04/02/2008
Rinegoziazione dei mutui: per le BCC non è una novità

Caro mutui. Le BCC lavorano da tempo per ovviare ai problemi che l’aumento dei tassi genera a carico delle famiglie. L’Euribor - il tasso interbancario in base al quale si calcolano le rate dei mutui - nel 2004 era 2,3%, oggi è arrivato a 4,8% (fonte: European Banking Federation, FBE). Tuttavia, dopo il decreto Bersani sulle liberalizzazioni, si può trasferire il mutuo ad un’altra banca conservando le stesse clausole e procedere così alla rinegoziazione in qualsiasi momento senza cavilli che impongano costi aggiuntivi, non sempre espliciti. Ma le BCC non hanno aspettato il decreto Bersani per rinegoziare i mutui.

Lo fanno già da molto tempo: è il caso, ad esempio, della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate (MI). L’obiettivo è quello di impedire che la rata diventi troppo onerosa per il bilancio familiare e che si rischi l’insolvenza.  “Non far pagare nulla per la rinegoziazione dei mutui è da noi una pratica normale e in vigore da anni - spiega Paolo Innocenti, direttore generale della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate - la trasparenza dei nostri contratti e la loro flessibilità permettono di fare tutto ciò. Perché servire il cliente e andare incontro alle sue esigenze è un dovere per un istituto di Credito Cooperativo”.
A raccogliere gli “sos” delle famiglie che hanno difficoltà a far quadrare i conti a fine mese, anche la BCC del Trevigiano. La banca veneta ha da tempo deciso di offrire l’opportunità ai clienti di rinegoziare i mutui senza costi. Tra le modalità più diffuse la possibilità di portare le rate ai valori originari allungando i tempi di estinzione, oppure quella di offrire l’opportunità di tornare al tasso fisso. Da anni la banca applica con successo questa facilitazione alle famiglie che ne fanno richiesta.
La Banca di Credito Cooperativo di Macerone (FO) si è fatta invece promotrice di una iniziativa rivolta alle famiglie che hanno sottoscritto un mutuo prima casa a tasso variabile. La BCC ri-accredita a queste famiglie lo 0,25 del tasso di interesse, neutralizzando parzialmente gli aumenti registrati nel 2007. L’importo è variabile: può andare da poche decine di euro a quasi mille euro. Ad offrire la possibilità di rinegoziare i muti sono anche altre BCC: la Banca di Romano e Santa Caterina (VI), la Banca San Giorgio e Valle Agno (VI), la Banca del Valdarno (AR), la Banca di Credito Cooperativo di Sesto San Giovanni (MI), la Banca di Credito Cooperativo di Fano (PU), la BCC di San Marzano di San Giuseppe (TA), la BCC di Roma e la Banca Bergamasca (BG).

Per le BCC aderenti alla Federazione regionale del Friuli Venezia Giulia, infine, rinegoziare i mutui è una prassi diffusa da tempo. A settembre 2007 le richieste di revisione arrivate alle BCC friulane risultavano in aumento e vengono gestite soprattutto attraverso il prolungamento della scadenza mantenendo il tasso invariato.
L’attenzione alle famiglie, del resto, è un baluardo importante per il Credito Cooperativo. A livello nazionale gli impieghi erogati dalle 440 BCC italiane rappresentano il 15,5% del totale dei crediti alle famiglie produttrici e l’8,6% alle famiglie consumatrici. Anche in una realtà regionale come il Friuli Venezia Giulia gli impieghi alle famiglie rappresentano per le BCC il 40% del totale, contro il 32% del sistema bancario. I mutui hanno registrato un andamento analogo a quello evidenziato per il totale degli impieghi: per le BCC friulane, l’incidenza percentuale dei mutui sul totale impieghi a famiglie è dell’87,1%, dato superiore a quello evidenziato dalle BCC nel loro complesso (81,4%) e dal sistema bancario nazionale (77,2%).






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