13/06/2005 Finanza solidale
Le BCC venete sponsor del microcredito in Cile

È costruita su piccole cifre l´iniziativa Cile che cresce, due progetti di microcredito portati avanti da otto Banche di Credito Cooperativo del Veneto (Banca Marano Credito Cooperativo della Valpolicella, Banca di Verona Credito Cooperativo Cadidavid, BCC del Basso Veronese, Banca di Credito Cooperativo Vicentino Pojana Maggiore, Banca del Centroveneto Credito Cooperativo, BCC di Cartura, Crediveneto Credito Cooperativo, Centromarca Banca di Credito Cooperativo) e dal Movimento laici per l´America latina (Mlal) nelle comunità rurali della regione di Aracaunia (Sud del Cile) e nei quartieri poveri di Santiago.

Cifre piccole ma significative, destinate agli indigeni Mapuche e ai giovani disoccupati della grande metropoli sudamericana, che da prestiti anche modesti possono compiere il primo passo per l´avvio di imprese e attività familiari. Un´occasione unica, per i cosiddetti soggetti non bancabili, di migliorare le proprie condizioni di vita: perché le credenziali richieste per accedere al credito non sono garanzie economiche ma affidabilità, impegno e volontà di riscatto.
E il meccanismo funziona: controprova, la restituzione dei prestiti avvenuta sempre puntualmente, in piccole rate mensili o settimanali.

Credito al Cile che cresce
Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, l´80% della popolazione mondiale ottiene solo il 5,4% del credito erogato dal sistema bancario internazionale. È contro questa diseguale geografia della ricchezza che prende piede 30 anni fa la tranquilla rivoluzione della microfinanza, che parte dal Bangladesh, dall´India, dall´America Latina.

Oggi il microcredito finanzia oltre 41 milioni e mezzo di poveri nel Sud del mondo, che dal 1997 - anno del primo censimento - aumentano del 38% ogni anno. E rappresenta un´alternativa efficace ad altri interventi di cooperazione allo sviluppo, in grado di raggiungere direttamente le fasce più povere della popolazione e promuovere l´economia di comunità. Il quadro dell´economia cilena non fa eccezione. “In Cile - afferma Federico Ginato del Mlal - il neoliberismo ha estremizzato le disuguaglianze sociali. Manca una solida industria nazionale, la disoccupazione è in crescita, l´agricoltura è stretta tra un latifondo poco sfruttato e un microfondo estremamente suddiviso e poco produttivo che non riesce a soddisfare le necessità alimentari nazionali.

Nonostante un´inflazione modesta, esiste una larga parte della popolazione che vive con un salario molto al di sotto di quello necessario per vivere”. Difficile stare a galla per chi non ha disponibilità di liquidi e deve farsi carico di tassi di interesse troppo alti per avviare una propria attività, assumendo un rischio senza avere nessuna storia imprenditoriale alle spalle.

Primo passo di Cile che cresce è stato la costituzione di un Fondo di garanzia, grazie alla donazione di 14 mila euro da parte delle BCC venete che hanno aderito al progetto. “Il contributo di ogni banca - spiega Tiziano Turati, vicedirettore della Banca Marano Credito Cooperativo della Valpolicella - è stato di 1.500 euro, e questi soldi sono stati utilizzati per realizzare i primi prestiti agli indigeni Mapuche e ai giovani delle periferie di Santiago”. “L´obiettivo adesso per le otto banche venete - aggiunge Claudio Cappato, della Federazione Veneta delle BCC - è quello di continuare ad ampliare il Fondo per il Cile, promuovendo il progetto presso la loro clientela attraverso la diffusione di materiale informativo. E la prospettiva lascia ben sperare, visto che il 2005 è l´anno del microcredito, il che fa attendere una maggiore sensibilizzazione sul tema”.

Progetto indigeni Mapuche
Sono 1,3 milioni, e rappresentano un decimo della popolazione cilena, gli indigeni Mapuche che vivono nel Sud del paese. Le loro terre sono state espropriate sotto il regime di Pi
Extranet del Credito Cooperativo
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Area riservata ai sindaci delle BCC-CR
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