18/05/2012 Comunicazione
La scomparsa di Antonio Tancredi

Ieri, 17 maggio, è venuto a mancare l’on. Antonio Tancredi, presidente e fondatore della Banca di Credito Cooperativo di Teramo, nonché – dal luglio dello scorso anno – presidente della Federazione Abruzzo e Molise delle BCC e componente il Consiglio Nazionale di Federcasse.
Figura carismatica, Tancredi è stato una di quelle persone che hanno davvero segnato un’epoca. Per la sua costante attenzione ai temi ed ai problemi del territorio. Ma soprattutto per una grande capacità di “guardare oltre” il particolare, per immaginare scenari nuovi.
Tancredi ha speso gran parte della sua vita a favore non solo della sua Teramo, ma di tutto l’Abruzzo: dalla creazione, nei primi anni 90, della Università autonoma di Teramo con l’obiettivo di costruire cultura e formazione autentica delle giovani generazioni; la lunga carriera politica, prima a livello locale e poi nazionale come Deputato dal 1979 al 1994. Alla Camera ha fatto parte delle commissioni Sanità, Lavori Pubblici ed Istruzione. Impegnandosi in prima persona per far uscire il suo Abruzzo da una condizione di secolare isolamento non solo culturale, ma anche fisico, si è impegnato prevalentemente per le leggi sulla grande viabilità ed ha curato con successo il completamento della rete autostradale regionale, insistendo per realizzare i lavori del traforo del Gran Sasso e collegare, finalmente, Teramo alla Capitale. Inoltre, è stato anche relatore della prima legge per la costruzione del Laboratorio Scientifico del Gran Sasso, oggi punto di eccellenza nella ricerca.
In questa pluriennale attività su vari fronti, spicca l’attenzione alla cooperazione di credito, culminata con la fondazione, nel 1996, della Banca di Credito Cooperativo di Teramo, di cui è stato presidente fino a pochi giorni fa. Una sua creatura che ha portato benessere e sviluppo, non solo economico, alle comunità di riferimento. E che oggi è patrimonio diffuso, ricchezza di cultura cooperativa e democrazia economica.
Assertore convinto della funzione economica e sociale della cooperazione di credito, con entusiasmo si era anche fatto promotore di un fecondo gemellaggio con una banca cooperativa di un paese lontano, Cipro. La banca si chiama “Banca cooperativa di Strovolos” e si trova nel distretto della capitale, Limassol. Così il presidente della banca cipriota ricorda l’amico Antonio in una lettera scritta dopo la sua scomparsa: “E’ stato l’uomo che aveva dentro di sé l’umanità ed i principi del credito cooperativo, con sensibilità e sogni per un oggi migliore, e per un domani di speranza”.

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