31/05/2016 Comunicati stampa
Federcasse su Considerazioni finali del Governatore Visco: riforma delle BCC e nuovo assetto del Credito Cooperativo
In merito alle “Considerazioni finali” lette questa mattina a Roma dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, Federcasse (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) sottolinea la significatività delle valutazioni problematiche che colgono efficacemente le complessità e le incertezze della fase che vivono l'Europa tutta, l'Unione economia e monetaria e l'industria bancaria italiana.

 

Per il Presidente Alessandro Azzi - con specifico riferimento alla riforma delle BCC, divenuta legge un mese e mezzo fa dopo una lunga attesa -  “le Considerazioni indicano la necessità di fare presto. Tutto il Credito Cooperativo condivide tale auspicio. I lavori, in tal senso, sono in pieno svolgimento e dovranno presto poter contare su Disposizioni attuative coerenti con lo spirito e la lettera della riforma delle BCC”.

“Il contratto di coesione, strumento centrale nella relazione tra la BCC e la Capogruppo - prosegue il Presidente - darà certamente (e necessariamente) effettivi poteri di governo alla Capogruppo e, contemporaneamente,  darà diritti e certezze di servizio a favore delle singole BCC che della Capogruppo sono le proprietarie e che, da essa, si attendono assetti, politiche e strumenti capaci di accrescere la capacità di realizzare le proprie finalità mutualistiche”. 


“Ragione per la quale  - dice ancora Azzi - la Banca d'Italia ha sempre opportunamente ricordato che la riforma andava realizzata. Lo stesso contratto di coesione svilupperà  in modo appropriato il principio della proporzionalità in base al grado di rischio della singola BCC, aspetto peculiare della riforma approvata dal legislatore”.


Azzi
ha anche ricordato come “la componente associativa del Credito Cooperativo sia nata insieme alle prime Casse Rurali alla fine del 1800 e abbia sempre svolto una funzione innovativa e di propulsione, senza mai interferire con la gestione industriale dei gruppi bancari”.

“Non sfugge peraltro – prosegue il Presidente di Federcasse - come la componente associativa abbia contribuito in modo determinante, negli anni, a garantire l’unità del sistema (obiettivo da sempre sostenuto nel percorso di costruzione della riforma), a far nascere gli stessi poli industriali, ad anticipare con intuizioni, progettualità e metodologie originali la capacità di prevenire e risolvere le crisi bancarie, a negoziare con le Autorità una riforma originale, efficace ed equilibrata. A portare a soluzione - soprattutto negli ultimi 12 mesi - crisi bancarie rese ancora più complesse da normative europee non adeguate e  interpretazioni unilaterali da parte di Autorità non italiane. Si è trattato sempre di soluzioni ordinate, senza danno per i depositanti e gli obbligazionisti, anche quelli subordinati. A far nascere il Fondo Temporaneo delle BCC”.


“La Federazione Italiana e le Federazioni Locali – conclude Azzi - hanno svolto e svolgono funzioni altamente professionali di assistenza, consulenza, controllo, coesione, elaborazione e rappresentanza sia in Italia sia in Europa, collaborando costruttivamente - in linea  con le rispettive responsabilità - con le Autorità di Supervisione e di Risoluzione”.


“La nuova architettura del sistema del Credito Cooperativo italiano potrà consentire alle BCC di svolgere ancora meglio il proprio ruolo al servizio delle economie locali migliorando ulteriormente la propria solidità (CET 1 al 16,6%) e la propria capacità di servizio in tutti gli angoli del Paese, dalle aree interne fino alle metropoli”.


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Roma, 31 maggio 2016

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