03/06/2005 Cooperazione
Una carta dei valori per le banche cooperative europee

Per chi ha un po´ di memoria storica e un po´ di passione per alcuni passaggi, il pensiero corre subito al Convegno Nazionale di Riva del Garda del 1999. In quell´occasione il Credito Cooperativo fece propria la Carta dei Valori, nella quale riaffermava i princìpi che guidano il suo agire e la sua vocazione ad essere differente per forza, ad essere banche per le quali l´utile è uno strumento e non un fine. A distanza di qualche anno anche l´Associazione Europea delle Banche Cooperative (Aebc) ha sentito l´esigenza di presentare l´originalità e le peculiarità della cooperazione di credito europea alle istituzioni comunitarie ed internazionali con le quali opera quotidianamente e, più in generale, all´opinione pubblica europea, la quale non sempre conosce le caratteristiche della formula cooperativa.

Ma se la Carta dei Valori del Credito Cooperativo italiano si presentava come un manifesto, un elenco delle proprie idealità e dei princìpi ispiratori, il lavoro dell´Aebc ha invece più l´aspetto di un lavoro scientifico, con una serie di note a pié di pagina, quasi a sottolineare come le affermazioni siano il frutto di studi accademici e di pronunciamenti della Commissione europea e non di opinioni di parte.

In effetti, il lavoro viene presentato come la conclusione di uno studio promosso dall´Aebc dal titolo: “Le banche cooperative in Europa: dei valori e delle pratiche al servizio dello sviluppo”.

Nell´introduzione, dopo aver presentato la realtà costituita da 4.500 banche cooperative e 60 mila agenzie, 130 milioni di clienti e 700 mila collaboratori, con una quota di mercato dei depositi bancari europei del 17% che ne fanno un attore essenziale del sistema bancario e finanziario europeo, viene spiegata la natura delle banche cooperative.

Un particolare risalto viene dato alla figura del socio, contemporaneamente cliente e proprietario, che partecipa alla gestione democratica dell´impresa attraverso il principio di “una testa, un voto”. Altro aspetto sottolineato è quello di sistema di rete decentralizzata e di integrazione nel contesto locale, che fa delle banche cooperative un soggetto che va al di là di un semplice fornitore di servizi finanziari. In effetti, raccoglie le risorse locali tramutandole in opportunità di sviluppo economico e di coesione sociale.

Il primo capitolo sviluppa il tema del significativo apporto delle banche cooperative per l´economia europea. Esse contribuiscono all´efficacia del sistema bancario operando su un mercato altamente competitivo. Il loro modello di organizzazione rappresenta una forma originale d´impresa, che coesiste con altri modelli, come le banche commerciali o le casse di risparmio. Questa pluralità di approcci del mercato e degli attori economici, fattore di emulazione, è alla base di mercati competitivi ed efficienti, in opposizione all´uniformizzazione alle concentrazioni ed ai regimi monopolistici.

Le banche cooperative europee sono inoltre elementi di stabilità dei sistemi finanziari, caratterizzate da una forte capitalizzazione e da una minore implicazione in attività più “volatili”. Nel secondo capitolo si spiegano alcune “verità da dire e ricordare”, per sfatare molti dei luoghi comuni che offrono un´immagine distorta dell´esperienza cooperativa.

Viene ricordato come le banche cooperative siano sottoposte allo stesso regime di conformità a
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