visco, “se le esigenze finanziarie delle imprese medio-grandi, innovative e attive sui mercati internazionali non possono essere soddisfatte solo per il tramite del credito bancario, quest’ultimo continuerà a rappresentare la principale fonte di finanza esterna per le imprese minori”.

“Infine – conclude il Governatore - la sfida per mantenere aperti alla concorrenza i mercati bancari non riguarda soltanto gli operatori già insediati, ma anche i potenziali entranti portatori di innovazione. Gli intermediari tradizionali, piccoli e grandi, devono confrontarsi con la rivoluzione delle tecnologie digitali che innescano nuove dinamiche competitive dentro e fuori i confini dell’industria bancaria. È un tema importante sollevato nel libro di Masera, con il quale ogni riflessione sulla configurazione del settore bancario dovrà necessariamente confrontarsi”.

“La digitalizzazione si sta oggi espandendo all’industria finanziaria e ad attività che erano esclusivamente svolte dalle banche. Investendo nell’innovazione, queste ultime dovranno attrezzarsi per mettere e a frutto le risorse che possiedono, le informazioni sulla clientela e la fiducia che deriva proprio dall’essere (bene) regolate e vigilate. Saranno quindi fondamentali la qualità della gestione e la visione degli amministratori, dei grandi gruppi come delle più piccole banche locali – le community banks – alle quali Masera dedica, in questo libro, la giusta attenzione”.

           Leggi il testo integrale della presentazione del Governatore Ignazio Visco


 

Rainer Masera

“Community Banks e banche del territorio.

Si può colmare lo iato sui due lati dell’Atlantico?”

Ecra – Edizioni del Credito Cooperativo. 2018

Il volume è pubblicato anche in lingua inglese e in lingua tedesca.

Roma 18 marzo 2019