11/12/2006 Finanza solidale
Il microcredito dall'Italia all'Ecuador. L'esperienza del Credito Cooperativo

Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, la Federazione Italiana delle  Banche di Credito Cooperativo, e Josè Tonello,  presidente di Codesarrollo, parlano della storia e dell'esperienza del microcredito in Italia e in Ecuador, in occasione dell'assegnazione del Nobel per la pace al «banchiere sociale» Yunus. Intervista pubblicata su  "Avvenire" di sabato 9 dicembre.

Alessandro Azzi e Giuseppe Tonello
Alessandro Azzi e Giuseppe Tonello

 
 
La profezia del microcredito dall'Italia all'America Latina
 
 
Alessandro Azzi* E Josè Tonello**
 
Domani Muhamad Yunus riceverà il premio Nobel per la Pace. A questo economista nato in Bangladesh, che ha creato con la sua Grameen Bank una poderosa rete di sostegno per le persone tradizionalmente "non bancabili" e che è considerato uno dei padri contemporanei del microcredito, sono stati riconosciuti una azione ed un impegno finalizzati a qualcosa che nobilita e dà senso all'attività economica. La costruzione della pace.
La grande storia del microcredito (che ha avuto origine nel cuore dell'Europa a metà '800 e testimoni importanti anche nel nostro Paese, come il fondatore della prima Cassa Rurale italiana, Leone Wollemborg, che già nel 1883 sosteneva il valore del dare poco a molti e la nascita di cooperative di credito e la dirompente portata sociale della concessione di "dosi di fiducia" garantite dalla stessa comunità, senza dimenticare tanti sacerdoti attenti alle problematiche sociali come don Toniolo, don Cerutti, don Sturzo) dimostra che il credito - dal latino creditus, concessione di fiducia - non può essere relegato a mero fatto tecnico, ma innesca meccanismi di "inclusione sociale" e di sviluppo dalle conseguenze positive inimmaginabili. «Ho dato fiducia prima di ricevere garanzie» ama dire Yunus.
Il Credito Cooperativo italiano, mentre continua a sostenere nel nostro Paese lo sviluppo di milioni di famiglie e imprese, ha scelto di vivere questa esperienza anche in un paese lontano, l'Ecuador, dove ormai da sei anni è in atto un progetto di sostegno alle piccole banche di villaggio sulle Ande, denominato «Microfinanza Campesina». Con il contributo di oltre cento Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali è stato negli anni messo a disposizione un plafond che supera i 16 milioni di dollari a condizioni particolarmente convenienti per la concessione di piccoli prestiti ai campesinos. Sono "prestiti" (restituiti puntualmente, con un tasso di sofferenza di circa l'1 per cento) che hanno finora permesso ad oltre 70 mila famiglie di contadini di libe rarsi dai lacci della povertà e dell'usura.
Cento anni fa in Italia, oggi in Ecuador, il fare banca su basi democratiche, stimolando la partecipazione e la responsabilità individuale, continua ogni giorno ad insegnarci quanto sia decisivo che le persone, che si sentono "degne" di ricevere fiducia, sono capaci anche di avviare processi di auto-promozione, di imprenditorialità, di lavoro dignitoso.
Concedere fiducia a chi se la merita consente di innescare percorsi virtuosi di sviluppo, inteso in senso integrale. E forse proprio scoprendo questo ragionamento si può comprendere come il Nobel per la Pace a Yunus abbia - in realtà - una portata davvero grande che non può essere sciupata. Vengono in mente le parole profetiche della enciclica «Populorum Progressio» di Papa Paolo VI (della quale quest'anno abbiamo celebrato il quarantennale) laddove si legge che «Lo sviluppo è il nuovo nome della pace». Migliaia di uomini come Yunus, in tutto il mondo, a volte senza saperlo, comunque silenziosamente, costruiscono la pace erogando credito. E aiutando persone, famiglie, microimprese a meritarlo.
Il premio Nobel per la Pace ad un "banchiere sociale" stimola a ripensare a quanto sono importanti gli assetti, la governance, le finalità ultime della finanza. Che ha senso se promuove sviluppo, se incoraggia la creazione di occupazione e reddito. Se non si concentra in poche mani. Se non esclude e non nega le opportunità.
 
* presidente di Federcasse (Federazione Italiana delle  Banche di Credito Cooperativo e Casse rurali)
** presidente di Codesarrollo - Cooperativa desarrollo de los pueblos - Ecuador
 

Da  "Avvenire" di sabato 9 dicembre.

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