27/05/2008 Eventi
L'assemblea di Confcooperative conferma Marino alla presidenza

Luigi Marino è stato riconfermato alla guida della Confcooperative. L’elezione, all’unanimità, è avvenuta al termine dell’assemblea annuale, tenutasi a Roma, all’Auditorium della Tecnica, il 17 e 18 aprile scorso. Oltre 800 i delegati in rappresentanza delle circa 20 mila imprese aderenti e ricchissimo il parterre istituzionale presente alla parte pubblica.

Tra gli altri, esponenti del governo uscente, con il vice premier Francesco Rutelli e i ministri Cesare Damiano, Linda Lanzillotta e Paolo De Castro, e leader di quello che sarebbe divenuto il quarto Governo Berlusconi, il ministro in pectore all’Economia Giulio Tremonti, gli onorevoli Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi. E, ancora, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e il presidente di Legacoop, Giuliano Poletti.

I lavori sono stati introdotti dal presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, a cui era stato affidato il compito di presiedere l’assemblea. “In questi anni - ha affermato Azzi - la cooperazione ha dimostrato di aver fornito un contributo concreto alla crescita e allo sviluppo del nostro Paese, incrementando tra l’altro l’occupazione. Nella finanza, in particolare, essa ha costruito e distribuito fiducia, finanziando l’economia reale e non la speculazione fine a se stessa”. E ha concluso: “Se il sistema cooperativo saprà continuare a competere nel mercato, assicurando efficienza ed efficacia; se saprà coltivare ed attualizzare la tensione ideale che lo spinge; se potrà continuare a contare su condizioni normative e regolamentari che, riconoscendone la specificità, parifichino il terreno di gioco tra i diversi operatori, allora io credo davvero che la cooperazione potrà essere per l’Italia uno strumento di sviluppo”.


La parola è quindi passata al presidente Luigi Marino, il quale ha fatto riferimento all’esito elettorale del 13-14 aprile, che ha consegnato un’Italia “molto più bipolare di altre democrazie europee”, per affermare che la prossima legislatura deve “guardare con realismo e coraggio alle necessità dell’Italia”. E anche delle cooperative. Partendo da tre premesse: il rispetto per la cooperazione, bene di tutto il Paese, che - ha ricordato - ci è stato assicurato nell’incontro pre-elettorale”; la fine delle ‘etichettature’ perché non ci siano più “cooperative rosse, e neanche cooperative bianche, o di altri colori, ma semplicemente cooperative”; il superamento del falso mito sulle agevolazioni fiscali di cui godrebbero le cooperative che, “al contrario di quanto si ritiene comunemente”, pagano tutte le tasse “e in cambio hanno un regime che blocca gli utili”. Marino ha, in modo provocatorio, rinnovato la proposta che tutte le imprese italiane abbiano lo stesso regime fiscale delle cooperative, perché - ha sottolineato - “non si può essere indulgenti con i grandi e severi con i piccoli”. Questo senza tacere sulle “pseudo” cooperative che “danno pretesto ad aggredire la cooperazione”, e nei cui confronti è necessario “bandire ogni tolleranza e ogni timidezza nel denunciare e contrastare chi le fa e chi ne trae vantaggio”.
Infine, l’altro messaggio che il presidente di Confcooperative ha inviato al nuovo governo è quello di promuovere una “politica per la crescita secondo un’esigenza che non è specifica delle cooperative, ma di tutto il sistema economico italiano”. Per quanto riguarda la realtà cooperativa, Marino ha fatto presente come, a dispetto dei pregiudizi e del provincialismo di chi pensa che le nostre cooperative siano cresciute troppo nella dimensione o nelle quote di mercato, il confronto con gli altri paesi della Ue dimostri, al contrario, che la cooperazione italiana “deve crescere”. In particolare, “le imprese cooperative hanno il dovere di crescere quando una dimensione maggiore è necessaria a svolgere meglio l’attività mutualistica”. Una crescita che, ovviamente, non deve essere solo dimensionale, ma anche qualitativa: “Il movimento cooperativo ha la missione di proporre ad altri lavoratori, imprenditori, utenti e consumatori, di crescere come imprenditori insieme, di espandere responsabilità e solidarietà”. “L’Italia - ha concluso Marino - ha bisogno di più cooperazione. È una sfida che noi - come cooperatori, e come italiani - vogliamo vincere”.
Tra i tanti interventi degli ospiti, che si sono alternati sul palco dopo il presidente di Confcooperative, ricordiamo quello di Giancarlo Poletti, presidente di Legacoop, che ha segnato un ulteriore passo in avanti nei rapporti tra le due associazioni cooperative. Poletti ha affermato di condividere pienamente la relazione di Marino e ha fatto proprio l’invito di quest’ultimo a convenire su una visione nitida e chiarificatrice dei caratteri costitutivi e imprescindibili della cooperazione autentica, per permettere un confronto costruttivo con la politica e le istituzioni, in Italia e in Europa.
I numeri (in crescita) del sistema Confcooperative
Dai dati diffusi in occasione dell’annuale assemblea, il sistema Confcooperative mostra un trend ancora in crescita: negli ultimi quattro anni il numero delle imprese aderenti alla Confederazione delle cooperative italiane è salito a 19.657 unità, per un aumento del 5,7% sul 2003. Inoltre, sempre negli ultimi quattro anni, il fatturato delle associate è balzato del 31,5% (a prezzi correnti), attestandosi a 59 miliardi di euro. Ma soprattutto spicca il +28%, fra il 2001 e il 2007, dell’occupazione dipendente: le cooperative aderenti a Confcooperative (che contano 2 milioni e 881 mila soci) danno lavoro a 480.253 italiani. Da sottolineare, poi, il boom del lavoro rosa: è donna il 50,56% degli occupati (sono oltre il 62% nella cooperazione sociale). E il gentil sesso avanza anche nei ruoli manageriali, rappresentando il 22,5% dei ruoli quadro (rispetto al 16% di quattro anni fa). Ma cresce anche la presenza dei giovani: la composizione della base sociale sotto ai 31 anni è pari al 21% rispetto al 12% del 2003 e quattro amministratori su dieci sono under 40.

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