22/03/2016 Comunicati stampa
Credito Cooperativo: per Federcasse sostanzialmente tutta accolta la proposta di autoriforma

Azzi: un provvedimento che qualifica anche in Europa l’azione riformatrice del nostro Paese e che non ha mai avuto carattere emergenziale.

“Se l’Aula di Montecitorio e poi l’Assemblea di Palazzo Madama confermeranno le modifiche apportate al Decreto Legge 18/2016 dalla Commissione Finanze della Camera, l’autoriforma del Credito Cooperativo si potrà dire tutta sostanzialmente accolta”. Così il Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, a conclusione del Convegno organizzato questa mattina a Roma dalla Fondazione “Italianieuropei” proprio sulla riforma del settore, alla luce della normativa europea. “Si tratta – ha proseguito Azzi – di un risultato di grande valore, che segna anche l’originalità di un percorso che oggi permette di presentare all’Italia e all’Europa un provvedimento che qualifica in modo inedito
l’azione riformatrice del nostro Paese”.

“La legge di riforma, come sottolineato questa mattina dagli autorevoli partecipanti al dibattito, in modo particolare dal Responsabile della Vigilanza della Banca d’Italia Carmelo Barbagallo e dal Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo Roberto Gualtieri, rappresenta la risposta alle sollecitazioni che erano pervenute al Credito Cooperativo di lavorare ad un processo di integrazione funzionale al miglioramento della qualità della governance delle BCC, di definire strumenti per il rafforzamento patrimoniale delle singole banche, di venire incontro a situazioni di fragilità effetto diretto del perdurare della crisi sull’economia reale, nonché a raccogliere le sollecitazioni della nuova normativa bancaria europea”.

Azzi tiene anche a ribadire che la riforma attesa non ha mai avuto carattere emergenziale, di “messa in sicurezza” del sistema BCC, che oggi ha un aggregato patrimoniale di 20,3 miliardi di euro e certifica un CET1 medio di sistema del 16,6 per cento (a fronte di circa il 12 per cento medio del resto dell'industria bancaria).

“Il dato delle 50 Banche di Credito Cooperativo citato oggi dal Responsabile della Vigilanza della Banca d’Italia Barbagallo con coefficienti di capitale più bassi e tassi di copertura delle sofferenze inferiori a quelli del resto del sistema bancario – dice Azzi – è inferiore allo stesso dato delle 70 Banche che solo un anno fa lo stesso dr. Barbagallo aveva ricordato intervenendo in un Convegno organizzato dalle Casse Raiffeisen dell’Alto Adige”. “Segno che il sistema è stato - ed è tuttora - in grado di intervenire prontamente laddove si è reso necessario, sempre con strumenti di categoria ispirati ad una logica solidale”.

“Credo che a questo proposito sia giusto ricordare – continua Azzi – che in Italia vi sono centinaia di BCC che hanno lavorato e lavorano ogni giorno con impegno e qualità, e che non meritano di essere catalogate, come purtroppo avvenuto molte volte in un recente passato, come appartenenti ad una componente fragile dell’industria bancaria”. “Il Gruppo Bancario Cooperativo che si andrà a costituire, ma anche il Fondo temporaneo previsto per la gestione transitoria e agevolare processi di concentrazione – dice ancora Azzi - saranno comunque strumenti fondamentali per rafforzare ulteriormente la cooperazione italiana di credito e intervenire senza alcun onere per i contribuenti e per le banche concorrenti".

“Colgo l’occasione – conclude Azzi – per esprimere la gratitudine del Credito Cooperativo italiano a tutte le Autorità, istituzionali, politiche ed economiche con le quali in questo lungo anno di lavoro abbiamo interloquito, a volte in modo dialettico, ma sempre con l’obiettivo di definire una riforma che avesse caratteri di assoluta originalità e salvaguardasse l’essenza mutualistica delle BCC”.

Roma, 21 marzo 2016

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