12/12/2015 Comunicati stampa
Le banche cooperative europee a conclusione di COP21. Essenziale ruolo banche di territorio. BCC in prima linea per l'ambiente

Nove anni di collaborazione tra BCC e Legambiente, i cui numeri sono stati ricordati oggi a Milano
nel corso del X Congresso di Legambiente. Gatti (Federcasse): ridurre gli assorbimenti patrimoniali per le banche che sostengono l’efficientamento energetico e promuovono fonti rinnovabili.

A conclusione della XXI Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento
Climatico di Parigi (COP21), l’Associazione Europea delle Banche Cooperative (EACB), in un
proprio documento - sottoscritto per l’Italia da Federcasse - sottolinea il ruolo che le banche
di comunità svolgono attivamente per garantire una crescita sostenibile dei territori, la
promozione di fonti di energia rinnovabile e il loro costante impegno nel contrastare gli
effetti dei cambiamenti climatici.
Il documento, alla cui definizione, oltre al Credito Cooperativo italiano hanno
contribuito tutte le principali organizzazioni bancarie cooperative europee (Rabobank, Credit
Agricole, Raiffeisenkassen, ecc.; con la significativa adesione delle Casse Desjardins canadesi)
indica le 4 azioni che le banche di comunità possono adesso attivare per contribuire
attivamente alla salvaguardia del pianeta: la promozione di un dialogo costruttivo tra banche
cooperative, governi nazionali e loro stakeholders; la promozione di finanziamenti,
investimenti e di coperture assicurative a favore di imprese che utilizzano nuove tecnologie
e soluzioni energetiche a bassa emissione; lo sviluppo di soluzioni innovative dal punto di
vista finanziario che tengano conto delle conseguenze del cambiamento climatico;
l’intensificazione della cooperazione tra banche cooperative e imprese per ridurne gli effetti.
Nello specifico delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, l’attenzione ai
temi ambientali può contare su esperienze ormai consolidate, in osservanza a quanto
stabiliscono gli statuti delle stesse BCC (attenzione al territorio in tutte le sue accezioni).
Rientra in questa azione la partnership che ormai da 9 anni vede insieme Legambiente e
Banche di Credito Cooperativo per la diffusione di forme di energia rinnovabile ed
alternativa grazie a finanziamenti agevolati delle BCC e dietro istruttoria tecnica della stessa
Legambiente.
Ad oggi questa collaborazione ha consentito di finanziare oltre 6 mila impianti per
energie rinnovabili per circa 270 milioni di investimenti. Un risultato estremamente
significativo che oggi il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, ha ricordato
intervenendo a Milano al X Congresso Nazionale di Legambiente: “Gli importanti risultati
raggiunti in questi anni di collaborazione – ha detto Gatti - ci confermano come, sommando
piccoli interventi, sia possibile raggiungere obiettivi di grande portata favorendo la tutela e la
conservazione dei nostri territori, in una logica di sostenibilità. E questo non è soltanto un
importante tema sociale, ma anche una questione di rilevanza strategica per la nostra
economia”.

Gatti ha anche ricordato che le BCC, nel 2014, insieme ad Iccrea BancaImpresa, la
banca corporate del Gruppo bancario Iccrea, hanno finanziato 7.202 progetti destinati
all’incentivazione delle energie rinnovabili per un totale di oltre 450 milioni di euro (+ 11%
annuo). Preponderante, su questo specifico versante, l’installazione d’impianti per la
produzione di energia fotovoltaica. I dati completi sono riportati "nell'Impronta Ecologica"
delle BCC italiane (disponibile sul sito www.creditocooperativo.it).
Alto è anche l’impegno del Credito Cooperativo per ridurre i consumi provenienti
dalle fonti più inquinanti e nel contempo, in una logica di mutualità, favorire i vantaggi per le
BCC. Con questo obiettivo il Credito Cooperativo ha promosso, sin dal 2009, la costituzione
del Consorzio BCC Energia: il Consorzio riunisce i consumi dei propri aderenti in un unico
“paniere” per acquistare sul mercato libero l’energia elettrica alle migliori condizioni ed
esclusivamente da fonti rinnovabili. Tale possibilità ha consentito di evitare, nel solo ultimo
anno, l’emissione di 28.821 tonnellate di Co2.
Proprio in una logica sempre più stretta collaborazione tra associazioni, imprese e
banche, Gatti ha proposto di intervenire nel 2017 riformando la normativa bancaria sui
requisiti di capitale (CRR) al fine di prevedere minori assorbimenti patrimoniali per le
banche che erogano crediti a famiglie e PMI per progetti di efficientamento energetico e di
produzione di energia da fonti rinnovabili; progetti validati da associazioni ambientaliste
sulla base di metodologie certificate sotto il profilo della qualità tecnologica e della coerenza
ambientale.

Roma, 12 dicembre 2015

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