13/11/2015 Comunicati stampa
Riforma del Credito Cooperativo. Oggi a Roma incontro informale con i Gruppi di maggioranza della Commisione Finanze della Camera

Il tema della riforma del Credito Cooperativo, nella fase di avvicinamento all’atteso provvedimento governativo che definirà il nuovo assetto organizzativo di sistema, è stato oggetto – questa mattina a Roma - di un incontro informale organizzato dai Gruppi parlamentari di maggioranza della Commissione Finanze della Camera.
L’incontro, al quale per Federcasse (la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) ha partecipato una delegazione guidata dal Presidente Alessandro Azzi, ha consentito ai parlamentari di maggioranza della Commissione di svolgere ulteriori approfondimenti su alcuni temi specifici del progetto di autoriforma, così come evidenziati dal dibattito che lo scorso 15 ottobre si era tenuto nell’ambito del Seminario Istituzionale organizzato a Palazzo Madama dalle Commissioni Finanze e Tesoro di Camera e Senato.

Nel corso dell’incontro hanno preso la parola sia Presidenti di Federazioni provinciali, regionali e interregionali sia Presidenti e Direttori di singole BCC.
Il presidente Azzi ha ringraziato il presidente della Commissione, on. Maurizio Bernardo, il capo gruppo del PD on. Michele Pelillo, e i parlamentari presenti sia per l’attenzione al progetto di autoriforma, sia per l’opportunità offerta di confronto. Ha inoltre espresso gratitudine, loro tramite, per l’occasione inedita e preziosa concessa dal Governo per contribuire a scrivere le nuove norme.
Azzi ha anche ricordato come Federcasse rappresenti 360 su 368 BCC oggi attive in Italia e come il percorso di elaborazione, discussione e sintesi sia stato particolarmente intenso e partecipato sia a livello nazionale sia livello territoriale. L’intensità del confronto sviluppatosi negli ultimi mesi è stato ricordato anche da alcuni altri esponenti del Credito Cooperativo intervenuti nel corso dell’incontro.
Dopo aver ripreso alcuni dei 10 punti del progetto di autoriforma condiviso ed approvato dal Consiglio Nazionale sin dal mese di giugno e per tempo consegnato alle Autorità, ha ribadito come la missione di Federcasse - la cui governance è affidata a un Comitato esecutivo composto dai Presidenti di tutte e quindici le Federazioni Locali che sono anche presidenti di altrettante BCC - sia quella di contribuire a costruire (nel solo assetto possibile e sostenibile, vale a dire quello dell’unità pur con le indispensabili razionalizzazioni) le migliori condizioni di contesto regolamentare per lo sviluppo delle attività delle BCC e di tutto il Credito Cooperativo italiano, affinché possano esprimere tutta la propria biodiversità e la propria inimitabile natura mutualistica.

Una proposta che prevede già in norma primaria l’autonomia per la singola banca cooperativa commisurata alla propria meritevolezza, che conferma la sovranità delle basi sociali se la propria BCC è in buone condizioni di salute, che precisa esplicitamente come il Gruppo Bancario Cooperativo debba essere funzionale allo sviluppo delle finalità mutualistiche della singola BCC.
Il tema dell’autonomia della BCC, graduata in modo proporzionale alla propria rischiosità oggettivamente misurata sulla base di parametri predefiniti, e il tema dell’integrazione a gruppo su base contrattuale (una realtà dai profili innovativi quale dovrà essere il Gruppo Bancario Cooperativo) sono stati sviluppati in modo articolato, richiamando il concetto che la singola cooperativa bancaria a mutualità prevalente, nella nuova éra dell’Unione Bancaria, non è più considerata sostenibile. Le BCC non saranno dunque ridotte a “semplici filiali” del Gruppo. Anzi. E’ uno dei punti qualificanti di un progetto condiviso in modo ampio all’interno della categoria secondo i meccanismi di partecipazione e rappresentatività interna che la stessa si è data.

Azzi ha anche rimarcato come sostanzialmente tutte le proposte di Federcasse siano state ritenute opportune e funzionali dalla Banca d’Italia (in questo senso l’intervento del Responsabile del Dipartimento Vigilanza dell’Autorità di Vigilanza, dr. Carmelo Barbagallo al Seminario del 15 ottobre scorso in Senato), tra le quali il controllo della maggioranza del capitale della capogruppo da parte delle BCC. E l’indipendenza è un principio antico e modernissimo del Credito Cooperativo che viene oggi confermato, diversamente da quanto previsto dalla bozza di decreto del gennaio scorso.
Altro tema affrontato, quello della possibilità - naturalmente confermata - per le BCC che non intendessero aderire al Gruppo Bancario Cooperativo di potersi trasformare in una banca popolare o società per azioni. “Il patrimonio indivisibile delle BCC (oltre 17 miliardi di euro su un totale di 20 miliardi di fondi propri complessivi) è frutto delle scelte e del lavoro di diverse generazioni di soci, non è nella disponibilità degli attuali e le norme prevedono in tal senso percorsi coerenti con quanto previsto dalla Costituzione”, ha ricordato ancora il presidente di Federcasse.

Infine, il tema dell’unità del Credito Cooperativo italiano. “Oltre ad essere l’unica prospettiva sostenibile nel medio e lungo periodo - ha spiegato Azzi - risulta anche una opzione strategica preferibile e funzionale al rafforzamento del sistema, come sottolineato recentemente sia da esponenti del Governo sia dal Governatore della Banca d’Italia. Una scelta motivata da ragioni economiche, industriali, di stabilità”.
“La riforma delle BCC - ha ribadito - dovrà portare ad un’unica realtà che valorizzi le eccellenze dei gruppi industriali già presenti nel Credito Cooperativo e dovrà avere dimensioni idonee ad attrarre capitali esterni, a investire consistentemente in innovazione e sviluppo, ad assicurare stabilità, a prevenire e sostenere eventuali criticità”. La presenza di più gruppi bancari cooperativi porterebbe intuitivamente ad una frammentazione che indebolisce tutto il sistema, ad affievolire la propria capacità di stare sul mercato, ad una nefasta concorrenza interna, al rischio di escludere una parte delle BCC.
Azzi ha concluso il proprio intervento esprimendo fiducia nella possibilità che si possa varare presto e bene una riforma efficace e lungimirante.

Roma, 13 novembre 2015.

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