12/10/2006 Finanza solidale
Credito Cooperativo e inclusione finanziaria degli immigrati

“Sono in Italia, lavoro come un italiano, guadagno come un italiano. Se gli italiani possono aiutare l´Africa, perché io no?”.

Con queste parole un giovane ghanese, intervistato da Emilbanca nel corso di una recente missione in Africa, sottolinea una tematica importante e attuale: gli immigrati sono soggetti importantissimi per lo sviluppo del paese di origine. Anche più importanti della cosiddetta ‘cooperazione allo sviluppo´, se si considera che le rimesse costituiscono più di 5 volte i finanziamenti dei paesi (ricchi) del nord per quelli (poveri) del sud.

Ma l´immigrato è anche un soggetto finanziario complesso e molto dinamico. Complesso perché ha caratteristiche e bisogni specifici, legati alla sua duplice identità formata dal bisogno di integrazione e dal legame con il paese di origine.

Il dinamismo è esplicitamente dimostrato dai numeri: secondo una ricerca di Unioncamere, in Italia gli imprenditori immigrati sono oltre 200 mila e negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati arrivando a costituire il 6% del totale delle imprese e dando lavoro anche a più di 35 mila italiani.
Dunque, più sarà integrato più sarà utile alla nostra società. Ed al suo paese.

Proprio il tema dell´inclusione finanziaria degli stranieri il 4 ottobre scorso è stato l´argomento centrale del primo incontro dei Gruppi di Consultazione su “Bancarizzazione e valorizzazione del risparmio degli immigrati in Italia”, un´iniziativa promossa da Federcasse ed Iccrea Holding in collaborazione con il CeSPI, Centro Studi di Politica Internazionale.

La giornata ha costituito un momento di discussione e approfondimento sul ruolo che possono (e devono) avere le BCC nel facilitare l´accesso degli stranieri alla comunità economica.

Importante è stato lo scambio: le istituzioni centrali hanno presentato gli obiettivi del progetto alle tre Federazioni locali (Lazio Umbria e Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia) e alle 14 BCC presenti; queste hanno potuto riportare opinioni, esigenze e aspettative provenienti dal territorio.

La fase successiva dell´iniziativa prevede che i Gruppi di Consultazione costituiti (Senegal-Ghana, Marocco, Perù-Ecuador, Balcani-Paesi dell´Est) si riuniscano singolarmente per provare ad elaborare proposte concrete per le comunità straniere di riferimento, valorizzando le caratteristiche e le potenzialità di ciascun ambito locale.

Presenza sul territorio, sensibilità e vocazione al sociale, rapporto privilegiato con enti e associazioni, una significativa clientela immigrata, possibilità di sviluppare prodotti e servizi in rete sono i vantaggi competitivi che il mondo del Credito Cooperativo può offrire. Non è poco.
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