07/09/2015 Comunicati stampa
Custodire il territorio. I territori nutrono il pianeta. Il ruolo delle banche di comunità per uno sviluppo sostenibile

Oggi a Expo il Credito Cooperativo a convegno su cibo, urbanistica, energie rinnovabili

Custodire i territori partendo dalla comprensione delle dinamiche e dei fattori che mettono a rischio una crescita sostenibile e duratura. Per arrivare a ipotizzare soluzioni per la loro salvaguardia attraverso formule di condivisione e di partecipazione, con un possibile ruolo attivo delle banche di comunità. Questi i passaggi fondamentali che hanno caratterizzato il convegno “Custodire il territorio. I territori nutrono il pianeta”, organizzato da Federcasse (l’Associazione nazionale delle BCC e Casse Rurali italiane) tenutosi questa mattina a Milano Expo 2015, presso il Padiglione della Società Civile di Cascina Triulza.

Momento centrale del convegno, aperto dal Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti, la presentazione di due libri editi da ECRA, la casa editrice del Credito Cooperativo: “Riprendiamoci il cibo. Inchieste e proposte per una alimentazione responsabile”, di Piero Riccardi, giornalista della trasmissione tv Report di Rai Tre, nonché amministratore di BCC, e “Chi semina e chi raccoglie. Per una nuova cultura del territorio” di Elena Granata, architetto ed urbanista, docente di Analisi della città e del territorio al Politecnico di Milano. A moderare, Marco Reggio, responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Federcasse, che ha ricordato come i due temi chiave del consumo indiscriminato di suolo e di una alimentazione responsabile (che favorisca processi virtuosi, dalle filiere corte alla valorizzazione di una agricoltura sana e sostenibile) siano due facce della stessa medaglia.

“La custodia dei nostri territori è affidata anche alle banche di comunità, che da sempre operano per il loro sviluppo accompagnandone il cambiamento. Un cambiamento che ci interroga: esistono oggi nuovi punti di equilibrio da conquistare anche nel modo di fare banca”. Così ha aperto i lavori il direttore di Federcasse Gatti, che ha poi sintetizzato in cinque punti un processo virtuoso che possa vedere il coinvolgimento attivo delle BCC e degli attori del territorio: “Rendere sempre più economica la custodia delle qualità dei territori. Essere gancio tra il livello individuale, aziendale, politico. Restare differenti senza diventare marginali. Conquistare i giovani allenandoli alla complessità. Fare educazione al territorio”.

“L'agricoltura e il territorio – ha detto in particolare Riccardi - sono legati indissolubilmente, ma se il prodotto agricolo - nel modello agricolo intensivo/industriale - ha un prezzo troppo basso, spesso sottocosto, con l'agricoltore che deve vivere di sovvenzioni più che dei frutti del suo lavoro, come si fa a dare valore alla Terra, all'acqua, al territorio, al pianeta se ciò che vi si produce non ha valore”? Da qui la necessità di attivare meccanismi che chiamino in causa cittadini, consumatori, politici, per costruire un “momento democratico” collettivo che, partendo da una corretta informazione, arrivi a modificare comportamenti di acquisto ed aiuti ad attivare le migliori esperienze (che pur ci sono) sui territori.
Per Elena Granata, invece, sono chiare le responsabilità che hanno portato alla situazione attuale: responsabilità politiche ed amministrative in primo luogo, ma anche la perdita progressiva di quella coscienza ambientalista che aveva contrassegnato gli anni passati, come se l’opinione pubblica, che non ha assistito nel tempo ai cambiamenti auspicati, si fosse assuefatta ad una deriva incontrollabile. Ma buone pratiche ed esperienze ci sono, si tratta di conoscerle e metterle in relazione tra di loro. “Abbiamo bisogno – ha detto – di una convergenza di iniziative e di attorno a progetti concreti”. Citando il progetto di pista ciclabile da Venezia a Torino (Ven.To) curato dal Politecnico di Milano, che potrebbe diventare un “volano eccezionale per iniziative di valorizzazione ecosostenibile dei territori attraversati e di recupero architettonico dei piccoli centri oggi in via di abbandono”.

Hanno portato il loro contributo al dibattito anche Luca Occhialini, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Basiliano (Udine), banca particolarmente attiva nella promozione di buone pratiche a livello locale e Damiano Di Simine, Presidente Legambiente Lombardia. Occhialini, in particolare, ha sottolineato il grande lavoro che fanno e possono fare le banche di comunità che, per vocazione, propongono una finanza per lo sviluppo e non fine a se stessa e che (in Friuli, ma non solo) sono in prima linea per difendere produzioni di eccellenza, filiere corte, gruppi di acquisto solidale. Il Presidente di Legambiente Lombardia, De Simine, dal canto suo ha invece ribadito la necessità di fare rete tra soggetti che si riconoscono in una matrice comune di salvaguardia dei territori, invitando a considerare questa tematica ormai prioritaria.

Vivace e partecipato il dibattito successivo, con gli interventi in particolare del Presidente di della BCC dell’Alta Brianza (e Presidente di Iccrea BancaImpresa) Giovanni Pontiggia e del Presidente della BCC dell’Adda e Cremasco, Giorgio Merigo. Interventi utili a comprendere come le complessità della materia (tra le quali il reddito degli agricoltori in calo, politiche “carsiche” di incentivi per le energie rinnovabili, ecc.) o problemi stratificati nel tempo (non da ultimo la difficoltà a far incontrare mondo del credito ed ambientalisti), impongano ora un cambiamento di passo che faccia tesoro degli errori del passato e consenta alle banche del territorio di proporre soluzioni innovative.
L’incontro è stata anche l’occasione per ricordare i dati di nove anni di collaborazione tra Credito Cooperativo e Legambiente per la diffusione, attraverso prestiti a tasso agevolato erogati dalle BCC e dietro istruttoria tecnica della stessa Legambiente, di fonti di energia alternativa e rinnovabile. Ad oggi questa collaborazione ha consentito di finanziare oltre 6 mila impianti per energie rinnovabili per circa 270 milioni di investimenti.

Milano, 5 settembre 2015


 

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