06/03/2008 Iniziative
Il microcredito parla toscano, anche grazie alle BCC

Smoat, il progetto di Microcredito della Regione Toscana, compie un anno e viene premiato dall’Unione europea. Il bilancio è di 103 microcrediti erogati che hanno creato 118 nuovi posti di lavoro. L’acronimo Smoat sta per Sistema microcredito orientato assistito toscano, promosso dalla Regione insieme a Fidi Toscana.

Ben 29 – il numero più alto – sono i prestiti intermediati dalla Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo. Dei 103 tra imprenditori e imprenditrici che, privi di garanzie bancarie, hanno potuto accedere al credito grazie a questa innovativa politica regionale che fa leva sul microcredito e sull’accompagnamento di chi vuol fare impresa, 70 sono stati finanziamenti erogati ad italiani e 32 a stranieri di cui 15 romeni. A Porto Ercole è stato avviato un Centro di velaterapia, a Prato ha aperto una pasticceria brasiliana, a Firenze è nato un mastro calzolaio e un produttore di detergenti non inquinanti. A Viareggio ha ricevuto credito una società che si candida a realizzare eventi enogastronomici a base di pesce ma c’è chi, dentro il carcere, ha attivato un laboratorio per recuperare materiali ferrosi e gas freon. Le imprese maschili sono 71 e 32 quelle femminili. Il 33% delle imprese opera nel settore edile, il 28% e il 27% rispettivamente in quello dei servizi e del commercio (artigianato 13%, ristorazione 2%). Il 40% dei beneficiari ha tra i 20 e i 35 anni, il 32% tra i 36 e i 43 anni, il 28% oltre i 44. La provincia con più interventi è quella di Arezzo con 59, seguita da Firenze con 27. Lo scorso dicembre lo Smoat ha vinto, insieme alle politiche per la responsabilità d’impresa, il premio Enterprise Awards della Commissione Europea.

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