21/05/2007 Convegni
Abi: un convegno sulla sicurezza
2.774 rapine in banca nel 2006: lieve l’aumento (+1,4% rispetto al 2005), i “colpi” aumentano meno degli altri anni. È la fotografia dell’Ossif, l’Osservatorio sulla sicurezza fisica dell’Associazione bancaria italiana. Zadra: “Le rapine devono calare. Per questo occorre ridurre la circolazione del contante, dentro e fuori le banche. Meno banconote significa più sicurezza per tutti”. L'Abi ha organizzato, per il 21 e 22 maggio, un convegno a Roma sul tema.
 

 
Rapine in banca in leggera crescita, ma a ritmo più lento rispetto agli anni passati. Nel corso del 2006, infatti, sono state compiute 2.774 rapine, per un “bottino” complessivo di quasi 56 milioni di euro, con un lieve incremento dell’1,4% rispetto alle 2.735 rapine dell’anno precedente. Un dato, questo, che conferma una tendenza al miglioramento, considerati gli aumenti ben più consistenti degli anni addietro: +1,9% nel 2005 e +10,5% nel 2004. In diminuzione anche il cosiddetto “indice di rischio”, cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli in Italia, che è passato da 8,8 a 8,7. Sempre magro, inoltre, il bottino medio per rapina che, con circa 20 mila euro, si mantiene tra i valori più bassi registrati dal 1998 ad oggi.
 
Sono questi i principali risultati dell’indagine annuale dell’Ossif, l’Osservatorio sulla sicurezza fisica dell’Associazione bancaria italiana che sarà presentata lunedì e martedì prossimo a Roma, nel corso del convegno “Banche e Sicurezza 2007”. La due giorni, che coinvolgerà banche, istituzioni e forze dell’ordine, sarà l’occasione per fare il punto sulle nuove strategie e su tutti gli strumenti e le soluzioni più evolute e moderne per garantire sempre maggiore sicurezza a cittadini, clienti ed impiegati del settore bancario. Oltre al direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra, che presenterà il Rapporto, all’appuntamento saranno presenti, tra gli altri, il Vice Ministro dell’Interno Marco Minniti, il Presidente della Commissione Finanze e Tesoro Senato della Repubblica Giorgio Benvenuto, il Segretario Generale Autorità Garante per la protezione dei dati personali Giovanni Buttarelli ed il Prefetto di Roma Achille Serra.
 
Ma perché l’Italia registra ancora un numero di rapine tra i più alti d’Europa? I “colpi” in banca messi a segno in Italia, infatti, rappresentano circa il 50% di quelli registrati complessivamente in Europa. Dal confronto internazionale, inoltre, emerge che l’Italia ha di gran lunga il primato europeo delle rapine, considerando che – dai dati ancora fermi al 2005 – ce ne sono state 2.735, contro le 728 della Germania, le 484 della Spagna, le 445 della Francia e le 122 della Gran Bretagna. Il “bottino” complessivo delle rapine nelle banche italiane (sempre sulla base dei dati del 2005) è stato di circa 53 milioni di euro, contro i 20 milioni della Germania, 5,4 della Spagna, 5 della Francia e 3 della Gran Bretagna.
 
Un fenomeno così rilevante rispetto al resto d’Europa, dunque, rappresenta anche una spesa consistente per il settore, gravando inevitabilmente anche sui costi dei servizi bancari italiani. Secondo gli esperti dell’Osservatorio dell’Abi, il problema delle rapine in banca è direttamente collegato all’ampia circolazione di denaro contante che ancora caratterizza il nostro Paese. L’Italia, infatti, è ancora in ritardo nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici alternativi al contante. Il confronto internazionale, inoltre, dimostra che alla maggiore diffusione del contante corrisponde un maggior numero di rapine. “Ridurre la quantità di denaro contante in circolazione – ha detto il direttore dell’Abi Giuseppe Zadra – vuol dire contribuire in maniera decisiva sia all’ammodernamento complessivo del paese, della sua economia e della sua amministrazione, sia ad una maggiore sicurezza delle nostre città, non solo in banca. La collaborazione più stretta con le istituzioni e le forze di polizia in questo senso sta già dando buoni risultati, come dimostra la riduzione del ritmo di crescita del numero di rapine rispetto agli anni scorsi e la sensibile riduzione in molte grandi regioni. Ma ancora non basta: le rapine – ha concluso Zadra - devono calare in tutta Italia per metterci al passo con i più sicuri e moderni Paesi d’Europa”. Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dalla fotografia scattata dall’osservatorio.
 
La mappa delle rapine
Nel 2006, i “colpi” allo sportello sono diminuiti in 10 regioni su 20, vale a dire in: Lombardia (-3%, da 660 a 640), Piemonte (-9,4%, da 276 a 250), Veneto (-23,1%, da 229 a 176), Puglia (-33,5%, da 167 a 111), Marche (-15,9%, da 88 a 74), Abruzzo (-16,9%, da 59 a 49), Calabria (-46,4%, da 56 a 30), Basilicata (-35,7%, da 14 a 9) e Valle d’Aosta (-50%, da 2 a 1). La riduzione più consistente si registra in Molise (-71,4%, da 7 rapine nel 2005 a 2 nel 2006). Restano invece invariate le rapine in Friuli Venezia Giulia (solo 26 episodi sia nel 2005 che nel 2006). Anche per il 2006, infine, la regione con il minor numero di rapine è la Valle d’Aosta (1), sul “podio” della sicurezza anche il Molise (2) e la Basilicata (9).
I dati negativi invece riguardano: Emilia Romagna (+10,8%, da 360 a 399),  Lazio (+16,7%, da 269 a 314), Sicilia (+47,3%, da 186 a 274), Toscana (+16,4%, da 116 a 135), Campania (+8,4%, da 119 a 129),  Liguria (+40,5%, da 42 a 59), Umbria (+41,9%, da 31 a 44), Sardegna (+48%, da 25 a 37) e Trentino Alto Adige (+400%, da 3 a 15).
 
L’impegno di banche e forze dell’ordine per la sicurezza di clienti e dipendenti
Le banche italiane investono ogni anno 800 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più sorvegliate e sicure per clienti e dipendenti. Perfezionando e potenziando le misure di protezione allo sportello, adottando soluzioni tecnologiche sempre più moderne ed efficaci, formando i dipendenti bancari e fornendo ai clienti e al personale tutte le informazioni necessarie per sapere cosa fare prima, durante e dopo una rapina in banca. Con questo obbiettivo l’Abi ha realizzato una nuova edizione della “Guida antirapina” per i dipendenti delle banche, che contiene, tra l’altro, una serie di istruzioni su come comportarsi durante le rapine e alcune indicazioni utili per prevenirle, recependo anche suggerimenti di Polizia e Carabinieri.
 
Ma l’impegno comune di banche e forze dell’ordine per la sicurezza allo sportello non si ferma qui. I buoni risultati raggiunti negli ultimi anni sono anche il frutto di una sempre più intensa collaborazione direttamente sul territorio. In circa settanta province italiane è già operativo il Protocollo anticrimine firmato dall’Associazione bancaria con le Prefetture proprio per rafforzare la cooperazione reciproca. È operativo, inoltre, il gruppo di lavoro sulla sicurezza in banca creato dall’Abi d’intesa con il Ministero dell’interno per migliorare la prevenzione dei fenomeni criminosi attraverso un continuo scambio di dati sui furti e le rapine subite su tutti il territorio nazionale e di informazioni utili sulle misure di difesa.
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