10/12/2010 Eventi
CSR Bassa Valsugana: Rapporto 2010 sull'economia locale

Organizzato dalla Cassa Rurale Bassa Valsugana, in collaborazione con la società Scouting Spa, si è svolto a Tezze un incontro per illustrare il Rapporto 2010 sullo stato dell’economia in Valsugana.

All’incontro erano presenti una quarantina di imprenditori del Trentino e del Veneto.

Su incarico della Cassa Rurale Bassa Valsugana e delle altre due Casse Rurali che operano sul medesimo territorio, Scouting ha raccolto in forma anonima 400 bilanci delle imprese locali.

I dati raccolti evidenziano che il comparto più rappresentato dalle aziende del territorio è l’edile-immobiliare (36%), seguito dal manifatturiero e commerciale (20%). I comparti che hanno sofferto maggiormente lo scorso anno sono stati il manifatturiero e la trasformazione alimentare.


Se si considera la forma giuridica, metà del campione è rappresentato da società di persone o ditte individuali, mentre il 43% sono società di capitale (srl o spa). Dal punto di vista dimensionale, il 60% è costituito da piccole imprese che non superano il milione di euro di ricavi. Il 65% del totale delle aziende del campione si caratterizza per una buona forza industriale, in crescita rispetto al 2008.

Non bisogna però dimenticare che la metà delle imprese locali registra un eccessivo ricorso al debito rispetto al capitale proprio. Ciò rischia di rendere complicato il percorso di crescita futuro.


Per quanto concerne la capacità di generare cassa si rileva che circa il 65% del campione ha prodotto nel 2009 sufficiente cassa per coprire le uscite monetarie fisse (costo del personale, canoni di leasing e locazione, oneri finanziari…). Il 26% ha dovuto invece far ricorso a prestiti bancari. Il 9% non ha generato liquidità dalla propria attività ordinaria.


In generale le imprese della Bassa Valsugana hanno visto crescere la propria esposizione bancaria, passando da 1,6 del 2008 a 1,7 milioni di debito netto nel 2009.


È importante sottolineare però che nel corso del 2009 le imprese del campione sono tornate a generare cassa, rispetto al biennio precedente, in cui hanno sofferto parecchio: su 254 aziende 42 hanno operato autonomamente, in assenza di debito bancario, 75 hanno dimostrato di poter restituire il proprio debito bancario (in assenza di investimenti ulteriori) in meno di 5 anni, 20 in meno di 10 anni, 27 in più di 10 anni.


I pericoli della crisi economica non sono ancora del tutto alle spalle. I dati raccolti evidenziano però lo sforzo positivo con cui si sta affrontando questa fase, reagendo al calo dei ricavi del 2009 e rivolgendo una maggiore attenzione ai costi.


“Con le sue luci e le sue ombre questa indagine contiene in germoglio la realtà futura”, hanno affermato il presidente Silvio Stefani e il direttore Paolo Gonzo della Cassa Rurale, che auspicano “un maggior coinvolgimento e una rinnovata responsabilità sociale da parte di tutti gli attori nella crescita del nostro territorio”.

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