25/02/2016 Comunicati stampa
Iniziativa europea per confermare ed estendere lo "Sme's Supporting Factor". Soddisfazione del Credito Cooperativo italiano

Il Credito Cooperativo italiano esprime particolare soddisfazione per l’iniziativa, intrapresa oggi a Bruxelles da alcuni tra i massimi esponenti delle Istituzioni comunitarie – tra i quali il Vice Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ed il Presidente della Commissione Affari Economici e Monetari dello stesso Parlamento, Roberto Gualtieri - unitamente a tutti i capigruppo degli schieramenti politici presenti nell’Econ – rivolta al Commissario Europeo per i Servizi Finanziari ed il Mercato dei Capitali, Lord Hill, al fine di confermare ed estendere l’applicazione del cosiddetto “Sme’s Supporting Factor”, ossia lo specifico fattore in grado di ridurre l’assorbimento patrimoniale delle banche in caso di finanziamenti alle piccole e medie imprese.

In una lettera inviata a Lord Hill, si legge difatti come il sistema delle Piccole e Medie Imprese (Sme’s) contribuisca alla formazione di oltre la metà del prodotto interno lordo europeo, dando occupazione ad oltre 75 milioni di persone.
In ragione di questa importanza e specificità – si legge ancora nella lettera - uno strumento essenziale per favorire la ripresa economica riguarda l’applicazione dello “Sme’s supporting factor”, al fine di assicurare un adeguato flusso di finanziamenti alle piccole e medie imprese.
Da qui la richiesta di “confermare ed estendere l’applicazione” del fattore di minor assorbimento patrimoniale per le Banche che sostengano, come pure fanno le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, in modo particolare le PMI e le famiglie. L’iniziativa si ricollega ad una proposta avanzata tre anni fa dall'industria bancaria italiana (Abi e Federcasse) in totale accordo con tutte le Associazioni di rappresentanza imprenditoriali. In altri termini, il fattore di correzione consente di risparmiare patrimonio alla banca che concede crediti alle Pmi. Quindi, meno assorbimento = più prestiti.
Per le BCC, nel 2014 ciò ha significato risparmiare un punto percentuale di patrimonio.
Il Credito Cooperativo italiano, in aggiunta, ha proposto di estendere specificamente il principio anche ai prestiti erogati dalle banche alle imprese sociali, con l’obiettivo di sostenere ancor più efficacemente un comparto che integra in modo efficace e qualificato l'intervento pubblico con forme innovative di welfare di comunità, garantendo altresì significativi livelli occupazionali. Le quote di mercato delle BCC confermano l'indispensabilità di questa misura contenuta nel CRR (Capital Requirements Regulation).

Roma, 23 febbraio 2016

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