30/10/2015 Comunicati stampa
Direttiva sulla prevenzione e risoluzione delle crisi (BRRD). Audizione di Federcasse alla Commissione Finanze del Senato

Audizione, oggi a Roma, di Federcasse (l’Associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane) presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea, in relazione agli Atti di Governo n. 208 e n. 209 di recepimento della direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive).
La delegazione di Federcasse era composta dal Vice Presidente vicario Augusto dell’Erba e dal Direttore generale Sergio Gatti.
Dell’Erba, riprendendo i temi annunciati nel corso del Seminario Istituzionale, sullo stesso tema, davanti alla Commissione Finanze della Camera il 20 ottobre scorso, ha ricordato il particolare approccio del Credito Cooperativo italiano che, ancor prima che si definissero norme cogenti in materia, aveva definito al proprio interno un apposito strumento di prevenzione delle crisi e di tutela dei depositanti (Fondo Centrale di Garanzia, 1978) – poi trasformatosi nel 1997 nel Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo – che ha assicurato la prevenzione e la gestione di situazioni di criticità con risorse interne (senza alcun esborso di denaro pubblico) salvaguardando nel tempo il valore della banca locale sul territorio e i livelli occupazionali.

Nel nuovo scenario che sarà definito dalla normativa europea – ha detto ancora dell’Erba – un sistema collaudato ed efficace rischia di essere indebolito. “Gli interventi di risoluzione previsti dalla Direttiva BRR a favore di banche in crisi - che imporrebbero precise regole procedurali e l'eventuale accesso al Fondo unico di risoluzione e in ultima istanza al DGS – sembrano essere destinati solo alle banche che - in virtù della loro dimensione e/o del loro grado di interconnessione con il resto del sistema bancario - superino il cosiddetto “test dell'interesse pubblico".

Con particolare riferimento alle BCC, riportiamo qui di seguito la proposta di Federcasse per una possibile linea di lavoro, coerente con il nuovo impianto normativo in via di completamento:
1. Definire un assetto regolamentare e di governance del Fondo di Garanzia dei Depositanti che rispetti fortemente principi di autonomia dal Governo e dalle Autorità statali, in modo che le decisioni circa l'utilizzo delle risorse private non possano essere in alcun modo ascrivibili allo Stato: al contempo, definire il ruolo di supervisione assegnato all'Autorità competente nazionale in termini di supervisione sul rispetto delle regole cui il Fondo deve conformarsi secondo le norme europee;
2. Favorire l'esercizio degli interventi preventivi laddove la banca non sia in grado di fare leva solamente sulle proprie risorse, pur nel rispetto di fondamentali principi di mercato e di economicità dell'operazione;
3. Definire schemi pre-autorizzati di intervento del Fondo che possano superare l'approccio valutativo caso per caso anche da parte della Commissione europea e consentire l'erogazione di interventi con tempi e modalità adeguati alle esigenze di soluzione di una crisi bancaria;
4. Contribuire a elaborare modelli di analisi adeguati per l'applicazione del test dell'interesse pubblico in modo da non escludere a priori che una piccola banca possa essere ammessa a una procedura di risoluzione;
5. Elaborare modelli di analisi più complessi per la stima del minor onere in caso di liquidazione atomistica, al fine di tenere conto degli effetti particolarmente negativi che l'aspettativa di rilevanti perdite a carico di comunità più o meno estese possa generare ed esplicare anche sulla stessa procedura liquidatoria;
6. avanzare proposte e ipotesi di integrazione del Fondo obbligatorio con uno schema a carattere volontario, eventualmente soggetto a un limite temporale con clausola di rinnovabilità, preposto ad erogare interventi di sostegno del tutto svincolati dal vaglio degli aiuti di Stato e da procedimenti autorizzativi.

Nel merito dei disegni di legge in discussione, Federcasse chiede che – con riferimento ai “piani di risanamento in forma semplificata” - si garantisca alle piccole banche che i relativi oneri siano ridotti al minimo e che, in relazione all’applicazione del bail-in, si tenga conto anche dell’esistenza e della protezione fornita dal Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo (che già oggi garantisce le obbligazioni emesse dalle BCC nei limiti di 100 mila euro, aggiuntivi a quelli di pari importo per i depositanti).

Roma, 29 ottobre 2015

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