19/10/2006 Comunicazione
Con Yunus, Nobel al microcredito


Il premio Nobel per la pace è stato attribuito quest´anno a Muhammad Yunus , bengalese. Noto come “il banchiere dei poveri”, fondatore in Bangladesh della Grameen Bank (che letteralmente significa “banca rurale”), Yunus ha consentito con il suo impegno - come dice la motivazione dell´Accademia di Stoccolma - “di creare sviluppo economico e sociale dal basso”.

L´esperienza di Yunus è molto simile a quella delle Banche di Credito Cooperativo italiane che da oltre un secolo operano sul territorio per lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali.
Un´esperienza che le BCC hanno recentemente esportato in Ecuador, sostenendo Codesarrollo che riunisce circa 800 casse rurali.

E proprio Yunus ha tenuto a battesimo nel marzo del 2002, durante un convegno organizzato a Milano dal settimanale Vita, il progetto “Microfinanza campesina”, realizzato nel paese sudamericano con il contributo del Credito Cooperativo italiano.

L´importante riconoscimento a Yunus ha portato alla ribalta il tema del microcredito, confermando ed esaltando la sua dirompente funzione sociale.

Come si legge ancora nella motivazione, scritta dalla giuria che gli ha assegnato il Premio Nobel per la pace, “attraverso culture e civiltà, Yunus e la Grameen Bank hanno dimostrato che anche i più poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo”. E continua: “La pace duratura non può essere ottenuta a meno che larghe fasce della popolazione non trovino modi per uscire dalla povertà”.

Non ci può essere pace senza sviluppo, o quanto meno lo sviluppo può aiutare la pace. Paolo VI , quaranta anni fa, nell´enciclica Populorum progressio , affermava che “lo sviluppo è il nuovo nome della pace”.

Yunus ha lavorato e continua a lavorare concretamente per lo sviluppo. Come fanno quotidianamente anche le Banche di Credito Cooperativo, che un recente documento della Cei (“Etica, sviluppo e finanza” ) ha segnalato quale “esempio di realtà innovative nelle iniziative di finanza eticamente e socialmente responsabile”.
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