19/09/2005 L'opinione
Banche cooperative al servizio del territorio

Alessandro Azzi
Alessandro Azzi

Cosa c´è di meglio di una banca i cui amministratori e operatori conoscono quasi tutto dei clienti. ma non ti dà fregature? Cosa c´è di meglio che portare nell´attività bancaria almeno alcuni dei principi di fondo della cooperazione come trasparenza, rispetto, corretta destinazione degli impieghi?

Beppe Severgnini su ¨ltalians¨ del Corriere e Aldo Soldi (presidente delle cooperative di consumo) su questo giornale sembrano essersi poste più o meno direttamente tali domande. Provo a rispondere e, se possibile, a confortarli. Partendo dagli utili spunti offerti da Franco Locatelli nel suo editoriale su «Il Sole 24 Ore» del 23 agosto. Il credito alle famiglie, alle micro-piccole-medie-imprese. alle imprese cooperative, Sono davvero indispensabili banche di grandi dimensioni per erogare crediti alla spina dorsale del modello di sviluppo italiano?

Dati dall´ultima relazione della Banca d´Italia indicano che gli incrementi in materia di crediti erogati alle imprese sono venuti soprattutto dalle ¨banche minori¨ (dimensionalmente). Negli ultimi cinque anni le Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno accresciuto del 94% i crediti erogati a famiglie e imprese, con un saggio annuo di crescita (+13,5%) che è in media il doppio con punte del triplo nel 2004 rispetto a quello del resto dell´industria bancaria (+7,5%). Negli ultimi dieci anni hanno più che triplicato gli impieghi, più che raddoppiato la raccolta diretta, accresciuto del 40% il numero dei collaboratori-dipendenti, il tutto attraverso 3.500 agenzie, oltre l´ 11 % del totale.

Le quote di mercato in determinati segmenti potrebbero sorprendere: il 20% del totale dei crediti alle imprese artigiane, il 15,6%dei crediti alle altre imprese minori, il 15,4% dei crediti alle famiglie produttrici, il 9% alle famiglie consumatrici. Del resto, la prossimità geografica e la vicinanza culturale e sociale rispetto a chi intraprende e produce, agevolano una conoscenza diretta, facilitano relazioni strette e stabili di clientela.

Il Credito Cooperativo mutualistico opera con successo crescente da oltre l20 anni in tutti gli angoli del nostro Paese incarnando una concezione dell´imprenditorialità cooperativa basata su alcuni cardini irrinunciabili: la genuina mutualità: la dimensione locale e il protagonismo autentico delle comunità che scelgono liberamente gli amministratori della ¨propria¨ banca; l´autonomia di ciascuna BCC resa possibile da un sistema a rete improntato a logiche di sussidiarietà; l´obiettivo di finanziare lo sviluppo responsabile in un approccio di solidarietà intergenerazionale; la funzione-obiettivo di concedere credito e offrire servizi all´economia reale. quella che generano reddito e occupazione.

Le banche locali hanno contribuito a promuovere rapporti di fiducia, reti di relazioni. circolazione delle informazioni, coesione sociale. Ingredienti fondamentali per l´affermarsi del modello di sviluppo italiano avendo partecipato alla costruzione di sistemi locali come i distretti che hanno potuto contare su significative dosi di vantaggio competitivo. Le grandi banche, costrette ad allontanare i sensori e i centri decisionali dal territorio, hanno altri meriti e altre missioni e d´altronde senza di esse non si potrebbe costruire un progetto-paese credibile.

Dunque, non solo per scelta del legislatore (Costituzione e normative) e per scelta dei cooperatori (statuti aziendali, strategie, prassi quotidiane) i valori cooperativi sono già presenti nel mondo bancario italiano. Ma lo sono attraverso imprese cooperative a mutualità pr
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