13/07/2007 Convegni
Il cardinal Martino a una conferenza della FederCalabria
“Non è né lontano né irreale il rischio che il credito venga considerato unicamente nella logica della massimizzazione del profitto. (...) I cattolici, anche per le tante esperienze maturate in questo campo, devono comunque privilegiare e incoraggiare quelle esperienze di credito vicine alle persone, alle famiglie e alle comunità”. Il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, si è espresso così nel corso della conferenza su "Insegnamento Sociale Cristiano alla prova delle relazioni economiche e finanziarie”, promossa dalla Federazione Calabrese delle BCC.

Il cardinal Martino
Il cardinal Martino

“Lo strumento del credito deve rispondere all’impegno di operare nella prospettiva in cui la razionalità economica non venga slegata dalle esigenze della razionalità etica”, ha precisato il cardinale Martino sottolineando l’attualità del Magistero sociale cristiano. “Il credito implica una concezione adeguata del mercato, anche quello creditizio e finanziario. La Chiesa non è contro il mercato, come qualcuno pensa, ma è contro quella concezione del mercato che ne fa un fine e non unostrumento. Per questo motivo è necessario regolare il mercato e, soprattutto, avere chiaro come e chi deve regolare il mercato, anche quello finanziario. Certamente i problemi sociali non possono essere risolti con le opere della filantropia, me neppure con un mercato concepito come un assoluto e come un deus totalitario di ogni relazione economica”.

Nel corso della conferenza, il presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, ha ringraziato il Cardinal Martino per l’autorevole incoraggiamento indirizzato alle Banche di Credito Cooperativo italiane, rimarcando come esse abbiano inserito nel proprio statuto il richiamo al Magistero sociale e all’impegno a costruire il bene comune nei territori, incentivando la partecipazione e il coinvolgimento delle persone. Nel corso della conferenza, il sindaco di Paola ha annunciato l’attribuzione della cittadinanza onoraria al cardinal Martino per il suo stretto legame con la figura di san Francesco (del quale ricorre quest’ anno il quinto centenario della morte), amicizia evidenziata dalla titolarità della Chiesa romana di S. Francesco di Paola ai Monti assegnatagli da Giovanni Paolo II quando lo creò cardinale.

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