22/01/2016 Comunicati stampa
La BCC di Flumeri incorpora Banca Irpinia con il supporto di tutto il sistema BCC. Salvaguardati i diritti dei depositanti e risparmiatori (anche subordinati). Tutelati anche i lavoratori

Si conferma l’impegno del Credito Cooperativo nell’affrontare e risolvere situazioni di criticità con forze interne al Sistema. L’utilizzo delle risorse di tutte le BCC e delle Banche di secondo livello attraverso il FGI, fondo volontario, ha consentito di non incorrere nei veti della Commissione Europea.

E’ stata completata nella serata di ieri, giovedì 21 gennaio, con la formalizzazione di tutti gli atti relativi, l’operazione di cessione di attività e passività di Banca Irpina Credito Cooperativo (istituto in amministrazione straordinaria, con sede legale a Montemiletto, Avellino) alla Banca di Credito Cooperativo di Flumeri.

La soluzione individuata consente di salvaguardare pienamente i diritti dei depositanti, obbligazionisti e altri creditori, i cui rapporti proseguono regolarmente con la BCC di Flumeri e di tutelare i lavoratori in generale.
L'intera operazione è stata resa possibile grazie al contributo di tutte le componenti del Sistema BCC nel segno di una consolidata solidarietà di sistema: le BCC e Casse Rurali italiane, il Fondo di Garanzia Istituzionale, le Banche di secondo livello (il Gruppo Bancario Iccrea, la Cassa Centrale Banca–Credito Cooperativo del Nord Est (Trento) e la Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige), coordinate da Federcasse in collaborazione con tutte e 15 le Federazioni Locali, compresa naturalmente quella Campana che ha contribuito a diversi livelli e in diverso modo.

Banca Irpina Credito Cooperativo, dal 10 Gennaio 2016 in liquidazione volontaria, contava nove filiali, circa 4000 soci e diecimila clienti, attivi per 400 milioni. Ammontano a 2.4 milioni di euro più interessi le obbligazioni subordinate in possesso di circa 140 clienti retail, integralmente tutelate. La BCC di Flumeri, con sette filiali, conta circa 1500 soci, 15.000 clienti e 51 dipendenti.
Dopo l’operazione BCC Roma – Banca Padovana dello scorso dicembre, anche in questo caso si tratta di una soluzione alternativa a quella adottata per le 4 banche italiane (che non sono BCC) avviate a risoluzione il 22 novembre scorso. Un’operazione complessa e rapida che conferma il forte impegno del Credito Cooperativo italiano nell’affrontare le situazioni di criticità che possono riguardare banche aderenti al sistema con risorse esclusivamente proprie e senza che i depositanti e risparmiatori ne abbiano alcun danno.

Roma, 22 gennaio 2016

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