13/07/2010 Unione Europea
Ue: il regime fiscale delle cooperative non è aiuto di Stato

“Non può essere considerato come aiuto di Stato il regime fiscale delle società cooperative di produzione e lavoro, volto a esentare il reddito corrispondente al profitto prodotto con il lavoro dei soci”. È questa una delle conclusioni a cui giunge l’avvocato generale della Corte di giustizia europea, Niilo Jaaskinen, alle questioni pregiudiziali che la Corte di Cassazione italiana ha presentato ai giudici europei, in relazione ai vantaggi fiscali concessi alle società cooperative di produzione e di lavoro, e se essi possono essere considerati aiuti di Stato. I

n realtà, l’avvocato generale suggerisce in prima battuta ai giudici europei “di dichiarare irricevibili le questioni pregiudiziali presentate dalla Corte di Cassazione in quanto - spiega - si tratta di un problema in cui non è evidente il collegamento con il diritto dell’Unione europea”. In subordine, nel caso in cui la Corte Ue intendesse pronunciarsi, l’avvocato generale suggerisce di limitarsi alla questione posta all'articolo 11 del Dpr 601 del 1973 sul trattamento tributario specifico per le cooperative di produzione lavoro. In sintesi, l’avvocato generale spiega che la partecipazione degli azionisti o dei soci in una società di capitali è una partecipazione limitata al conferimento di capitali. Per contro, dice, il rapporto mutualistico o un rapporto di scambio è tipico di una società cooperativa. La differenza di trattamento fiscale si fonda sulla differenza che esiste tra questi rapporti. Inoltre, dice, il regime fiscale delle società cooperative di produzione e lavoro non può essere considerato selettivo, in quanto queste società non si trovavano in una situazione paragonabile a quella delle società a scopo di lucro, né a quella delle altre società cooperative.

La normativa fiscale sulle cooperative - conclude – “può essere giustificata dalla natura o dalla struttura del sistema impositivo nazionale applicato alle società cooperative di produzione e lavoro. Infatti, le agevolazioni fiscali a loro destinate paiono la diretta conseguenza dei principi fondatori e guida del sistema fiscale italiano”. Spetta ora alla Corte Ue pronunciarsi. (ANSA).

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