13/03/2007 Bilancio sociale
Presentazione del Bilancio Sociale e di Missione del Credito Cooperativo

Giovedì 29 marzo, a Roma, presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis è stato presentato il Bilancio Sociale e di Missione “consolidato” del Credito Cooperativo 2006, che ha avuto per tema BCC, sapore aggiunto. Fare banca come lievito del territorio.
L’appuntamento è stato l’occasione per presentare il “valore aggiunto” che le 439 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane (con oltre 3.700 sportelli) sono in grado di produrre nella loro quotidiana azione di banche locali al servizio dello sviluppo del territorio e delle comunità per le quali operano.
Le BCC italiane, proseguendo il loro cammino di crescita (il valore aggiunto prodotto ha registrato un aumento del 9,9% rispetto all’anno precedente), nel 2005 hanno erogato circa 90 miliardi di euro all’economia locale, soprattutto a favore delle famiglie e dei piccoli operatori: micro, piccole e medie imprese. Alle comunità locali sono stati elargiti oltre 115 milioni di euro tra sponsorizzazioni e donazioni. I crediti concessi dalle Banche di Credito Cooperativo alle imprese nonprofit hanno registrato un costante aumento nel tempo, raggiungendo a metà 2006 quota 662 milioni di euro, quasi due volte e mezzo l’ammontare accordato cinque anni prima, con un aumento del 24,5% rispetto all’anno precedente.
Crescente è, inoltre, il patrimonio costituito dai clienti e dalle energie umane che “fanno” ogni giorno il Credito Cooperativo, ovvero collaboratori e soci, che hanno raggiunto quota 800 mila.
L'incontro si è aperto con gli interventi del presidente e del direttore generale di Federcasse Alessandro Azzi e Franco Caleffi. “Le BCC – ha dichiarato il presidente Azzi - sono le uniche banche cooperative a mutualità prevalente presenti in Italia. Le uniche che hanno un obiettivo di impresa economico e sociale insieme, scritto negli statuti. All’articolo 2 si afferma, infatti, che la mission della banca è “favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi (…), nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio”. E più avanti che la BCC “è impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori”, nella quale è appunto sancita la responsabilità della banca nella creazione dell’impegno della BCC a creare valore economico, sociale e culturale a favore dei soci e dei territori, nella promozione della partecipazione dei soci, dell’inclusione economica, del benessere delle comunità. La mutualità non è soltanto una formula originale d’impresa, che garantisce a centinaia di migliaia di cittadini di essere protagonisti nel settore della finanza, di determinare autonomamente la governance della propria impresa bancaria, ma anche un valore moderno che produce competitività. Perché significa autonomia, radicamento nel territorio e insieme cooperazione e valorizzazione del “fare rete”. “Le BCC – ha aggiunto il direttore generale Caleffi – rappresentano ben il 92,3% delle banche “integralmente” del Sud, ovvero non facenti parte di gruppi insediati in altre aree del Paese. Una presenza fortissima, che le rende attori strategici nel processo di “naturalizzazione” dello sviluppo nelle regioni meridionali della Penisola. Il localismo che le caratterizza permette di perseguire politiche di sviluppo “endogeno” ed autogestito e di avere sensori attenti circa le esigenze specifiche dei territori. Il tutto integrato in una rete nazionale. Il Credito Cooperativo è infatti un sistema, che ha dato prova di saper trovare le giuste risposte alle esigenze che emergono dalla clientela e dai mercati, ma anche di risolvere all’interno e in modo totalmente autonomo le eventuali criticità. In molti casi attraverso strumenti originali, come il Fondo di garanzia degli Obbligazionisti, iniziativa unica nel panorama creditizio italiano. Puntando sull’autosostegno le BCC hanno garantito a soci e clienti una protezione anche maggiore di quella prescritta dalla legge”.
Quindi, in una tavola rotonda sono stati coinvolti i rappresentanti del mondo istituzionale, delle imprese e della finanza, della cooperazione, del Terzo settore e della Chiesa Cattolica. In particolare,Giorgio Guerrini (Confartigianato), Johnny Dotti (Cgm), Josè Luis Rhi-Sausi (CeSPI), Angelo Gentili (Legambiente) e S.E. Mons. Arrigo Miglio (Conferenza episcopale italiana), Giuseppe Schlitzer (coordinamento CSR imprese di Confindustria), Flavio Pasotti (Confapi Brescia). Il dibattito è stato coordinato dal giornalista Rai Giovanni Floris.
Nel corso dei lavori sono stati diffusi alla stampa anche gli ultimi dati economici del sistema del Credito Cooperativo, in forza dei quali le BCC si confermano la prima realtà bancaria italiana per solidità e tra le primissime per diffusione territoriale e dinamiche di crescita. Sono state raccontate da Michela Spera (Fiom Cgil Brescia), Daniele Ravaglia (Emilbanca), Vincenzo Lo Bascio (Cooperativa Valle del Marro), Stefano Osti (Caritas Vicenza) e Piergiorgio Ruggiero (Consulta nazionale antiusura) alcune concrete iniziative di BCC a favore dello sviluppo sostenibile e della promozione sociale. A conclusione dei lavori, sono intervenuti Tiziano Treu, presidente della Commissione Lavoro del Senato, e Michele Vietti, portavoce dell'Udc.

Scarica qui il file del Bilancio Sociale e di Missione "consolidato" del Credito Cooperativo 2006 (prima parte - seconda parte). 

Extranet del Credito Cooperativo
entra
Area riservata ai sindaci delle BCC-CR
entra