04/11/2016 Comunicati stampa
Riforma del Credito Cooperativo. Varate le disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia prime valutazioni di Federcasse

La Banca d’Italia ha pubblicato oggi in via definitiva le disposizioni di attuazione che la legge di riforma del Credito Cooperativo (legge 49/2016) ha delegato alla Vigilanza in merito, in particolare, ai “requisiti minimi organizzativi ed operativi della Capogruppo”, “al contenuto minimo del contratto di coesione”, “al procedimento per la costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo ed alla sua adesione”, “ai requisiti specifici, compreso il requisito minimo di patrimonio netto della Capogruppo”.
La Banca d'Italia, presentando a Roma le grandi linee della normativa di sua competenza, ha espresso l'auspicio che i tempi di presentazione delle istanze per la nascita del Gruppo Bancario Cooperativo (o dei Gruppi) cui aderiranno le singole BCC e Casse Rurali su base contrattuale, siano inferiori ai 18 mesi previsti dalla stessa legge di riforma auspicando – pertanto - che queste possano essere definite entro la fine del 2017.

In particolare, il provvedimento accoglie alcune proposte di Federcasse (contenute nel position paper di categoria presentato il 13 settembre scorso) e tiene conto più in generale delle osservazioni formulate rispetto a quattro principali profili che hanno caratterizzato il contributo complessivo della Federazione nazionale delle BCC alla definizione delle Disposizioni attuative. Per il Credito Cooperativo, difatti, queste non possono non essere coerenti con lo spirito e la lettera del Testo Unico Bancario approvata dal Parlamento lo scorso aprile.

Primo profilo. Rispetto alla richiesta di una più compiuta applicazione del principio risk based nell’esercizio dei poteri della Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo nei confronti della singola BCC aderente, sembra di cogliere una maggiore flessibilità per i profili diversi da quelli prudenziali. Era importante, per Federcasse, prevedere spazi di autonomia imprenditoriale commisurati alla rischiosità della singola BCC.

Secondo profilo. Sarebbe stata necessaria, per Federcasse, una ulteriore semplificazione e una ricalibratura del processo di nomina degli esponenti delle BCC. I diritti dei soci delle BCC poco o per nulla rischiose non possono essere compressi oltre una certa misura.

Terzo profilo. Sembrava rilevante un’ulteriore sottolineatura degli obblighi e delle responsabilità della Capogruppo verso le BCC (in particolare concentrate nel paragrafo 1.8). Su questo profilo, ad una prima lettura, sembra in effetti ben sottolineata la natura contrattuale del Gruppo Bancario Cooperativo e del suo distintivo ruolo di "servizio". E’ infatti indispensabile costruire un solido equilibrio tra responsabilità e doveri, da una parte, e poteri e obblighi, dall'altra. Il meccanismo obbligatorio della cross guarantee impegna le BCC a mettere a disposizione tutto il proprio patrimonio disponibile. Per converso, le BCC debbono ricevere servizi efficienti, competitivi, che consentano loro di rispondere alle esigenze delle proprie comunità e di generare reddito, indispensabile per continuare a patrimonializzarsi.

Quarto profilo. Parzialmente accolte appaiono le richieste di ridefinire alcuni aspetti del Sistema dei controlli interni.

Per il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi, le Disposizioni di Vigilanza rappresentano un passo avanti rispetto alla versione messa in consultazione lo scorso 15 luglio. “Prendiamo atto di quanto stabilito dalla Vigilanza – dice il Presidente – e sottolineiamo che le Disposizioni rappresentano una cornice rilevante che lascia, in ogni caso, importanti spazi di autonomia nella definizione compiuta dei contenuti dei contratti di coesione, e non solo. Al tempo stesso, rileviamo che non è stata recepita appieno la sollecitazione a considerare il Gruppo Bancario Cooperativo qualcosa di realmente innovativo ed originale rispetto ai gruppi bancari tradizionali”.

Nel merito del tema relativo al Gruppo o ai Gruppi Bancari Cooperativi che potranno nascere, tema comunque indipendente dai contenuti delle Disposizioni di Vigilanza, il Presidente Azzi ribadisce il netto favore per una soluzione unitaria verso la quale – afferma – “concentrerò tutte le mie energie per raggiungere un obiettivo che va nel senso dell’interesse generale e guarda alle generazioni future” . Per il Presidente di Federcasse, la soluzione unitaria risponde a precisi obiettivi di natura industriale, di opportunità, di conseguimento di economie di scala, di messa a fattor comune delle migliori risorse patrimoniali e professionali. “Non cogliere questo obiettivo sarebbe una sconfitta per un sistema che ha dimostrato di essere elemento indispensabile di sostegno al tessuto delle piccole e medie imprese e delle famiglie, anche e soprattutto in questi anni di crisi”.

Roma, 3 novembre 2016

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