17/12/2004 Finanza solidale
A scuola sulle Ande. Quando lo sviluppo è possibile

Lo sviluppo possibile è la risposta di speranza alla miseria che annichilisce e la risposta di concretezza allo sviluppo perfetto, cioè alla teoria dello sviluppo, che disegna percorsi, immagina fasi, elabora progetti che faticano però a tradursi in realizzazioni.

In Ecuador c´è tutto questo: la miseria vera e diffusa e la teoria su come vincere la miseria. Per fortuna, ci sono anche molte esperienze riuscite di “sviluppo possibile”, di sviluppo che parte dal basso, dalla capacità di chiedere un credito, anziché elemosina, di mettere la mano in tasca, anziché stenderla, come spiega un orgoglioso sacerdote salesiano, anima di una di queste esperienze, a Salinas, 3.600 metri di un “deserto” che è fiorito.

Qui, come in tanti altri villaggi, si tocca con mano che credito significa fiducia, e che ottenerlo aiuta anche a recuperare la speranza di potercela fare, di riuscire a spezzare le catene, di immaginare un domani migliore: per sé e per i propri figli. Si parte da poco: un piccolo prestito serve a comprare porcellini d´india, poi un maiale o un altro animale più grande. Soddisfatti i problemi di sussistenza, si può pensare a produrre per vendere.
Ed ecco sorgere le cooperative e diffondersi lo spirito di coalizione. Poi, i circuiti si ampliano ed entrano in gioco le “reti”, come quella importantissima del commercio equo e solidale.
A pensarci, la storia non è molto diversa da quella delle Casse Rurali. Anche nei verbali dei primi Consigli di quelle che, non a caso, molto spesso si chiamavano Casse di Prestiti si può leggere di crediti erogati per l´acquisto di un aratro o di un maiale.

Il deposito delle sementi era addirittura adiacente ai locali della Cassa. Da questo poco è partita anche l´avventura delle odierne BCC. Quello che è successo poi, nel tempo, lo conosciamo. Ed è incoraggiante.

Il terzo viaggio della nutrita delegazione del Credito Cooperativo (anche quest´anno una cinquantina di amministratori e manager di BCC, società del sistema, Federazioni Locali e Federcasse) è stata l´occasione per vivere questo itinerario, per percorrerlo geograficamente, spostandosi all´interno di alcune province andine dell´Ecuador. È stata, dunque, l´occasione per vedere con i propri occhi i frutti dell´alleanza con Codesarrollo, la cooperativa che fa da punto di riferimento alle centinaia di piccole e piccolissime Casse di villaggio, formali e non, e per “leggere” questa esperienza e le sue possibili evoluzioni nel corso di due giorni di convegno, tenutosi nella capitale, a Quito, con la partecipazione di molti campesinos, giunti anche dalle più lontane province.

L´itinerario ha consentito di visitare Casse, comunità, esperienze pilota in campo agricolo. Più o meno equivalenti le altitudini: dai 3.400 ai 3.600 metri. Stessa ospitalità ovunque. Stessa dignità ed orgoglio di popolo (“fare da sé, ma insieme”, ha efficacemente riassunto il presidente della Cassa di San Miguel de Angahuana). Diversi gli stadi dello sviluppo. Iniziale, a voler essere ottimisti, a Cocàn, dove la speranza è rappresentata dalla scuola elementare (“Sono fortunato perché sono a scuola e non a pascolare”, cantavano i bambini) e dalla minuscola Cassa Rurale; decisamente strutturato a Salinas, dove la Cassa è volano di sviluppo per il caseificio, la fabbrica di cioccolato e torrone, il maglificio, la lavorazione dei funghi o il nascente turismo responsabile.

Proprio qui si può vedere cosa la microfinanza o, meglio, la finanza popolare è in grado di fare. Lo si intuisce ancora prima di arrivare. Perché, ad un certo punto, anche il paesaggio fisico cambia: la steppa brulla lascia il posto al verde. Il vento, che a quell´altezza schiaffeggia, è stato fermato piantando alberi. E, quasi per premio all´intraprendenza, sotto gli alberi sono nati i funghi, che si è appreso ad essiccare e commercializzare. Il segreto, dicono gli animatori di questo “sviluppo possibile”, sta in una ricetta, i cui ingredienti sono “intelligenza, sudore e amore”. La Cassa Rurale, il lievito.

Alimentare questo circuito, replicare queste esperienze, raggiungere il “bienestar”, il benessere, per tutto l´Ecuador è l´obiettivo di Codesarrollo. Ed è, quindi, anche l´obiettivo dell´iniziativa Microfinanza Campesina. Progetto formativo, sotto diversi punti di vista, e ampio. Che non si limita all´erogazione del credito. Perché lo sviluppo sia auto-sostenibile, occorre, infatti, considerare anche gli aspetti formativi, politici, commerciali, regolamentari. E lavorare poi per favorire “a distanza” lo sviluppo, attraverso le rimesse degli emigranti.

Cinque, allora, i fattori di successo del progetto Microfinanza Campesina. Primo. La reciprocità: non si tratta di agire “per”, ma di agire “con”. Non ci può essere uno sviluppo dei poveri senza i poveri ed un loro ruolo attivo. Per questo risulta particolarmente adatta la formula cooperativa, basata sul protagonismo e sul coinvolgimento dei soggetti. Poi, la logica di coalizione: un progetto sarà vincente quanto più sarà condiviso. La Microfinanza Campesina ha avuto successo proprio perché è riuscita a mettere insieme le competenze della finanza con quelle dell´Università, delle Ong, del commercio equo, e, più recentemente, delle istituzioni internazionali, come l´Ifad e la Bid. Quindi, puntare sull´education: il capitale finanziario da solo non basta. Occorre che cresca anche il capitale umano. Non basta dare. Occorre aiutare ad essere. E questo processo passa attraverso l´apprendimento. Quarto: pensare in termini “politici”. Per incidere davvero è necessario non ragionare solo sui singoli casi, ma anche sulle politiche che i singoli casi sottendono. Infine: agire sulle regole. I contesti regolamentari hanno una forte incidenza nel determinare o non determinare la crescita di un´esperienza.

In Italia le Casse Rurali si sono affermate anche perché un noto Governatore della Banca d´Italia degli anni ´50, Donato Menichella, pensava, che “i capitali dovranno essere soprattutto forniti da istituzioni piccole, periferiche, che vivano accanto ad ogni piccolo proprietario, che vivano della sua stessa vita…. È stato, dunque, strategico e vincente aver favorito relazioni “orizzontali” tra organismi regolatori (la Banca d´Italia e la Superintendencia de Bancos y Seguros), con l´obiettivo di contribuire alla riforma legislativa di cui le Casse Rurali dell´Ecuador saranno destinatarie, nella logica di promuoverne la crescita, riconoscendone il ruolo.

Il disegno che è stato tracciato , presentato al convegno di Quito da Marcelo Herrera, “numero due” della Superintendencia, va in questa direzione.Per le ragioni descritte, il progetto Microfinanza Campesina è un´autentica scuola per il Credito Cooperativo, il più frequentato “corso” della categoria. Dall´Ecuador si torna più ricchi, senza retorica. Un proverbio di quel Paese dice: “Chi termina per primo, aiuta il suo compagno”. Già, ma chi termina per primo?


Codesarrollo, una realtà in costante crescita
Una crescita in numeri e in risultati, in efficienza e in efficacia, quella realizzata da Codesarrollo (Cooperativa di sviluppo dei popoli) negli ultimi tre anni. L´attivo, che si attestava a poco più di due milioni di dollari nel 2000, aveva superato i 15 milioni a fine 2003; il passivo era passato da circa due milioni a quasi 13,3; il patrimonio da 229 mila e cinquecento dollari a poco meno di 1,9 milioni. Nei dodici mesi 2002-2003 la crescita era stata rispettivamente: di oltre il 67% per l´attivo; del 71% per il passivo; di circa il 43% per il patrimonio.
“È importante creare nuove strutture capaci di generare ricchezza e benessere per le famiglie e le comunità – ha dichiarato Giuseppe Tonello, presidente di Codesarrollo – e dobbiamo farlo rispettando la base culturale e i valori profondi dei diversi popoli dell´Ecuador”.
Per promuovere lo sviluppo, strategica è la leva del credito. Dare credito significa, infatti, dare fiducia ed innescare un processo di auto-stima e di auto-determinazione che consente di affrancarsi dalla miseria e dall´usura. A fine 2003, Codesarrollo aveva concesso un numero totale di 6.896 crediti (+63% rispetto al 2002), con una percentuale di sofferenze pari all´1,92% (-19,7%). Di tali crediti, 859 erano “crediti comunitari”.
Sostegno importante a tale espansione è derivato dall´alleanza con il sistema del Credito Cooperativo italiano, che, a partire dall´agosto del 2001, ha messo a disposizione di Codesarrollo un plafond di circa 10 milioni di dollari (ad un tasso del 4%). Di questi, 2,5 milioni sono già stati puntualmente restituiti. Proprio in occasione dell´ultima missione del Credito Cooperativo in Ecuador, è stato sottoscritto a Quito un nuovo pool di finanziamento di Codesarrollo da parte di alcune Banche di Credito Cooperativo marchigiane. Cinque le BCC impegnate: Casavecchia, Filottrano, Del Metauro, Picena, Fano. 250mila dollari il plafond messo a disposizione.


Risultati e premi del progetto di“Microfinanza Campesina”
- Sodalitas Social Award, nella categoria della Finanza Socialmente Responsabile,
- Premio Takunda, promosso da una Ong italiana, il Cesvi,
- World Business Awards in support of the Millennium Development Goals, indetto dalla International Chamber of Commerce in associazione con il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (l´UNDP).

Altri due premi sono stati conferiti a Codesarrollo: il premio UNEP Global 500 Award nel 2002 per la sostenibilità ambientale ed il XIII Premio International de Economia Social a Bilbao.


di Claudia Benedetti
Extranet del Credito Cooperativo
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