06/03/2009 Eventi
A Parigi la Conferenza CESR 2009 sul futuro dei mercati finanziari

Il 23 febbraio scorso si è tenuta a Parigi la Conferenza 2009 del CESR - Commitee of European Securities Regulators (il Comitato di coordinamento fra le autorità di vigilanza sui mercati finanziari della Ue) sul tema “Preparare il futuro. Verso una nuova regolamentazione dei mercati finanziari”.
La conferenza ha inteso offrire un momento di riflessione circa le aspettative del mercato su come l’attuale impianto di vigilanza possa contribuire efficacemente alla soluzione della crisi finanziaria che in questo periodo sta coinvolgendo, a tutti i livelli, le diverse economie.

In particolare, Eddy Wymeersch (presidente del CESR), nell’intervento di apertura, ha sottolineato come il punto fondamentale della questione non sia tanto, o solo, il coordinamento delle singole autorità locali, bensì l’assicurare che le regole statuite dall’Ue siano applicate nei singoli paesi membri il più uniformemente possibile. Situazione che, purtroppo, a detta dello stesso Wymeersch, è risultata disattesa in diverse circostanze. Al fine di rendere effettiva e concreta l’azione del CESR è, dunque, inevitabile una ridefinizione del ruolo e delle funzioni del Comitato e non ultimo degli strumenti a disposizione di quest’ultimo, che attualmente si limitano a inviti formali agli Stati membri ad adottare regole maggiormente conformi con le posizioni comuni o richieste di chiarimenti sulle scelte difformi. C’è chi auspicherebbe una riorganizzazione ancora più ampia del sistema di regolamentazione europeo, ipotizzando un organismo centrale di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari sulla scorta del modello Bce. Naturalmente, la realizzazione di tale soluzione presuppone una volontà politica che attualmente non è ancora maturata.

Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha invece sottolineato come, nonostante per quasi tutto il periodo di tensione finanziaria il flusso netto del credito nell’Eurozona sia rimasto di segno positivo, nelle ultime settimane siano emersi i primi segnali di un calo dell’offerta di credito. Il sistema finanziario sta compromettendo la ripresa dell’economia reale e, allo stesso tempo, la recessione sta aggiungendo pressioni sul sistema finanziario. Secondo Trichet si devono sorvegliare attentamente gli sviluppi del fenomeno: se questi atteggiamenti diventassero estesi nel sistema bancario, comprometterebbero la ragion d’essere del sistema come un insieme.
Le indicazioni positive arrivano dal settore delle obbligazioni “corporate”. A gennaio le emissioni di bond di imprese non finanziarie ha toccato un livello da record. Banche e istituzioni finanziarie private “hanno un importante responsabilità da assolvere: continuare a prestare all’economia”, ha detto Trichet. Che ha concluso affermando che l’auspicata riforma del sistema di regolamentazione e supervisione europeo, finalizzata all’accrescimento della stabilità del sistema finanziario globale, deve essere focalizzata su tre obiettivi: sostenibilità nel lungo termine, “elasticità”, visione complessiva (“olistica”).

La Conferenza, coordinata nella prima parte della mattina dal presidente dell’Autorità sui mercati finanziari francese (AMF), Jean-Pierre Jouyet, e successivamente dal presidente dell’Autorità sui mercati finanziari portoghese (CMVM), Carlos Tavares, ha visto gli interventi del professor Luigi Spaventa dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, che ha richiamato la necessità, oltre a quella di individuare soluzioni “tecniche”, di prevedere linee guida “politiche” forti; del presidente di Standard & Poor’s, Deven Sharma, che ha sottolineato come l’espressione del rating rifletta la cosiddetta “best opinion” circa un determinato emittente sulla base delle informazioni disponibili in quel momento; del presidente del Hedge Funds Standard Board, Antonio Borges, che ha spiegato come, in un momento in cui tutti i principali players uscivano dal mercato, il ruolo degli hedge funds sia stato quello di rimanere attivi a sostegno delle contrattazioni.
Il presidente dell’Autorità sui mercati finanziari olandese (AFM), Hans Hoogervorst, ha invece auspicato una immediata riforma del sistema di vigilanza europea dei mercati finanziari che risulterebbe esposta ad un’eccessiva frammentazione dell’autorità. Tra i rappresentanti italiani intervenuti ai lavori, Stefano Micossi, direttore generale di Assonime, ha ravvisato la necessità di una maggiore uniformità nel recepimento della normativa europea, nelle legislazioni nazionali dei singoli stati membri, attraverso l’emanazione di regole applicative comunitarie.
Il presidente della Commissione europea affari economici e finanziari (ECON), Pervenche Bères, ha dichiarato, infine, che l’iniziativa legislativa deve risultare rapida e adeguata al fine di garantire la stabilità finanziaria dei mercati.

I lavori sono proseguiti nel pomeriggio in tre sessioni parallele di workshop.
Nella sessione A dei lavori - New developments in EU Investment Management - si è illustrata la proposta di definizione di un “prospetto” standard per gli investitori retail (KID) e si sono affrontate alcune tematiche relative alla prossima introduzione della direttiva UCITS IV.
Nella sessione B - Enforcement Powers in the EU si è discusso sulla opportunità di un rafforzamento e maggior coordinamento dei diversi regulators europei.
Nella sessione C - Accounting si è affrontato il tema legato al concetto di fair value in una situazione di crisi finanziaria del mercato


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