28/02/2008
Forum Abi 2008: l'inclusione finanziaria passa per la microfinanza

Palazzo Altieri, sede romana dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), ha ospitato il 29 e 30 gennaio scorsi il Forum sulla Corporate Social Responsibility (CSR). Un’occasione importante – che ha visto gli interventi di almeno 50 esponenti del mondo bancario, imprenditoriale e universitario nazionale ed internazionale – per riflettere sui temi della responsabilità sociale d’impresa.

In particolare, il tema dell’edizione 2008 è stato: “Relazione sostenibile. La responsabilità dell’impresa e degli stakeholder: gestire la complessità per una relazione vantaggiosa”.
Sergio Gatti, in rappresentanza di Federcasse, ha partecipato, nel pomeriggio del 29 gennaio, ad una delle due sessioni parallele nella sessione dedicata al tema delle “Politiche e strumenti per una migliore inclusione finanziaria”, illustrando in quattro passaggi il punto di vista e le esperienze delle Banche di Credito Cooperativo, sottolineando, tra l’altro, come esse stiano cercando di sviluppare, in un contesto che muta continuamente, nuove relazioni con gli immigrati che in alcune BCC si sono integrati nella comunità e nella vita della banca, entrando a far parte della compagine sociale. Gatti ha anche sostenuto che le rimesse devono diventare sempre più un mezzo per rendere gli immigrati protagonisti dello sviluppo dei paesi d’origine.

Un altro problema, soprattutto di questi tempi in cui le persone tendono a sovraindebitarsi, è quello dell’usura che, purtroppo, è in forte crescita. La solitudine dell’usurato va combattuta con la prevenzione e l’informazione. Il rappresentante di Federcasse ha ricordato che le BCC sono nate sul finire dell’Ottocento anche per contrastare questo fenomeno e che continuano ad essere molto impegnate su questo progetto. Ed ha quindi ribadito che altri punti fermi delle Banche di Credito Cooperativo sono la finanza per lo sviluppo e per il territorio. Tutte queste caratteristiche, e quest’ultima in particolare, fanno delle BCC le uniche vere banche locali in grado di ascoltare le esigenze più urgenti che provengono dalle diverse comunità che formano il tessuto sociale ed economico del nostro Paese.

La finanza sostenibile per le BCC è soprattutto la finanza utile, uno strumento che consente di facilitare l’inclusione bancaria di persone fino ad oggi escluse dal circuito economico legale. Una delle forme in cui questo si rende possibile è il microcredito, pratica di piccoli prestiti bancari che le BCC italiane da tempo promuovono e sostengono.

Secondo Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Abi, i servizi di microfinanza sono ormai entrati a pieno titolo anche nei piani strategici del settore bancario in generale. Dai dati emersi dall’indagine condotta dall’Abi in occasione del Forum CSR risulta che il 70% dell’industria bancaria e il 73% degli sportelli promuovono servizi di microfinanza. Tra i più offerti sono i conti correnti e i servizi di pagamento (49%), seguono il credito (31%) e il risparmio (20%). Nella sezione del credito emergono i lavoratori atipici e per la diffusione dei prodotti al primo posto ci sono gli immigrati. Geograficamente la microfinanza risulta più diffusa a nord-ovest. In questa parte d’Italia i prodotti e i servizi ad essa legati sono diffusi per il 52,3%. L’indagine Abi, inoltre, prevede che nei prossimi 5 anni, il 90% delle banche appartenenti al campione si avvarrà di questo importante strumento finanziario, che rientra nell’ambito dei servizi socialmente responsabili

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