23/06/2006 Eventi
Voglia di mutualismo: i risultati della ricerca

La ricerca sulla nuova “Voglia di mutualismo” realizzata da Aaster e pubblicata in forma di racconto dal n. 10 della rivista Communitas è giunta a conclusioni chiare: la quasi totalità degli intervistati è d´accordo sulla tendenza a una progressiva espansione delle forme di auto-organizzazione sociale di carattere mutualistico.

Due sono le motivazioni che inducono l´espansione delle pratiche di mutualismo: la consapevolezza delle limitate risorse disponibili in ambito pubblico e la convinzione che vi siano bisogni emergenti che non sono presidiati né dall´azione pubblica, né da quella del mercato.

L´innovazione del welfare, è l´indicazione fornita dalla ricerca, passa attraverso il superamento della concezione statalista e assistenziale, ormai incompatibile con la complessità dei bisogni, ma anche dal contrastare un liberismo sfrenato e dannoso per le fasce più deboli della popolazione.

Il punto chiave per uscire da questa empasse sta dunque nella necessità vitale di sburocratizzare il meccanismo del welfare. Quello che occorre è un sistema misto, fortemente decentrato sul territorio, in cui il soggetto pubblico svolga l´indispensabile ruolo di indirizzo, regia e verifica a garanzia di tutti i cittadini, ma sappia anche valorizzare e mettere in rete le energie offerte dai privati e, soprattutto, dal privato sociale.

Incentivare il mutualismo nell´ambito di una nuova politica di welfare serve, perciò, anche per liberare risorse per l´impresa. La spesa sanitaria - che condiziona così fortemente i bilanci regionali - può essere ridotta con l´aiuto degli imprenditori e delle loro mutue sanitarie private. Dare nuovo impulso a questi strumenti di auto-organizzazione delle nostre imprese eviterebbe un ulteriore aggravio dei costi amministrativi regionali e delle relative necessità di copertura fiscale. Occorre maggiore sostegno da parte delle istituzioni, Regioni in primis, incentivare tutte le forme di mutualismo e autorganizzazione anche attraverso un totale sgravio fiscale.

Occorrono programmi di welfare locali coordinati tra il mondo del volontariato, dell´impresa sociale, del tessuto produttivo e delle istituzioni locali.
Il racconto di Communitas e i dati della ricerca, come scrive Bonomi, “Confermano che le misconosciute pratiche del mutualismo sopravvissute al Novecento, possono rappresentare una tradizione sulla quale innescare nuove pratiche di auto-organizzazione dal basso adeguate ai tempi”.

VOGLIA DI MUTUALISMO
Milano, venerdiÌ 30 giugno 2006,
dalle 9.30 alle 13.30
Salone d´onore della Triennale di Milano (Viale Alemagna 6)


Il programma dell´incontro:

Intervengono:
Alessandro Azzi, presidente Federcasse-Federazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo;
Aldo Bonomi, direttore Communitas;
Johnny Dotti, presidente CGM;
Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato;
Marino Bergamaschi segreteria nazionale di Confartigianato;
Franco Pasquali, segretario generale Col diretti; Savino Pezzotta, presidente Fondazione Tarantella;
Riccardo Terzi, segretario Spi-Cgil Lombardia; Sergio Veneziani, Auser Lombardia;
Costanza Fanelli, presidente Legacoop sociali; Vilma Mazzocco, presidente Federsolidarietà;

Moderatore: Riccardo Bonacina, Direttore Editoriale VITA non profit magazine.

Partecipano: Linda Lanzillotta, Ministro degli Affari Regionali; Alfonso Gianni, Sott
Extranet del Credito Cooperativo
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Area riservata ai sindaci delle BCC-CR
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