01/12/2014 Comunicati stampa
Banche Cooperative Europee e PMI, appello all'Unione Europea. Azioni concrete per l'economia reale

Documento congiunto presentato oggi a Bruxelles nell’ambito del Forum
“Co-operative Banks: a model to finance the real economy”.

“Le Banche Cooperative. Un modello per finanziare l’economia reale” è il tema del Forum tenutosi oggi a Bruxelles ed organizzato dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CES), con la collaborazione dell’Associazione delle Banche Cooperative Europee (EACB), della Associazione Internazionale delle Banche Popolari (CIBP), della Associazione Europea delle Piccole e Medie Imprese (UEAPME) e di Unico Banking Group.

Al Forum ha partecipato per Federcasse (l’Associazione Italiana delle BCC e Casse Rurali) il Direttore Generale Sergio Gatti. Ribadendo il ruolo delle PMI nella tenuta delle economie reali, Gatti ha sottolineato: “Se le PMI sono imprese speciali è necessario che lavorino con banche speciali. Banche che abbiano la voglia e la capacità valutare con attenzione la piccola impresa, di impegnarsi a sostenerne i più elevati costi di transazione e di monitoraggio, di accompagnarle anche in periodi difficili”. “Queste banche – ha proseguito il Dg di Federcasse - sono le banche cooperative, la cui particolarità è di essere al servizio dei soci e dei clienti per un motivo fondamentale: sono stakeholder banks, nel loro DNA non è presente l’interesse a massimizzare il profitto a breve termine o il profitto tout court ma ad offrire il miglior servizio compatibile con la economic viability di lungo periodo”.

Il Forum è stato occasione per presentare il Patto per lo sviluppo siglato dall’Associazione delle Banche Cooperative Europee (EACB) e dalla Associazione Europea delle Piccole e Medie Imprese (UEAPME), documento congiunto finalizzato a ribadire il ruolo essenziale delle banche cooperative per il sostegno non solo all’economia reale, ma - all’interno di esso - al grande tessuto delle micro e medie attività produttive, vera ossatura del sistema produttivo europeo.

“Banche Cooperative e PMI europee – si legge nel Documento – chiedono all’Unione Europea di riconoscere il ruolo cruciale da loro svolto per sostenere l’economia reale. Banche Cooperative e PMI rappresentano difatti il 99,8% delle imprese attive nel vecchio continente, di cui circa il 92% con meno di dieci dipendenti. Imprese - continua la nota congiunta – maggiormente radicate in attività non finanziarie e che pertanto hanno un impatto cruciale sul welfare, la crescita economica e l’innovazione”.

“Attraverso il loro modello distintivo, basato sulla prossimità alle comunità locali – continua la nota – le Banche cooperative sono le partner privilegiate delle PMI. Per fare un esempio, in alcuni Paesi come Italia, Francia, Germania e Olanda, una quota tra il 25 e il 45% dei prestiti alle PMI sono garantiti dalle Banche Cooperative, che arrivano anche alla quota del 50% di clientela. In questo contesto le banche cooperative hanno garantito liquidità e stabilità al sistema economico, sin dallo scoppio della crisi”.

“Per questo - prosegue la nota - è molto importante che i flussi di finanziamento alle PMI da parte delle Banche Cooperative non venga indebolito da una regolamentazione dannosa. Una regolamentazione su misura che risponda ai bisogni finanziari dell’economia europea rimane pertanto un obiettivo centrale”.

“Nell’ambito delle Consultazioni avviate dalla Commissione Europea per rafforzare la politica europea a favore delle PMI e delle Imprese nel quinquennio 2015 – 2020, l’Associazione delle Banche Cooperative Europee e quella delle Piccole e Medie Imprese avanzano ai Regolatori europei le seguenti raccomandazioni:
1. Porgere costante attenzione alla applicazione dei criteri di proporzionalità nel nuovo sistema regolamentare, al fine di evitare impatti non voluti e dannosi sulla banche cooperative e, di riflesso, sulla loro possibilità di erogare impieghi a favore delle economia locali;
2. Definire livelli di leverage ratio differenziati in ragione dei diversi modelli di business, profili di rischio, tipologie di portafoglio degli intermediari;
3. Ri-definire requisiti patrimoniali che non riducano la possibilità di erogare crediti alle PMI;
4. Sviluppare nuove forme di finanziamento per le PMI anche attraverso la promozione di operazioni di cartolarizzazione;
5. Evitare l’insorgenza di oneri amministrativi e di costi per l’adeguamento normativo sproporzionati ed insostenibili.

Bruxelles, 1 dicembre 2014










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