30/11/2004 Eventi
BCC di Roma, una storia e una ricerca per festeggiare i 50 anni

La BCC di Roma tra passato e futuro: nella sala della Protomoteca in Campidoglio sono stati presentati a fine novembre il volume di Pietro Cafaro dedicato ai cinquant´anni dell´istituto romano e lo studio – commissionato dalla stessa BCC di Roma e realizzato dal Censis – sulle prospettive del credito socialmente orientato.

L´evento, che corona un anno di festeggiamenti per il mezzo secolo di vita della Banca, culminati con il recente incontro di 7 mila soci con Giovanni Paolo II in Sala Nervi, ha visto la partecipazione del presidente e del direttore generale della BCC, Francesco Liberati ed Enrico Falcone, del sindaco di Roma Walter Veltroni, di monsignor Luigi Moretti in rappresentanza del cardinale vicario Camillo Ruini, di Vincenzo Desario, direttore generale della Banca d´Italia, e dell´assessore della Regione Lazio alle Attività produttive, Francesco Saponaro.

Il libro, Piccolo credito grande capitale, nella collana “Storia delle BCC” ideata dall´editrice di sistema Ecra, ricostruisce le fasi della nascita e dello sviluppo della cooperativa di credito, sorta nel 1954 per iniziativa di 38 soci fondatori con la denominazione di Cassa Rurale ed Artigiana dell´Agro Romano. Pietro Cafaro, docente di Storia economica all´Università Cattolica di Milano e curatore del volume, nella sua presentazione ha ripercorso i momenti più importanti di questa storia, che ha visto come protagonisti personalità di rilievo quali Pietro Campilli ed Enzo Badioli.

A conclusione, Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Censis e profondo conoscitore della realtà del Credito Cooperativo, ha illustrato il quadro emerso dall´indagine (pubblicata per i tipi di Franco Angeli) su 600 residenti nelle province dove operano le agenzie della BCC di Roma. Ne emerge che lo stretto contatto con il proprio territorio di competenza e con le differenti realtà economiche da esso espresse è il vero vantaggio competitivo della BCC e costituisce al tempo stesso la cifra distintiva di un modo di “essere banca”, di cui molti istituti nazionali amerebbero fregiarsi.
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