16/06/2005 Finanza solidale
Le BCC friulane in Rwanda per il microcredito

La nostra missione in Rwanda per conto della Caritas diocesana di Gorizia risale ormai a qualche mese fa. Le motivazioni dell´intervento in questo martoriato paese africano si trovano compiutamente indicate nella lettera apostolica Novo Millennium Ineunte di Papa Giovanni Paolo II quando affermava: “È l´ora di una nuova ‘fantasia della carità´ che si dispieghi non tanto e non solo nell´efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di farsi vicino, solidale con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come un obolo umiliante, ma come fraterna condivisione…”.

A seguito dei massacri perpetrati nel paese - in soli cento giorni, nel 1994, sono stati contati circa un milione di morti - la Caritas italiana ha avanzato richieste di solidarietà alle comunità locali. Quella isontina ha risposto positivamente. Parte delle disponibilità, circa 1,5 milioni di euro, è stata utilizzata per l´emergenza.

I fondi residui, circa 9 milioni di euro, sono stati “investiti” in dieci anni in diversi progetti, dalla riabilitazione del sistema sanitario alla promozione del rispetto della dignità della donna, dal sostegno dei detenuti (che devono provvedere in proprio al sostentamento) agli interventi a favore dei bambini di strada, quasi sempre orfani, e alle attività di microcredito.

Proprio per monitorare quest´ultima attività, alla quale hanno partecipato la Caritas goriziana e sette Banche di Credito Cooperativo friulane (Banca di Credito Cooperativo di Doberdò e Savogna, Banca di Credito Cooperativo di Fiumicello ed Ajello del Friuli, Credito Cooperativo Friuli, Credito Cooperativo Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva, Banca di Credito Cooperativo di Staranzano, Banca di Credito Cooperativo di Turriaco e Banca di Credito Cooperativo di Villesse), abbiamo affrontato il viaggio.

Destinazione: la Caritas di Gisenyi, una cittadina di circa 70 mila abitanti situata nel nord-ovest del paese, al confine con il Congo. Gisenyi può essere paragonata a Gorizia. Oltre il confine, infatti, a circa un km dalla città, si trova il centro congolese di Goma.

L´intervento delle sette BCC e della nostra Caritas è consistito nel garantire in parte un programma di microcredito pensato a Gisenyi, con un finanziamento su tre annualità, dal 2004 al 2007.

Il progetto si articola in un primo momento di formazione (ai potenziali beneficiari, per almeno sette settimane, per impartire le più elementari nozioni sul significato e la gestione del credito e su concetti quali il capitale, il risparmio, il consumo), seguito dalla costituzione di associazioni (composte da cinque/sette persone) spontanee (ma riconosciute civilmente, perché autorizzate dal comune) per garantire una forma di solidarietà al gruppo, ed infine dalla erogazione di prestiti.

Il loro ammontare massimo è di 42 euro a persona, rimborsato in rate settimanali entro quattro mesi. Al temine, il singolo può ottenere un nuovo finanziamento, maggiorato del 15%, da restituire con le medesime modalità, e così di seguito per nove cicli.

Le rate settimanali sono costituite da una quota di capitale, una di interesse e da un contributo di solidarietà. Sinora sono stati finanziati progetti presentati da circa 1.500 soggetti. Solo 25 i mancati rimborsi (il 2%).

Tante sono le iniziative sorte a seguito del microcredito. Una macelleria che opera all'interno del mercato di Gisenyi. Un allevamento di galline ovaiole (abbiamo potuto leggere l'orgoglio negli occhi di queste persone che ci illustravano l'iniziativa che avevano potuto realizzare). Un appezzamento di terreno in fase di approntamento per la semina di patate, sorgo, ecc. L'acquisto del terreno doveva dar modo alla piccola associazione incontrata di iniziare un allevamento di mucche da acquistare con l'utilizzo di un altro credito agevolato promesso dal governo.

Purtroppo questo ulteriore finanziamento di circa 3 mila euro non è mai arrivato ed allora è stato necessario convertirsi all'agricoltura. Va ricordato però che la zona di Gisenyi è tutta vulcanica - a nord della città sono attivi quattro vulcani – e, conseguentemente, il terreno è sì fertile, ma pietroso. Pazientemente i membri dell'associazione si sono organizzati per dissodare parte della proprietà. Presto potranno procedere alle prime semine. Naturalmente, il lavoro viene fatto manualmente, non esistono mezzi meccanici né gli animali vengono impiegati a questo scopo.

Il progetto attraversa ora un momento delicato. Il governo rwandese, a causa del grande afflusso di aiuti umanitari provenienti dall'esterno dopo il genocidio del 1994 e destinati alla microfinanza, ha sentito la necessità di regolamentare il settore con precise e cogenti disposizioni. Per rispettare le regole, la Chiesa rwandese ha scelto di recente di costituire una banca, la Réseau Interdiocesain de Microfinance Rim. S.A., al fine di far confluire tutte le risorse disponibili destinate a questo settore in un unico organismo.

Questa scelta non è priva di criticità in quanto attenua quel movimento solidale che aveva caratterizzato l'operare della Caritas di Gisenyi. Ma siamo fiduciosi che un soddisfacente sistema potrà essere travato in modo da consentirci di mantenere il nostro impegno in questo tormentato, bellissimo paese africano.

Ferruccio Franchi
Caritas di Gorizia
Extranet del Credito Cooperativo
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