15/09/2014 Comunicati stampa
La mappa e il futuro della finanza che include e genera ricchezza: l'esperienza delle BCC nel rapporto italiano del G8 "Social Impact Investment" taskforce

La presentazione oggi a Roma in contemporanea con gli altri Paesi del G8.

E’ stato presentato questa mattina a Roma – in contemporanea con gli altri Paesi membri del G8 (con esclusione della Russia) – il Rapporto internazionale “The invisible heart of markets - "How impact investing is harnessing innovation and capital for public good¨ ed il Rapporto Italiano “La finanza che include. Gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia”.

L’evento, presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, è stato aperto da un indirizzo di saluto della Presidente della Camera dei Deputati on. Laura Boldrini cui hanno fatto seguito l’introduzioe di Giovanna Melandri (Presidente dell’Advisory Board Italiano Social Impact Investment Task Force), del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba, del Presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini. E’ intervenuto Mauro Bonaretti, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio.

Per finanza ad impatto sociale si intendono tutti quei prodotti e servizi di carattere finanziario che, destinati in via diretta a persone o fasce sociali tradizionalmente escluse dai consueti ambiti di investimento, sono in grado di garantire un ritorno di carattere economico e di innescare un circuito virtuoso in grado di autoalimentarsi. Annunciata dal primo ministro britannico David Cameron nel giugno 2013, la “Social Impact Investment Taskforce” ha in questi mesi analizzato nel dettaglio, grazie al lavoro dei singoli Advisory Boards nazionali, il complesso delle iniziative già in atto e degli interventi possibili per accrescere la finanza finalizzata a garantire sviluppo ed inclusione socio economica.

Ai lavori dell’ Advisory Board Italiano ha partecipato attivamente il Credito Cooperativo attraverso Federcasse, portando nello specifico la vasta esperienza delle “community banks” italiane, le BCC. Tra le “buone pratiche” inserite nel Rapporto Italiano promosse dal Credito Cooperativo, figurano - tra gli altri – i “social bond” emessi dalle BCC, i programmi di microcredito (molti dei quali sviluppati in collaborazione con partner locali come le Diocesi), iniziative di microfinanza in ambito internazionale (Microfinanza Campesina in Ecuador e finanziamenti di medio-lungo termine in Togo), come anche un originale strumento di misurazione proprio dell’impatto (sociale, economico, ambientale e democratico) delle BCC, la cosiddetta “metrica mutualistica”.

Il Rapporto evidenzia come – rispetto alla stima proposta delle prospettive di crescita del mercato della finanza d’impatto, che potrebbe arrivare in Italia a 250 miliardi di euro nel 2020 – il peso della finanza cooperativa ne esprimerà ben oltre i due terzi del totale e le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali almeno il 60%.

“Il protagonismo delle BCC nella finanza d'impatto – ha detto il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi - si affianca al ruolo rilevante complessivo, anche in termini di quote di mercato e partecipazione in tutti i principali settori dell'economia reale "labour intensive" come le micro e piccole imprese, l'artigianato, l'agricoltura». Gli impieghi erogati dalle BCC italiane rappresentano infatti il 22,5% del totale dei crediti alle imprese artigiane, l’8,7% alle Famiglie, il 17,7% alle piccole imprese familiari, l’8,7% delle Società non finanziarie, il 13% alle Istituzioni senza scopo di lucro (Terzo Settore).

Il Credito Cooperativo ha inoltre contribuito alla definizione di un apposito “subject paper” dedicato all’esperienza di sostegno alle cooperative giovanili che hanno in gestione beni confiscati alle mafie. Tema particolarmente attuale e di grande interesse per altri paesi membri del G8, alla luce anche della recente direttiva della Commissione Ue sull’utilizzo a fini di utilità sociale di beni sottratti alla criminalità organizzata.

Il Rapporto Italiano dell’Advisory Board è stato realizzato con il contributo editoriale dell’ Ecra, la casa editrice del Credito Cooperativo.

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