23/11/2010 Iniziative
CC Mediocrati presenta il 6° Rapporto sull’economia cosentina e calabrese
Per il sesto anno consecutivo il Credito Cooperativo di Mediocrati ha redatto con la collaborazione dell’istituto di ricerca Demoskopika il Rapporto sull’economia cosentina e calabrese.

Il documento è strutturato in due sezioni principali: la prima è dedicata agli aspetti strutturali del sistema economico locale, con un’analisi pluriennale delle principali grandezze economiche che lo caratterizzano; la seconda sezione riporta i risultati dell’indagine condotta sul campo e che coinvolge un campione di imprese della provincia e dell’area territoriale del CC Mediocrati.
Ogni anno, inoltre, viene prodotto un focus dedicato ad un argomento specifico. Quest’anno il tema scelto è stato quello del peso della criminalità sul mondo imprenditoriale
Alla presentazione ufficiale del rapporto, con il presidente della BCC Nicola Paldino e il direttore di Demoskopika Nino Floro, hanno partecipato: il direttore della sede regionale della Banca d’Italia Francesco Pierro; il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti; il presidente di Confindustria Cosenza Renato Pastore; la vice presidente della Giunta regionale Antonella Stasi e il procuratore della Repubblica di Bologna, già procuratore aggiunto Antimafia, Emilio Ledonne. Ha moderato il giornalista Gennaro Cosentino.
“La situazione congiunturale rispetto alla rilevazione precedente purtroppo non registra alcun significativo miglioramento”, ha dichiarato il presidente Paldino. “A ciò si aggiunga la persistente inefficienza della pubblica amministrazione che continua a essere un pesante ostacolo allo sviluppo specialmente in una economia come quella calabrese fortemente dipendente dalle risorse pubbliche che rappresentano oltre un quarto della ricchezza prodotta nell’intera regione.”
Benché arrivino segnali importanti dal volume di affari e dalla propensione agli investimenti, per la maggioranza degli imprenditori le difficoltà da superare sono ancora molte prima di poter imboccare la via della ripresa.
Uno degli ostacoli principali è costituito dalla pervasiva presenza della criminalità organizzata. Dal rapporto, infatti, emerge che estorsioni, usura e appalti pubblici rendono alla ’ndrangheta introiti per un valore di 5,4 miliardi di euro.
Ovviamente questo non fa che intimorire sia chi vorrebbe tentare di inserirsi nel sistema imprenditoriale, sia chi ne è già parte attiva: il sondaggio calcola che più del 27% degli operatori economici calabresi non si sente al sicuro a causa dell’elevata diffusione delle attività criminali nel proprio ambito operativo. Il 25% degli intervistati dichiara che il fatturato della propria azienda sarebbe maggiore se essa fosse ubicata in un contesto territoriale più sicuro e libero da pressioni. Per alcuni imprenditori, la maggiore sicurezza si tradurrebbe addirittura in un 20% in più di fatturato.
Un dato positivo però emerge dall’indagine: ben otto imprenditori su dieci dichiarano la propria ferma volontà di combattere il problema e di non abbandonare il territorio
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