04/09/2015 Comunicati stampa
Il Comitato Economico e Sociale Europeo - CESE sottolinea il valore delle banche cooperative e sollecita una normativa europea adeguata. Apprezzamento del Credito Cooperativo italiano

Azzi (Federcasse): Passare da una proporzionalità caso per caso ad una proporzionalità strutturata.

Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, esprime apprezzamento per il parere di iniziativa del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE - pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea) dal titolo “Il ruolo delle banche cooperative e delle casse di risparmio nella coesione territoriale — proposte per un quadro di regolamentazione finanziaria adattato”.

In estrema sintesi, il CESE ritiene che nella transizione in atto verso nuovi modelli di attività bancaria e non bancaria di natura finanziaria, sia indispensabile preservare la “biodiversità” del sistema finanziario senza che ciò implichi arbitrarietà nell’applicazione delle norme.

“Le banche in cui prevale il valore per l’azionista (shareholder’s value) - si legge nel parere - devono essere complementari, in modo efficiente, alle banche in cui prevale il valore per le parti interessate (stakeholder’s value) attraverso le attività all’ingrosso, al dettaglio e d’investimento. Soltanto in questo modo sarà possibile pervenire a un ecosistema finanziario stabile ed efficace, che contribuisca appieno allo sviluppo dell’economia reale”.
“Il problema principale – si legge ancora - continua a riguardare l’adeguata applicazione del principio di proporzionalità nella nuova regolamentazione bancaria (specialmente in rapporto alla direttiva sui requisiti patrimoniali — CRD IV, e al regolamento sui requisiti patrimoniali — CRR). Questo implica che bisognerebbe applicare i requisiti più stringenti alle banche che operano a livello globale, requisiti rigorosi alle banche paneuropee (che hanno carattere sistemico in Europa) e requisiti più flessibili alle banche nazionali e locali (garantendo un livello adeguato di protezione per il consumatore)”.

Mettendo in guardia dagli “effetti drammatici che il persistere della stagnazione e il rincaro del credito alle PMI e alle famiglie possono avere per il futuro dell’Unione europea”, il CESE ricorda poi il valore dell’esperienza bancaria cooperativa, significativa in tempi di crisi: “nessuna banca cooperativa – si legge ancora – è stata oggetto di una procedura concorsuale nella UE. Le banche cooperative detengono circa il 20% della quota di mercato in termini di depositi; in paesi come l’Italia, la Francia, la Germania e i Paesi Bassi finanziano tra il 25 ed il 45% dei prestiti alle PMI e la loro quota di depositi è aumentata in modo costante nel corso degli ultimi anni, fatto che costituisce un importante segnale di fiducia verso questo tipo di organismi”.

“Questo parere – sottolinea il Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi – ci incoraggia a proseguire sulla linea di lavoro che seguiamo da anni anche in collaborazione con gli altri sistemi bancari cooperativi europei. Il nostro obiettivo è che si possa finalmente passare da una proporzionalità caso per caso ad una proporzionalità strutturata”.
“Mentre si apre la fase di revisione della CRD IV e del CRR che avrà luogo nel 2017 – prosegue il Presidente di Federcasse – il parere del CESE sollecita a valutare l’impatto che le norme bancarie europee potranno avere sulle banche considerate “meno significative” sotto il profilo del rischio ed, attraverso di esse, sull’economia reale. In risposta alla consultazione avviata lo scorso luglio dalla Commissione UE e che si chiuderà il prossimo 7 ottobre, forniremo dati quantitativi a conferma dell’importanza di mantenere ed anzi confermare lo SME Supporting Factor e di prevedere forme concrete e strutturali di proporzionalità che sono mancate nella prima fase di realizzazione dell’Unione Bancaria”.

Roma, 4 settembre 2015

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