29/07/2015 Comunicati stampa
Processo di riforma del Credito Cooperativo. Federcasse continua a lavorare sul piano normativo. L'elaborazione dei profili industriali dopo la definizione del quadro legislativo

Nota di Federcasse a margine della Conferenza stampa organizzata oggi a Milano
da Cassa Centrale Banca.

“Prendiamo atto dell'iniziativa della Cassa Centrale Banca che ha presentato oggi a Milano
le linee del proprio Progetto di Gruppo Bancario Cooperativo. In questo momento, il centro
dell'attenzione e la priorità continuano però ad essere la definizione delle nuove regole, senza
le quali le iniziative industriali mancano di riferimenti essenziali. L'impegno di Federcasse, come
noto, è sul piano normativo e non su quello industriale, che non le compete”. Così Federcasse,
la Federazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, in una Nota diffusa oggi dopo la
Conferenza stampa che la Cassa Centrale Banca ha tenuto presso la sede di Borsa Italiana.
Federcasse ha come missione la tutela degli interessi generali del Credito Cooperativo, di
tutte le componenti del sistema e in questo passaggio “storico” di collaborazione con le
Autorità per la definizione di regole sostenibili, adeguate a valorizzare ulteriormente un modo
originale di fare banca con finalità mutualistiche. Ma soprattutto Federcasse ha come missione
l’unità del Credito Cooperativo italiano, obiettivo strategico più volte unanimemente ribadito
negli ultimi mesi dal Consiglio Nazionale.

L’unità del Credito Cooperativo italiano – oltre ad essere una scelta strategica
lungimirante – è motivata da ragioni economiche, industriali, di stabilità.
La riforma delle BCC, è stato più volte ribadito da Federcasse, dovrà portare ad un’unica
realtà di dimensioni idonee ad attrarre capitali esterni, a investire consistentemente in
innovazione e sviluppo, a prevenire e sostenere eventuali criticità. In altri Paesi dell’Unione
Europea le riforme normative realizzate negli anni scorsi e dirette a conseguire livelli via via
più intensi di coesione e integrazione hanno puntato a formare gruppi unici, raccogliendo
frutti lusinghieri. E non c’era ancora l’Unione Bancaria.

La presenza di più gruppi bancari cooperativi porta intuitivamente ad una
frammentazione che indebolisce tutto il sistema, ad affievolire la propria capacità di stare sul
mercato, ad una nefasta concorrenza interna, al rischio di escludere una parte delle BCC.
“Questa è la fase - continua la Nota - nella quale accompagnare nel tratto finale del
percorso di riforma la proposta originale, rapida e organica che il Credito Cooperativo ha
consegnato alle Autorità come contributo alla riforma del Testo Unico Bancario per la parte
che disciplina le BCC. Una proposta che esalta la biodiversità, che prevede già in norma
primaria l’autonomia per la singola banca cooperativa commisurata alla propria
meritevolezza, che conferma la sovranità delle basi sociali se la propria BCC è in buone
condizioni di salute. Quando il nuovo quadro legislativo e regolamentare sarà completato si
potrà passare alla elaborazione definitiva dei profili industriali che non potranno non tener
conto della profonda modifica normativa in preparazione”.

“Mentre sorprende la cornice scelta oggi dalla Cassa Centrale Banca per la propria
presentazione, Federcasse afferma di non conoscere piani industriali tecnicamente tali e resta
come sempre disponibile a discutere e confrontarsi. Ma l'impegno di Federcasse - conclude la
Nota – non può non continuare ad essere quello della ricerca dell'unità del Credito Cooperativo,
considerata come la soluzione maggiormente rispondente alle sollecitazioni poste dalle
Autorità ed in grado di sostenere le crescenti pressioni normative che giungeranno anche nei
prossimi anni dai regolatori europei. L’unità, la coerenza, la stabilità e l’efficienza sono le chiavi
per affrontare in modo adeguato e lungimirante l’Unione Bancaria e accrescere la capacità di
servizio a soci e territori”.

Roma, 29 luglio 2015

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