19/02/2015 Comunicati stampa
Parere Comitato Economico e Sociale Europeo: banche cooperative essenziali per preservare biodiversità sistema finanziario
Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ha discusso e approvato ieri a Bruxelles un parere di iniziativa su “Il ruolo delle banche cooperative e delle casse di risparmio nella coesione territoriale”. Il CESE ritiene indispensabile preservare la “biodiversità” del sistema finanziario, senza che questo implichi arbitrarietà nell’applicazione delle norme.

Il parere giunge al termine di un importante lavoro di analisi ed approfondimento sui sistemi bancari europei, coordinato da Carlos Trias Pinto (direttore dell’Asociación General de Consumidores, ASGECO – Spagna) che si era avviato nello scorso mese di luglio. Rappresenta un importante indirizzo sul tema, oggi come non mai di stringente attualità.

Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) condivide le analisi e le conclusioni del parere presentato dal CESE, in linea con quanto da anni sostenuto e rappresentato presso le sedi di produzione normativa europea.

In particolare, Il CESE riconosce “gli sforzi compiuti dalla Commissione europea nel prendere in considerazione, nella nuova regolamentazione finanziaria, la specificità delle banche cooperative e delle casse di risparmio, evitando le conseguenze indesiderate derivanti dall’uniformità nell’applicazione delle norme prudenziali e il possibile eccesso di oneri amministrativi”.

Ciononostante - si legge nel parere – “il problema principale continua a riguardare l’adeguata applicazione del principio di proporzionalità nella nuova regolamentazione bancaria (specialmente in rapporto alla direttiva sui requisiti patrimoniali – CRD IV – e al regolamento sui requisiti patrimoniali – RRC -), che il Comitato di Basilea ha invece proposto di applicare in modo proporzionale, conformemente ai Trattati dell’Unione europea. Questo implica che bisognerebbe applicare i requisiti più stringenti alle banche che operano a livello globale, requisiti rigorosi alle banche paneuropee (che hanno carattere sistemico in Europa) e requisiti più flessibili alle banche nazionali e locali (salvaguardando la stabilità del sistema finanziario)”.

Il CESE sollecita pertanto l’utilizzo di parametri oggettivi che giustifichino una regolamentazione specifica per ogni modello di attività. Fondamentalmente, questi parametri sono i risultati economici e finanziari, il contributo all’economia reale, la gestione del rischio e la governance.




Si tratta di un’opportunità per le cooperative di credito – tiene a ribadire il parere - “per rafforzare il vantaggio concorrenziale attraverso le loro funzioni economiche, sociali e territoriali, in modo che l’Europa possa ritrovare la strada di una crescita sostenibile mediante un’adeguata combinazione di finanziamento a breve e a lungo termine”. Potenziando quei modelli bancari “che permettono il radicamento del sistema finanziario nell’economia reale, apportando stabilità e ricchezza”.

Il CESE lancia infine un appello per un ritorno all’attività tradizionale (back to basics). L’esperienza – conclude il parere – ha dimostrato che la diversità, la dispersione e la ripartizione dei rischi sono fattori positivi per il sistema finanziario europeo. “Per questo motivo è opportuno riservare un trattamento speciale alle casse di risparmio e alle banche cooperative al momento di applicare le norme prudenziali, tenuto conto del fatto che questi istituti costituiscono il modello di banca chiesto dai cittadini europei, basato su una gestione responsabile e solidale fondata sui principi e valori dell’economia sociale”.

Roma, 19 febbraio 2015

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